lunedì, 25 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Frida Giannini come Woody Allen: poche idee e neanche cool nella sua City collection
Pubblicato il 03-05-2012


Un grande marchio del Made in Italy come Gucci lancia la “City collection”. Disegnata dal direttore creativo Frida Giannini in persona e pensata per i cosmopoliti del nuovo millennio, la nuova linea conferma la convinzione che spesso buone premesse possono deludere le attese e ci si può ritrovare tra le mani un pugno di mosche o accessori lontani anni luce dalle linee eleganti e dal concept innovativo che il gucci style ci aveva abituati. In effetti l’unica cosa ad essere ricercata in questa collezione è l’originalità: il tema proposto è quello della metropoli a porter. Ma non si tratta di una versatile rivisitazione del fashion londinese. Magari. Su borse e scarpe si riconosce la silhouette dello skyline di Londra, come nelle riproduzioni dei souvenirs che nelle capitali spuntano dai banchetti dei venditori ambulanti, tra le statuette delle celebri cabine telefoniche e i posacenere che raffigurano il matrimonio di William e Kate (anche a distanza di un anno).

 

CHE BRUTTO DÉJÀVU – La collezione è composta da: sneaker unisex e ‘uniage’, per donne, uomini e bambini. La forma è quelle delle Nike Retro Basketball Shoes, le scarpe da basket per eccellenza. La versione finto cheap delle scarpe di Michael Jordan proposta da Gucci, sono di pelle bianca, con ritagli di verde, rosso e giallo e sul fianco si riconosce la sagoma del profilo londinese. Anche la borsa è dalla pelle multicolor ed è l’unico accessorio un po’ più abbinabile e adatta ad un utilizzo quotidiano. L’orologio G-Timeless Sport, che rilancia il classico modello di Gucci G-Timeless per l’estate 2012 e per la linea City, ha il quadrante bianco lucido decorato con dettagli-motivo a scelta. La cassa è in Pvd di 44 millimetri e l’unica notevole differenza con la linea classica G-Timeless è l’immagine dello skyline di Londra, ma la mini cartolina di Londra è sul retro, poco visibile. Questo sporty watch di Gucci, ogni volta che la lancetta arriva alle 3, fa comparire sul quadrante una lillipuziana versione del tradizionale nastro verde-rosso-verde, da sempre simbolo del marchio. Alle 12 compare il calendario, altrettanto piccolo, accompagnato dalla scritta ‘City’. La collezione pensa anche agli accessori tecnologici e abbinato alla borsa c’è anche il porta ipad, tenendo fede alla semplicistica equazione degli ultimi tempi: glamour = scarpe, borsa, ipad, ipod e iphone firmati. Più anonimi gli occhiali da sole con lenti sfumate blu-rosso-blu che completano la linea City Cllection.

IL BRUTTO DEL GIA’ VISTO FA TENDENZA – Londra fa tendenza da sempre, ma l’idea delle stampe che riportano bandiere, skyline e scritte di una città piuttosto che di un’altra, è ormai talmente vista, rivista e discutibile che farebbe impallidire anche il più emergente degli stilisti a corto d’idee. E allora il deus ex machina della maison Gucci, la più temuta e stimata guru del pensiero creativo, la signora di ferro e fuoco tanto abile nel dispensare reprimende furiose e creazioni geniali avrà pensato di fare senza, idee. L’età della riproducibilità tecnica nella moda produce cloni, citazioni, corsi e ricorsi del pensiero e non del buon gusto che va a farsi benedire. E allora lady Giannini avrà pensato che se la sua musa l’aveva temporaneamente abbandonata, se il genio creativo aveva chiuso bottega lasciando il cartello con su scritto “torno subito”, beh perché non scomodare qualche cliché e mescolarlo ad una qualsiasi leva del marketing, che tanto fa lo stesso.

FRIDA COME WOODY – Ma nella moda guai a rassegnarsi al già visto, cedere alla tentazione di non osare, travestirsi da Crudelia De Mon e poi scoprirsi Cuor di Leone. Guai a strizzare l’occhio al low cost delle idee. Soprattutto se in saldi: un po’ come rivisitare borse con su scritto “Roma, Roma, Roma, Roma…” fino allo sfinimento, oggetti che da anni invadono le “migliori” bancarelle del Paese facendo segnare il confine del kitsch. La ‘London Calling’ dei Clash non è più un caustico palcoscenico punk dal quale attingere, ma solo la b-side del city cuore della moda brit. Una cosa è certa, i dettagli della linea sono d’ispirazione ‘street’, ma nel senso: “l’ho visto per strada, almeno quattrocento volte”. Oppure Frida, come Woody Allen nel suo ultimo flop/spot alle capitali europee, non è stata capita: in realtà faceva dell’ironia sulla deriva della moda chip. La sentenza ai posteri del cool.

 Lucio Filipponio

Lucio Filipponio

@LucioFilipponio

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