giovedì, 21 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Energia, il decreto che mette a rischio investimenti e ambiente
Pubblicato il 05-05-2012


Il decreto sugli incentivi per la produzione di energia da fonti rinnovabili genererà molte incertezze in uno dei settori che, in questo periodo caratterizzato da una profonda crisi, rappresenta uno dei comparti più dinamici della nostra economia. Il 24 aprile, la Regione Umbria ha partecipato a Roma ad una prima riunione tecnica e, con altre Regioni, ha rappresentato al meglio le istanze degli enti pubblici e dei privati che rischiano di veder vanificare i loro investimenti.

REGIONI VS GOVERNO SUL GREEN – Le energie rinnovabili rappresentano una delle priorità del programma di legislatura della Giunta Regionale Umbra che ha emanato, proprio di recente, due bandi di gara con una copertura economica di oltre 20 milioni di euro e che hanno riscosso grande interesse sul territorio regionale. Uno sforzo, questo, che rischia di diventare inutile perché, mentre la Regione sostiene e incentiva tutte le iniziative che vanno verso lo sviluppo e la crescita della green economy, il governo con l’approvazione del decreto, rischia di rendere sempre più problematici gli interventi in questo settore.

UMBRIA, UNA REGIONE PER L’AMBIENTE – Per tale ragione nelle prossime riunioni tecniche e in sede di Conferenza Stato-Regioni, la Regione Umbria presenterà delle proposte di modifiche o riflessioni: relativamente al decreto fotovoltaico, il cosiddetto quinto conto energia, la Regione Umbria chiederà alcune correzioni. Per prima cosa di garantire gli investimenti in corso stabilendo quale data per l’entrata in vigore il 1 settembre 2012. In secondo luogo di far accedere automaticamente alla tariffa incentivante, senza iscrizione al registro per impianti fino a 50-100 kw e di prevedere l’estensione del regime anche agli impianti il cui soggetto titolare sia l’ente pubblico, su coperture di edifici di proprietà pubblica e agli impianti in sostituzione delle coperture in amianto. La Regione Umbria chiederà inoltre di reinserire bonus per gli impianti che utilizzano materiali di produzione europea ed, infine, di aumentare la soglia attualmente prevista dal decreto per gli impianti solari a concentrazione.

DECRETO INCENTIVI? COME MODIFICARE IL TIRO – Per il decreto incentivi, tenuto conto del fatto che lo Stato ha fissato gli obiettivi regionali con il cosiddetto decreto Burden Sharing, appare necessario che si tenga conto degli obiettivi regionali stabiliti, suddividendo le potenze annuali incentivabili, almeno nel settore eolico e biomasse, anche in termini regionali. In definitiva si chiede di individuare un meccanismo che preservi una quota di potenza annua alle varie regioni, ossia una suddivisione del cumulo nazionale su base regionale.

Silvano Rometti

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