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Opinioni e commenti
 

Disoccupazione giovanile, è allarme mondiale: il 13% è fuori dal mondo del lavoro
Pubblicato il 22-05-2012


Circa il 13% della popolazione giovanile mondiale è fuori dal mondo del lavoro: ancora più grave è che, secondo uno studio diffuso dall’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO), non ci sono segnali di miglioramento rispetto a questa situazione. Nell’Unione europea un giovane su cinque è alla ricerca di un lavoro, e sono tanti i giovani costretti a lavori part-time o dequalificati. Il report, diffuso nei giorni scorsi, evidenzia che non usando le competenze acquisite attraverso studi ed esperienze formative molti di questi giovani stanno perdendo le abilità possedute: una dinamica questa che, se non dovesse esserci un miglioramento della situazione, li renderebbe non sono disoccupati ma anche “non occupabili”.

SEI MILIONI DI NEET – Sei milioni di persone, inoltre, sono così scoraggiate da aver abbandonato la ricerca di un lavoro. Sono la generazione NEET – not in education, employment or training – descritta come una fetta di popolazione “sempre più scollegata dalla realtà”. Ma la relazione dell’ILO lascia intendere che la situazione sarebbe ancora peggiore perché i dati nasconderebbero una zona d’ombra: molti giovani, infatti, allungano i tempi di studio proprio perché sanno di non poter trovare lavoro. Il 13% della popolazione con età compresa fra i 15 e i 24 anni, circa 75 milioni di persone nel mondo sono senza lavoro: il 29,9% nel Nord Africa, con un incremento del 35% dopo le “Primavere Arabe”, mentre in Medio Oriente i dati parlano del 26.5%.

ANCHE IN ASIA CRESCE DISOCCUPAZIONE GIOVANILE – “Anche in Asia, forse la regione economicamente più dinamica, la disoccupazione è 2,8 volte più alta fra i giovani” sottolinea il report. Per l’ILO si deve intervenire urgentemente con ricette utili a contrastare questo disastro: l’appello è ai governi che devono mettere la creazione di posti di lavoro in cima alle priorità. Più formazione e sgravi fiscali, incentivi alle imprese che assumono giovani lavoratori oltre che finanziamenti per nuove idee imprenditoriali giovanili. Un appello rimasto fino ad ora inascoltato dall’Europa dell’Austerity.

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

@robbocap

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