venerdì, 24 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

L’Europa è in crisi e i governi spendono milioni in forniture militari
Pubblicato il 31-05-2012


L’Aeronautica militare italiana riceverà, per la sua flotta di droni reaper un “kit” fornito dall’Amministrazione Obama. Missili supertecnologici e bombe a guida laser che trasformeranno i velivoli senza pilota dell’Aeronautica da velivoli per ricognizione in bombardieri chirurgici. L’Italia non è l’unico Paese in Europa ad aver intrapreso la corsa al micidiale armamento: tra tutti ha fatto scalpore il caso della Grecia che, in pieno collasso economico, ha aumentato esponenzialmente le spese per forniture militari. Certo, in Italia rimane sempre un nodo spinoso la partecipazione ad azioni militari sempre accompagnata da controversie. Secondo le dichiarazioni della Difesa, il “kit” offensivo sarebbe impiegato, in un primo momento, in Afghanistan: mossa difficile da conciliare con la nostra missione di “pace”. E anche quando si tratta di compravendita di armi si entra in un campo delicato: l’Italia, proprio grazie alla vendita di armamenti, dalla Beretta ai “gioiellini” di Finmeccanica, alimenta fette importanti delle proprie entrate.

Niente a che vedere con le entrate che gli armamenti garantiscono agli Stati Uniti che, con le forniture di droni di ultima generazione ai paesi alleati potebbero aggiudicarsi un mercato il cui valore, si stima, raggiungerà i 5,8 miliardi di dollari entro il 2017. Peccato che l’Italia sia stremata dalla crisi e strangolata da un debito pubblico impressionante: in queste condizioni è difficile giustificare questa voce di spesa, che rischia di apparire piuttosto “inappropriata”.

ITALIA ALLEATO SPECIALE USA COME GB – Il kit fornito dagli Stati Uniti, che andrà ad equipaggiare la flotta italiana di droni Reaper ordinata nel 2006 per un costo di 378milioni di dollari, trasformerà i velivoli senza pilota da unità di ricognizione a macchine da guerra simili a quelle utilizzate dagli Stati Uniti nella lotta contro il terrorismo islamico. La notizia è stata riferita in queste ore dal Wall Street Journal che ha riportato anche il dettaglio, secondo il quale, una dotazione di questo genere era stata “concessa” soltanto alla Gran Bretagna da sempre considerato l’alleato ‘speciale’ degli Usa. L’Italia è da anni che agogna questo tipo di forniture che, nonstante la natura prettamente offensiva, sono state ritenute, all’unanimità, conformi all’art. 11 della Costituzione: «L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali».

QUALI SONO I NEMICI ITALIANI? –  Insomma, gli Usa sembrano proprio avere bisogno di clienti, soprattutto dopo che, di recente, hanno perso il sofisticato prototipo del Sentinel RQ 170 stealth, catturato intatto dall’esercito iraniano. Tra i contendenti che si disputano la fornitura del “kit” con l’Italia figura in primis la Turchia, interessata alla tecnologia Usa contro i militanti del Pkk  kurdo. Ma l’Italia, quali nemici deve combattere in questo momento se non la crisi e povertà? Di certo una spesa simile, che sembrerebbe volta a riconfermare la presenza italiana al fianco degli alleati Usa, piuttosto che un necessario approvvigionamento militare, rappresenta proprio un incauto investimento.

Vittoria de Petra

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Commenti all'articolo
  1. perchè, per i militari, non c’è cassa integrazione? non c’è più l’est comunista, gli avamposti friulani sono stati smobilitati, qualcuno con i residuati bellici TITINI fa affari e gemellaggi e…………….. noi cittadini, poveri mortali che non usufruiamo a 45 anni delle leggi speciali (pensioni baby) o malattie fantasma dobbiamo continuare a pagare tasse e balzelli per comprare i “GIOCATTOLI” ad una casta che se la mettiamo sul mercato è incapace di fare qualziasi cosa. Legarsi le scarpe. Hanno sempre preteso gli atendenti. Basta con la spese militari; finanziamoci gli interventi per le aree terremorate e comandiamo i militari a piantonare le aree dev

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