giovedì, 17 agosto 2017
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Opinioni e commenti
 

E’ arrivata l’ora: Vendola e Bersani socialisti anche in Italia?
Pubblicato il 16-05-2012


Archiviata la campagna elettorale più che tempo di bilanci, i risultati sono netti come raramente accade, è ora di riflettere…e agire! Il voto degli italiani ha bocciato Pdl, Lega Nord e Terzo polo (ma è mai esistito?), senza  premiare, però, né il Pd né i partiti, parlamentari e non, che si oppongono al Governo Monti. C’è dunque un solo vincitore, il populista Grillo ed il suo Movimento 5 Stelle e tanti sconfitti. Ma la vera bocciatura è per l’intera classe politica italiana, mai così lontana dal gradimento degli elettori, mai così incapace di comprenderne i disagi e le aspettative, mai così deludente come in questi anni fatti di ladrocini ed incapacità di governo.

Il Partito Socialista ha retto, pareggiando il risultato dello Sdi nell’omologo turno elettorale del 2007, quando i socialisti erano al Governo ed in Parlamento, e questo è di per sé un ottimo risultato: dopo anni trascorsi all’opposizione, fuori dal parlamento e con un quinto di seggi in meno a disposizione in pochi ci avrebbero sperato. Ora che dunque una autonoma comunità socialista è stata tratta in salvo , superato il “primum vivere” è dunque giunta l’ora del”philosophare”: è venuto cioè il momento di rilanciare la sfida perché anche in Italia si possa dar vita ad un’alleanza democratica e socialista di stampo europeo, e poi magari ad un soggetto unitario, che abbia come stella popolare il Partito del Socialismo Europeo.

I successi socialisti in Francia, ma anche quelli in Gran Bretagna, in Germania, finanche in Romania, confermano la straordinaria vitalità del movimento socialista europeo e soprattutto indicano una strada nuova e diversa per uscire dalla crisi economica. Una crisi che non è piovuta dall’alto come una maledizione ma che, frutto della bramosia ed avidità dei centri finanziari e sistemi bancari internazionali, ha trovato terreno fertile nello scaricarne il prezzo salatissimo sui ceti deboli, grazie alle politiche conservatrici di Angela Merkel, di Nicolas Sarkozy e della destra europea. Una strada che tiene insieme con pari valore le esigenze del risgore e quello dello sviluppo, del contenimento della spesa pubblica e della salvaguardia dello Stato Sociale, che impone una patrimoniale ai ricchi, che non considera la prima casa come un elemento di ricchezza, che utilizza la leva fiscale diretta anziché le imposte indirette, regressive e recessive, che tassa le transazioni finanziarie e privilegia il reddito da lavoro piuttosto che quello speculativo.

Il rischio è che invece il centrosinistra si culli sugli allori, si adagi su se stesso, illudendosi di aver già vinto la battaglia elettorale delle prossime politiche per assenza dell’avversario. Un errore clamoroso che già Occhetto commise nel 1994 e le cui conseguenze le stiamo pagando tutt’oggi. La destra, Berlusconi in primis, sembra avere capito la lezione e si appresta a varare un nuovo soggetto politico, Casini è già al lavoro per una nuova alleanza dei moderati: l’intero schieramento di centro e centrodestra è in febbrile attività per presentarsi all’appuntamento con gli elettori con una veste rinnovata, nascondendo così la pochezza della proposta programmatica.

Noi possiamo e dobbiamo fare di più: abbiamo idee e programmi, ma occorre un’offerta rinnovata, la certezza di aver chiuso con gli errori del passato, fatti di caravan serragli, unioni larche, sante alleanze ed incapacità di governare bene e a lungo. La lezione che viene da Atene è che quando la sinistra annega i propri valori all’insegna del rigore innanzitutto,  dei tagli lineari, dello smantellamento del welfare state è bocciata dagli elettori. E’ bene che anche su questo si rifletta. La proposta dei socialisti è questa, un’alleanza di partiti diversi tenuti uniti dai valori del socialismo europeo, con l’ambizione di cambiare l’Italia: Bersani e Vendola, finita l’esultanza per la splendida vittoria di Francois Hollande ci dicano se la condividono, e soprattutto, dalle parole passino ai fatti e dimostrino di essere socialisti non solo quando valicano il Frejus.

