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Opinioni e commenti
 

Grecia fuori dall’euro? L’ipotesi sul tavolo della Banca centrale
Pubblicato il 12-05-2012


Le conseguenze di un’eventuale uscita della Grecia dall’euro sono state discusse dai banchieri centrali europei che tuttavia avvertono che bisogna essere molto cauti «a ipotizzare che sarebbe un processo indolore senza complicazioni». A dichiararlo è stato Per Jansson, vice governatore della Riksbank, che in un’intervista a un quotidiano svedese invita i colleghi alla cautela, augurandosi tuttavia che il Paese «resti nell’Eurozona, come spero e credo».

POSSIBILI SCENARI – I legali della Banca Centrale stanno ora cercando di capire quale tasso di cambio verrebbe applicato da Atene nel caso si tornasse alla dracma, o come potrebbe essere controllato il movimento di capitali. Capire, soprattutto, come intervenire se dovesse risultare impossibile rimborsare i debiti in euro con la svalutazione della dracma: le banche infatti rischierebbero di non riuscire a farsi ridare indietro i prestiti erogati in Grecia, con conseguenze devastanti per tutta l’Eurozona. «Tante aziende, in particolare in Europa e anche qui, vi guardano da lungo tempo», ammonisce Hartmut Grossman dello studio di consulenza americano Ics Risks Advisors, ribadendo che «la Grecia fuori dall’Eurozona non è un’idea nuova». Allo stesso tempo, sottolinea un altro consulente legale di Londra, «le banche sono molto, molto restie a iniziare a gridare “al fuoco”. Sanno cosa succede e cos’è il panico».

L’ULTIMATUM DI VAN ROMPUY –Intanto il presidente dell’Unione Europea, Hermann van Rompuy, ha chiesto alla Grecia di rispettare gli impegni assunti dal governo uscente sull’applicazione degli accordi raggiunti con l’Unione europea e il Fondo monetario. «Faccio appello al senso di responsabilità di tutti i dirigenti politici greci», ha dichiarato in una conferenza stampa a Copenaghen. Per risolvere la crisi, secondo van Rompuy «non c’è altra soluzione che un maggiore integrazione europea: dobbiamo spiegare meglio agli elettori e alle popolazioni ciò che abbiamo fatto. La soluzione alla crisi – conclude in quello che in realtà suona quasi come un ultimatum – non è meno Europa, ma sarà sempre più Europa».

LINEA DURA ANCHE DALLA GERMANIA – «Noi intendiamo mantenere le nostre promesse di aiuto. Ma questo significa che la Grecia deve varare le riforme che abbiamo concordato». Lo ha dichiarato Guido Westervelle, ministro degli Esteri tedesco, nel suo ultimo intervento al Bundestag, aggiungendo poi che «il Fiscal pact è stato deciso. Gli accordi tra gli stati non possono essere invalidati da nuove elezioni. Il futuro della Grecia nell’Eurozona – conclude secco il ministro – adesso è nelle mani della Grecia».

Raffaele d’Ettorre

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