mercoledì, 18 ottobre 2017
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Opinioni e commenti
 

Droga e rock and roll? Scoperta base di spaccio in uno studio di registrazione romano
Pubblicato il 03-05-2012


Scene da fine anni ’70 in una sala prove della Capitale. Alcuni agenti del Commissariato Esquilino, impegnati da qualche giorno nella sorveglianza di uno studio di registrazione, decidono alla fine di fare irruzione. Ad accoglierli trovano una cortina di fumo denso e una band di ragazzi persi a suonare “ispirati” dall’effetto di hashish e marijuana. Non siamo a Woodstock ma in di via del Boschetto, a Roma, in una delle tante salette dove i musicisti si riuniscono per provare le proprie canzoni ma che è risultata essere, in questo caso, uno specchietto per l’allodole utile a nascondere un’attività di spaccio che andava avanti da parecchio tempo.
ATTIVITA’ IN FUMO – Gli agenti hanno passato a setaccio il locale con l’ausilio delle unità cinofile. Sulla scrivania all’ingresso vengono trovate subito tracce di sostanze stupefacenti ma il vero bottino è altrove. Ispezionando gli altri due locali, gli agenti hanno infatti trovato una valigetta nascosta sotto la consolle del dj,  contenente circa 200 grammi di hashish e 100 grammi di marijuana, appoggiati su un bilancino di precisione e vicino agli altri strumenti atti al confezionamento degli stupefacenti. A farsi subito avanti, per evitare ulteriori complicazioni, è uno dei ragazzi della band, R.M.J., trentenne romano che ha dichiarato agli agenti di essere il proprietario dell’attrezzatura, ammettendo ogni responsabilità relativa a produzione e spaccio degli stupefacenti. Suo anche il “colpo di genio” di nascondere la droga nelle custodie degli strumenti, quelle morbide e di tipo più economico diffusissime tra i giovani capitolini impegnati in attività musicali. Al termine degli accertamenti per R.M.J. sono scattate le manette per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

L’IMBECCATA DEL CONCERTONE – Da sempre il mondo della musica vive un dualismo contrastato con l’universo delle sostanze stupefacenti, da alcuni musicisti vissute come “strumento” utile a carpire la creatività e da altri contrastate perché ritenute invece dannose alla pratica musicale. Quale che sia oggi la filosofia dominante nelle menti dei giovani musicisti romani, di sicuro c’è che in questo contrasto e nelle crepe che crea spesso e volentieri trovano modo di germogliare anche le attività illecite. Durante il concertone di piazza san Giovanni a Roma sono stati arrestati 52 pusher e sequestrate dai carabinieri centinaia di dosi di marijuana, hashish, cocaina, eroina. Le forze dell’Ordine sono intervenute proprio mentre gli spacciatori cedevano le dosi ai giovani acquirenti, intervenuti da tutta Italia per “partecipare” a quella che ufficialmente viene celebrata come festa dei lavoratori e che ha rischiato, insieme agli altri 8 arresti e 20 denunce, di trasformarsi in qualcos’altro.

Emanuele Ciogli

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