venerdì, 24 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Ecco perché la Germania vorrebbe che la Bce andasse in guerra disarmata
Pubblicato il 25-05-2012


Il comportamento dei politici tedeschi (e dei paesi del nord ed est Europa che ne condividono le scelte) è in contraddizione manifesta con le proprie parole. E’ impossibile salvare l’Euro (come sostengono di volere) senza dare alla Bce i poteri di prestatore di ultima istanza (facoltà di comperare e vendere a qualunque prezzo e per qualunque quantità i titoli di stato di tutti i paesi dell’area euro) e senza che i paesi in salute aiutino seriamente i paesi malmessi (scelte cui si oppongono fermamente). E’ come se ad un esercito – la BCE è l’esercito finanziario della UE – pieno di munizioni fosse vietato usarle, è come se ai disoccupati (i paesi deboli) gli occupati (Germania e soci) suggerissero di mettersi a dieta per trovar lavoro.

Ci sono tre possibili spiegazioni di tale contraddittorio comportamento; la prima è la follia o la stupidità. La seconda ha a che fare con le strategie di gioco della politica: tener duro sulle proprie posizioni per cedere solo all’ultimo istante consente di massimizzare i propri interessi, questo gioco è quello che Monti è andato “a vedere” varando le manovre di austerità prima e chiedendo le misure di crescita poi. E non c’è dubbio che la Germania egoisticamente continua a godere di questa situazione potendo finanziarsi a tassi bassi, crescendo economicamente anche grazie ad una valuta scontata (il marco varrebbe il doppio dell’euro) e consentendo aumenti salariali del 4-6% in un Paese con costi dei beni in linea con quelli degli altri paesi dell’area euro.

La terza spiegazione potrebbe essere la volontà della Germania di andare sino in fondo, liberarsi della zavorra degli altri paesi europei occidentali e creare una propria zona economica nell’Est Europa. Sarebbe la “rivincita” dei paesi sacrificati sull’altare della guerra fredda. Sarebbe anche una rivincita contro l’America democratica: il crollo dell’euro produrrebbe una sicura frenata della economia americana e con essa la sconfitta di Obama alle elezioni di Novembre.

Mario Zanco

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