martedì, 17 ottobre 2017
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Opinioni e commenti
 

Giuseppe Romano e l’arte del riscatto
Pubblicato il 23-05-2012


L’arte è una passione che non ha età e che ti accompagna per tutta la vita. E anche se la vita ti costringe a smettere, sai in cuor tuo che non è per sempre. Che sarà la tua musa e la tua ragione di vita, lo smalto colorato di una giornata di festa, la tua infanzia e le donne che ti hanno visto crescere e che ti hanno amato. Anche questo è l’arte per Giuseppe Romano e un pò la sua storia. Cinquantatré anni, pittore e poeta napoletano, dopo anni di inattività torna alla sua passione giovanile: dipingere.

Avanti!online ha intervistato l’artista che, dopo la collettiva alla prestigiosa Biennale di Roma lo scorso anno, a breve parteciperà alla XXIV edizione del Premio Primavera del programma Ciac (Centro Internazionale Artisti Contemporanei) la cui finale, quest’anno, si svolgerà nella sala della Protomoteca del Campidoglio di Roma. L’arte come catarsi e l’arte come riscatto. In entrambi i casi una vittoria che non ha prezzo.

Ci parla della sua esperienza al Premio Primavera?

Rappresenta il culmine della mia seconda vita artistica, del mio ritorno alla pittura, la mia più grande passione. Ho ripreso a dipingere dopo anni di inattività e i risultati che ho raggiunto hanno sorpreso anche me. La mia evoluzione personale mi ha sorpreso: ho ricominciato ad esporre quando non pensavo sarebbe più successo. Con il Premio Primavera sono tornato a Roma, e i quadri, tra cui un mio “pezzo”, saranno in Campidoglio il 4 giugno. Mi sto preparando per l’occasione.

Da quanto dipinge?

A vent anni partecipavo a mostre collettive e ne allestivo di personali. Poi ho interrotto questa mia passione e ho proseguito per altre strade. La vita spesso ti pone davanti a delle scelte e ti costringe ad interrompere o ad allontanarti da ciò che ami. Attualmente sto esponendo al chiostro monumentale di Santa Maria La Nova a Napoli, perché tra le mie opere ci sono molti soggetti sacri. Amo molto i paesaggi, soprattutto quelli che si rifanno alla mia infanzia: sono vedute di Napoli, di Capri, Ischia, Positano, Procida e Sorrento, luoghi riconosciuti per la loro bellezza. Le mie radici sono qui.

Dai suoi quadri emerge come figura imperante la donna

Certo, fa parte dei miei soggetti perché è l’emblema della bellezza, uno degli elementi più belli della natura: amo dipingere le donne, i fiori, le farfalle e i bei paesaggi, soprattutto perché voglio che i miei quadri emozionino chi li osserva. Amo pensare che l’arte debba far stare bene e far girare il mondo.

Qual è la sua musa ispiratrice?

Ne ho più di una, e sono le donne dei miei ricordi. Oggi sviluppo i miei soggetti dalle immagini che vedo intorno a me. Ma, parlando di muse, la bellezza femminile in senso generale è la mia vera ispirazione.

In molti suoi quadri omaggia grandi autori del passato. Qual è il suo preferito e a quale si sente più affine?

Amo i pittori che hanno dato una forte spinta all’arte. Al primo posto metterei Picasso, quello figurativo. Poi c’è Van Gogh, con la sua arte pura che va aldilà di ogni valore commerciale e materiale, questi sono gli artisti che preferisco.

 

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