sabato, 25 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Emergenza usura: parla Vittorio Rizzi, capo della squadra mobile di Roma
Pubblicato il 17-05-2012


Le conseguenze sociali della crisi economica che sta investendo il nostro Paese sono tangibili: una delle più odiose è sicuramente quella dell’usura. A denunciare la preoccupante escalation del fenomeno nell’ultimo anno è Lino Busa’, presidente di Sos Impresa della Confesercenti. Oltre alla mancanza di credito, i problemi legati all’emergenza finanziaria come il pagamento di assegni al fornitore, la necessità di rispondere positivamente alla cartella esattoriale pena l’iscrizione nella ‘black list’ dei protestati o la necessità di rientrare dall’extrafido, sono tutti fattori che significano, secondo l’esponente della Confesercenti, «la morte civile».

Di recente dunque, spiega Busa’, il numero di persone che si rivolge al numero verde nato come rete di supporto per le vittime di usura, è raddoppiato. Ma quante di queste richieste d’aiuto si concretizzano poi in denunce alla Polizia? A questo proposito Avanti! Online ha intervistato Vittorio Rizzi, capo della squadra mobile di Roma.

Ha riscontrato una escalation di richieste di aiuto sulla base di un aumento delle denunce di usurati?

Non è propriamente cosi. Le denuncie sono pochissime: nel 2011 sono state soltanto 10, la metà delle quali causate da noi. Il preoccupante dato che si registra è indotto principalmente dalla forza intimidatrice di chi gestisce il prestito usuraio, ma anche da una totale assenza di convincimento che si possa risolvere la propria situazione economica potendo uscire dal tunnel di questa pratica. La consapevolezza della presenza drammatica di questo fenomeno è arrivata attraverso un’attività investigatrice che han individuato centinaia di prestiti a usura, smascherando e individuando attraverso operazioni di polizia numerosi protagonisti di questa pratica. Il fiorire di iniziative come gli sportelli di aiuto antiusura hanno in rarissime occasione portato a risultati pratici come le denuncie. La polizia ultimamente sta facendo una grande pubblicità a queste iniziative.

Quali sono le categorie più colpite dal fenomeno dell’usura?

La presenza degli usurai è assolutamente trasversale nel tessuto sociale. Ultimamente abbiamo registrato anche soggetti che in passato vivevano di rendita ma che per contingenti necessità di denaro hanno fatto ricorso agli usurai.

A quale tassi di interesse possono arrivare gli usurai?

Il tasso mensile più praticato sul mercato va dal 5 al 10% e si è mantenuto costante nonostante la crisi economica del momento.

Il provente dell’attività criminale dove viene reinvestito?

L’usura è il “conto arancio” della criminalità. Parlo di questo conto perché è quello che al piccolo risparmiatore offre il miglior tasso. Restare nella stessa attività di usura diventa il miglior investimento in liquidità.

In che modo la mobile di Roma contrasta il fenomeno e con quali risultati?
Affronta le organizzazioni criminali attraverso specifiche operazioni di polizia. I risultati che otteniamo sono importanti, si pensi alle operazioni su Enrico Nicoletti (ndr. l’ex cassiere della Banda della Magliana arrestato nel febbraio 2012 per usura, estorsione, rapina) o Sergio De Tomasi (ndr. Anche lui componente della Banda della Magliana, arrestato nel 2011 per usura, riciclaggio ed estorsione).

Dai riscontri fatti ha ravvisato la presenza di usurai legati ad organizzazioni malavitose o di soggetti singoli?

Non si tratta di associazioni volte all’usura ma piuttosto di singole figure di spicco che gestiscono quest’attività illegale. Diciamo che sempre più spesso tra gli arrestati per usura sono presenti vecchie conoscenze della malavita romana.

 

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