martedì, 26 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Festival di Cannes: Moretti presidente di giuria, Anderson tra pochi applausi e altre stranezze sulla Croisette
Pubblicato il 17-05-2012


Via alla 65esima edizione del Festival di Cannes, quest’anno dal sapore un po’ italiano per la presenza di Nanni Moretti presidente di giuria e Matteo Garrone unico regista italiano in concorso. Moretti emana i “4 comandamenti del buon giurato” al giornale francese Liberation: «Uno: non applaudire, né prima, né dopo le proiezioni, perchè sarete osservati e il minimo gesto sarà interpretato. Due: vedere tutti i film, ovvio, dall’inizio alla fine. Tre: fare spesso delle riunioni. Quattro: non andare alle feste dei film in concorso». 

GARRONE UNICO ITALIANO E MORETTI GIURATO DOC – Ed è proprio su quest’ultima massima che al regista di Ecce Bombo scappa da ridere. Moretti si ricorda di quando era presidente della giuria al Festival di Venezia nel 2001 e alcuni giurati lo implorarono «di andare alla festa di un film indiano molto musicale e danzereccio». Fa un passo indietro e conclude dicendo: «Quest’anno il quarto comandamento non lo dirò».

ANDERSON TRA ‘TIMIDI’ APPLAUSI – Ad aprire questa edizione del festival, è stato il film Moonrise Kingdoom del regista statunitense Wes Anderson che stamattina ha ricevuto dei timidi applausi nella prima stampa. I protagonisti del film sono due dodicenni, interpretati dai baby-attori esordienti Jared Gilman e Kara Hayward, che si innamorano l’uno dell’altra e decidono di fuggire entrambi da casa, portando lo scompiglio nella loro cittadina d’origine, una piccola comunità del New England. Sam, il Romeo ‘bonsai’ raccontato da Anderson, è un ragazzino non troppo sveglio che conosce in una recita a scuola Suzy, la sognatrice innamorata dei suoi libri che si porta sempre con sé. A cercare i Sam e Suzy sono i genitori della ragazzina (Bill Murray e Frances Mcdormand), la funzionaria dei servizi sociali (Tilda Swinton), gli scout e il burbero sceriffo Sharp (Bruce Willis). La surrealtà della storia fa pensare a un fumetto o a un cartoon, ma il regista preferisce presentare il film in chiave realistica, ma di una realtà vista attraverso gli occhi dei bambini: «Cos’e questo film? Una storia d’amore tra due ragazzini nel 1965. O meglio: una storia di due persone tra cui passa qualcosa che va molto oltre loro».

DITTATORI E MITI DEL CINEMA A CANNES –  Oltre alla storia presentata da Wes Anderson, tornano alla conquista della Croisette nomi che hanno fatto la storia del cinema, come Chen Kaige che lunedì presenzierà alla proiezione in anteprima delle sequenze iniziali del suo atteso Caught in the Web che documenta la Cina dei tempi di internet. Se l’uscita nazionale è prevista per la fine dell’estate, nello stesso periodo si chiuderanno le riprese del nuovo film di Brian De Palma Passion, remake di Love Crime di Corneau, interpretato da Noomi Rapace e Rachel McAdams. E un altro remake vero e proprio sarà presentato all’interno del festival, e si tratta dell’horror movie Suspiria, uno dei capolavori di Dario Argento, reinterpretato e girato da David Gordon Green. Ma a far tornare bambini sarà The rise of the guardians di Peter Ramsey, un kolossal animato che porterà sulla Croisette il 3D e i personaggi più amati dai bambini: a combattere contro l’uomo nero doppiato da Jude Law ci saranno Babbo Natale, la fatina dei denti, il pupazzo di neve Jack Frost, il coniglio pasquale e Sandyman. Non poteva mancare, neanche quest’anno, l’apparizione sempre più eccentrica di Sacha Baron Cohen, che è apparso sul tappeto rosso vestito da dittatore, con tanto di cammello e tenda berbera, proprio come il personaggio che interpreta ne Il dittatore, in uscita il 15 luglio.

 

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