giovedì, 17 agosto 2017
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Opinioni e commenti
 

E’ allarme cyber bullismo: il 42,9% dei bambini usa il web per violenze sui coetanei
Pubblicato il 12-05-2012


Se la violenza tra adulti non stupisce più, purtroppo nemmeno quella tra bambini. Anche perché un fenomeno come quello del bullismo è sempre esistito e fa fede, nel suo piccolo, alla legge che vuole il più debole sopraffatto dal più forte. E i bambini, come i grandi, si impongono attraverso la derisione, la “presa di mira” e, nei casi più estremi, la violenza fisica. E allora se è vero che utilizzano la creatività per giocare ed esprimersi, purtroppo è altrettanto vero quando la sfruttano per trovare nuovi strumenti attraverso i quali imporsi.

PEDIATRI CONTRO IL BULLISMO – A trattare l’argomento è stato il 68esimo congresso nazionale della Società di pediatria che ha offerto un quadro complessivo della situazione attuale del fenomeno. Purtroppo il bullismo non interessa più una percentuale limitata rispetto al numero globale degli studenti, e se il fenomeno all’interno delle scuole medie è sceso dal 61% dell’anno scorso al 53% di quest’anno migra verso il web salendo in maniera esponenziale. Ed ecco il cyber bullismo, ovvero la violenza da bambino a bambino attraverso la rete di internet: circa il 42,9% dei bambini del campione preso in esame, riferisce di esserne stato oggetto, o di sapere che ha interessato un amico.

CYBER BULLING – Nel giorno in cui numerosi insegnanti e dirigenti scolastici si sono ritrovati a manifestare in un vero e proprio sit in davanti al ministero per chiedere un ridimensionamento dei tagli che ormai da anni penalizzano il settore dell’istruzione, il congresso nazionale della Società di pediatria (Sip) riflette sulla pericolosità di un fenomeno che, a modo suo, può risentire della proliferazione di classi-pollaio o di un controllo insufficiente da parte delle maestre e della famiglia. Anche perché il cyber bullismo si attua da casa, dove i bambini si sentono forti della distanza dalla ‘vittima’ e di un’identità, il più delle volte, falsata.

NON ESISTONO SPIONI – Il dato positivo è che l’85,8% ritiene che chi denuncia a genitori o insegnanti l’atto persecutorio subito da loro stessi o da altri, non fa la ‘spia’, ma fa la cosa giusta. Solo il 10,5% definisce questo comportamento da ‘spioni’ e il 10% da ‘fifoni’. Di fronte al cyberbulling risulta più difficile denunciare la persona che mette in atto le offese, come spiega Luca Bernardo consigliere nazionale del Sip:  “Non va poi dimenticato – afferma l’esperto – che il bullismo elettronico può essere maggiormente nascosto al mondo degli adulti, a causa di una generale maggiore competenza informatica e tecnologica dei ragazzi rispetto ai genitori o agli adulti in genere ed alla scarsa possibilità di controllare le comunicazioni inviate tramite internet o tramite cellulare”.

BOOM CHIRURGIA PLASTICA INFANTILE – Le soluzioni adottate per contrastare il fenomeno sono sempre state molte, e vanno dalla sensibilizzazione nelle classi all’utilizzo di piattaforme online, che si propongono di educare i bambini ad una cultura non violenta che escluda pratiche vessatorie e moleste contro i compagni. L’American Society For Aesthetic Plastic Surgery rivela un altro dato agghiacciante: il boom del +30% della chirurgia estetica infantile. Orecchie a sventola, liposuzione e aumento o riduzione del seno. Senza sminuire il peso psicologico che comporta avere un difetto che diviene bersaglio di tormenti verbali da parte di coetanei, si rischia il paradosso vero e proprio se poi per attenuare tale peso sempre più bambini ricorrono alla chirurgia estetica: si cerca a torto di risolvere un problematica ricadendo in un’altra non da meno. I bambini rimangono “la forma più perfetta di essere umano” (Nabokov).

Emanuele Ciogli

 

 

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