Marco Di Lello

Coordinatore Nazionale PSI

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Commenti all'articolo
  1. La vedo molto dura, però credo sia l’unico sbocco per la sinistra, non solo per gli avvenimenti del centro destra, ma anche per la troppa frammentazione a sinistra. Occorre a mio avviso un atto di coraggioda parte di Bersani che finisca di cincischiare al suo interno con tutti quelli che lo tirano per la giacca e faccia una scelta decisa verso quell’europeismo decisamente più rappresentativo delle sue tendenze politiche abbandonando al loro destino chi la vede in maniera diersa. L’altra faccia della medaglia potrebbe essere rappresentata da SEL e da Vendola, anche lui sempre strattonato tra i massimalisti e i progressisti che guardano verso alleanze più omogenee in fatto di idealità e molto più vicini al socialismo europeo di quanto si possa pensare. Anche per lui sarebbe necessario un atto di coraggio, senza tema di perdere voti, visto che ne ha già persi abastaza e fare una scelta decisa verso il PSE, lasciando chi non condivide a loro destino. Al centro dei due suddetti, ci sono i socialisti, che purtroppo per ora non hanno grandi numeri, ma sicramente depositari di un modus vivendi europeista che guardano con simpatia alle vicende francesi, tedesche, inglesi ecc. e legati a doppio filo al socialismo europeo considerandolo unico sbocco anche per l’Italia. A me da socialista sembra un processo inevitabile, ma è chiaramene un giudizio di parte e crenon vedo altre alternative percorribili per dare alla sinistra maggore credibilità ed una speranza agli italiani molti dei quali potrebbero ritrovare la voglia di credere in qualcosa di concreto e tornare a votare. La casa dei riformisti non è una scatola vuota perchè gia in essa si riconoscono in molti, a una vera prospettiva per un’idea di progreso verso un futuro che sappia coniugare equità, sviluppo in un clima più sereno di socialità e convivenza civile.

  2. spero che nessuno pensi che per essere socialisti basti cambaire l’abito, la nostra è una cultura un modo di pensare e di vedere il mondo diverso ontologicamente dal comunismo e sue varianti italiane

  3. Condivido pienamente la richiesta politica di chiarimento per l’impegno a organizzare tutte le forze europee ed in Italia le nostre del campo riformista socialista per far uscire il nostro Continente dalla crisi di cui non si intravede la fine del tunnel. PSI-PD-SEL primo nucleo per r isposte socialiste e democratiche al Paese aperto a tutte le forze che vogliono condividere i percorsi e gli obiettivi. Angelo Ruggiero.

  4. Abbiamo idee e programmi? In verità non vedo tante idee e tanti programmi. La realtà è che spesso scivoliamo più sulle alleanze che sui contenuti. L’idea di Nencini, circa una Costituente a sinistra, è brillantissima. Ma voi pensate che PD, Vendola e IDV possano accettare? Nel PD c’è gente che con noi non vogliono avere a che fare. Vendola non sa neanche cosa sia lo spread, su Di Pietro è meglio astenersi dai giudizi, un uomo di destra che sta a sinistra. Scusate ma non nutro molta fiducia per il futuro, ci siamo suicidati abbastanza negli anni passati e non vedo una sorta di risorgimento riformista liberale. Voi pensate che l’Italia debba essere modernizzata? la risposta è sì. Ma come? Avete letto di programmi in tal senso? Il Paese non ha un euro da spendere. Dobbiamo dire con chiarezza dove prenderli e da dove effettuare i risparmi. Risparmi? Pubblica Amministrazione!! Pubblica amministrazione? Sindacati, enti inutili, municipalizzate, 25.000 consiglieri, Comunità Montane con migliaia di dipendenti pubblici, ecc. ecc.. Caro Di Lello, illuminaci. Evedrai quanti ti seguiranno.

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