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Opinioni e commenti
 

Dimissioni all’italiana: dopo un mese Bossi ci ripensa e rivuole la poltrona da segretario
Pubblicato il 02-05-2012


 

Al Senatùr dimissionario sono bastati venticinque giorni per ripulirsi dal fango degli scandali. In barba al “popolo delle scope” che in rivolta chiedeva “pulizia”, l’ex segretario della Lega Nord ha annunciato che si ricandiderà per la segreteria al consiglio federale, perché contro l’attacco del centralismo romano «farabutto» e «canaglia» occorre serrare le fila. Intervenuto a Zanica, in provincia di Bergamo, in occasione del Lega Unita Day, Bossi ha anticipato che non si tirerà indietro. Se no, ha spiegato il leader del Carroccio, «la gente pensa che non siamo uniti». Intanto Roberto Maroni, ad un passo dalla poltrona di nuovo segretario e portabandiera del ripulisti col quale la Lega ha cercato di fronteggiare la bufera che ha investito via Bellerio, tace. Non a caso la notizia della sua ricandidatura, Bossi l’ha data giù dal palco dove pochi minuti prima aveva abbracciato il suo delfino Maroni. Lo stesso Maroni al quale il Senatùr aveva passato simbolicamente il timone del Carroccio pochi giorni fa.

UN CONGRESSO AD ALTA TENSIONE – Una cosa è certa. Quello di luglio si preannuncia un congresso piuttosto caldo e non tanto per la canicola estiva. Almeno due sono gli scenari possibili. Un testa a testa mozzafiato tra Bossi e Maroni, il padre e il figlio, al duello finale dell’urna o per alzata di mano come si usa tra i leghisti. Oppure una scissione della corrente maroniana per andare da sola o più credibilmente con nuovi alleati ingolositi dai voti dei leghisti che pretendono un cambiamento vero, a partire dal leader. In entrambi i casi e alla faccia del Unita Lega Day l’elemento ricorrente si chiamerà rottura interna. Della base divisa irrimediabilmente tra maroniani e bossiani, della dirigenza di partito costretta a scegliere tra un grande capo e il più quotato tra i successori al trono, delle alleanze a venire che si faranno più complicate e perché no trasversali.

LA PROPOSTA DI FLI – Basta vedere le prime offerte di apparentamento arrivate a Maroni, nel giro di un’ora dall’exploit del Senatur. “Con la ricandidatura di Bossi alla segreteria, la Lega – ha detto Carmelo Brogiglio, vice presidente dei deputati di Fli – si conferma partito personalissimo. Se Maroni decidesse una scissione sarebbe benvenuto nel Terzo Polo nazionale, repubblicano e quindi autonomista grazie alla presenza del Mpa e dei maroniani come soggetto politico di un rassemblement che si arricchirebbe di una nuova anima politica popolare”.

DIMISSIONI IRREVOCABILI – Dimissioni «irrevocabili» le aveva chiamate con piglio deciso Bossi solo pochi giorni fa. Dimissioni per il bene del movimento e dei militanti, a vent’anni esatti dalle elezioni del ’92, prima vera vittoria politica della Lega Nord. Ma poi lo sesso Senatur aveva aggiunto: «la priorità è il bene della Lega ma si scordino che io scompaia». Mai parole furono più profetiche. E mai tanto breve è stato un triumvirato nella storia della politica di tutti i tempi.

MARONI FA CAMPAGNA ELETTORALE –  “Quelli che cercheranno di dividere la Lega saranno immediatamente cacciati, come e’ gia’ accaduto ad altri”. Così Roberto Maroni dal palco del ‘Lega Unita Day’ cerca di pararsi anzi tempo da eventuali attacchi dei falchi del suo partito, parlando del tema della giornata e continuando a fare campagna elettorale in attesa dell’imminente congresso. In più con le elezioni amministrative alle porte. E tutti nel Carroccio sanno che anche dal risultato di queste ultime potrebbe dipendere la sorte del futuro segretario della Lega, nuovo o come nuovo. “Il Lega Unita Day – ha sostenuto Maroni – e’ una manifestazione importante per lanciare le iniziative contro l’Imu e anche perche’ dopo tutto quello che e’ successo la nostra intenzione e’ di mostrare una Lega compatta e unita, anzi proprio quello che e’ successo la ha ricompattata”.

CASTELLI SI SCHIERA CON BOSSI – Se Maroni fa campagna elettorale con tanto di microfono tra le mani, giù dal palco si annidano i suoi primi detrattori, i fedelissimi del “cerchio magico” come Roberto Castelli che, commentando la decisione di Bossi di candidarsi alla segreteria, ha sottolineato: “Bossi ha detto quello che tutti i leghisti si aspettavano che dicesse: c’e’ bisogno della sua guida in un momento cosi’ difficile per il movimento, attaccato da tutti. La Lega ha bisogno di Bossi ancora per molto tempo”. Non resta che attrezzarsi al meglio per affrontare l’estate calda del Carroccio.

Lucio Filipponio

Lucio Filipponio

@LucioFilipponio

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Commenti all'articolo
  1. Questi leghisti hanno tutte le careteristiche nazionali peggiori.

    Il peggio degli Italiani,sarà bene ricordaglielo quando si radunano magari gli riportiamo il tricolore.

    Direi che non hanno più nulla da dire ogni slogan e’ stato smentito con fatti opposti realizzati dai loro dirigenti.
    Dovrebbero solo vergognarsi.

  2. Probabimente il Sig. Bossi, non solo non altro più da dire, ma continua a offendere tutti e tutto senza che alcuna persona lo blocchi una volta per tutte.
    Purtroppo, nel nostro amato paese, siamo fin troppo abituati a ricevere e distribuire insulti che è divenuto un fare a cui nessuno fa più caso.
    Comunque caro Bossi per te è finita, la gente non vi crede più,
    adesso è il caso di affermare lega ladrona e non roma ladrona.

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