giovedì, 21 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Con i finti disabili la Camorra pagava gli ‘stipendi’ ai parenti dei detenuti affiliati
Pubblicato il 17-05-2012


La passione per il lotto era troppo forte per rinunciare. Né tantomeno l’hanno scoraggiata i numerosi arresti scattati nei mesi scorsi che lasciavano presagire nuovi blitz. Per la sorella del boss di Forcella, Assunta Stolder, la vita doveva scorrere secondo i suoi canoni normali. Ovvero da falsa “pazza”, che percepiva in quanto tale una pensione di invalidità e un’indennità di accompagnamento di 750 euro mese da due anni. Dai certificati rivelatisi poi non veri, nocessitava del cosiddetto “accompagnamento” ma i Carabinieri l’hanno ripresa con una telecamera nascosta mentre giocava al lotto. 

DI MADRE IN FIGLIA – Anche la moglie di Raffaele Stolder, Patrizia Ferriero, è cascata nelle maglie della giustizia ma a lei – già arrestata nei giorni scorsi per associazione camorristica – la misura cautelare è stata notificata direttamente in carcere. Ferriero è la madre di Nunzia Stolder, eletta negli anni scorsi nel Pdl nel Consiglio circoscrizionale del quartiere San Lorenzo-Vicaria, divenuta oggetto di curiosità mediatica proprio per la sua parentela.

L’OPERAZIONE – Questa nel dettaglio la retata dei carabinieri del comando provinciale di Napoli nei confronti di 56 falsi invalidi accusati di truffa aggravata ai danni dello Stato, contraffazione di sigilli, falsità materiale e ideologica e distruzione di atti: sono stati sequestrati 16 appartamenti, tre terreni, 170 conti e depositi bancari e 100 automezzi; a 52 degli arrestati sono stati concessi gli arresti domiciliari; quattro sono stati rinchiusi nel carcere di Poggioreale. Le indagini che hanno portato all’operazione sono cominciate nel 2009, affidate alla Sezione reati contro la Pubblica Amministrazione della procura della Repubblica di Napoli con un apposito pool di tre magistrati. Finora tali indagini hanno già consentito l’arresto di 287 persone ed il sequestro di beni mobili ed immobili per un valore complessivo di oltre 10 milioni.

STIPENDI PER IL CLAN – Le indagini hanno permesso di verificare il coinvolgimento anche di persone in qualche modo collegate alla criminalità organizzata nella truffa ai danni dell’Inps, facendo emergere l’ipotesi che i proventi delle false pensioni di invalidità possano costituire un ulteriore canale di approvvigionamento economico a favore di persone direttamente o indirettamente collegate a gruppi camorristici. In sostanza, il clan aveva trovato il modo per pagare una sorta di ‘stipendio’ fisso ai parenti dei detenuti. A carico dello Stato. Lo ha confermato anche una recente sentenza di condanna del Tribunale di Napoli a otto anni di reclusione di alcune persone – organiche ad un clan camorristico radicato nel centro storico di Napoli – arrestate nel febbraio 2011, che agivano quali procacciatori di falsi invalidi. Il danno all’Inps è quantificato in oltre 2 milioni di euro.

Carlo Porcaro

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