sabato, 23 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Hollande: l’investitura all’Eliseo tra ufficialità e sobrietà
Pubblicato il 15-05-2012


Francois Hollande è diventato ufficialmente il settimo presidente della Quinta Repubblica, nonché il ventiquattresimo della Francia. Si è svolta infatti all’Eliseo, a partire dalle dieci di questa mattina, la cerimonia di insediamento del neo presidente socialista, scandita da rituali ufficiali e protocolli ma anche da quella sobrietà, la cui mancanza sembra aver pesato su Sarkò per la riconferma al ruolo di comandante in capo della Francia, e che diversamente i cugini d’Oltralpe avrebbero ravvisato – stando almeno al risultato elettorale – nel ben più “normale” Hollande. Anche se una nota stonata Francois sembra segnarla: l’assenza dei figli alla cerimonia d’insediamento. Discorso a parte per l’ex moglie Segolene Royal, la cui presenza sarebbe risultata contraria all’etichetta e forse anche poco delicata nei confronti dell’attuale compagna, seppur politicamente corretta visto l’impegno politico all’interno del partito socialista che lei stessa ha mantenuto negli anni.

VERSO L’INVESTITURA – Ad accogliere Hollande sull’uscio dell’Eliseo c’era Sarkozy. Il tête-à-tête tra il neo e l’ex presidente sui temi politici più scottanti del momento è durato più di mezz’ora. Al termine del colloquio è arrivata l’ora per la coppia Srakò-Carlà di lasciare definitivamente l’Eliseo: accompagnati da Hollande e dalla sua compagna, la giornalista Valérie Trierweiler, i due hanno lasciato l’edificio. Una stretta di mano tra il neo e l’ex presidente e un bacio forzatamente sorridente tra le premier dame ha sancito l’inizio della vera e propria cerimonia. Non ancora ufficialmente presidente, Hollande deglutisce e sorride quando viene insignito “grand maître” della Legione d’Onore dal Gran cancelliere Jean-Louis Georgelin. Dopo aver ricevuto gli auguri di Jean-Louis Debré, Presidente del Consiglio costituzionale, per il governo che dirigerà, alle 10.46 una Salle des fêtes colma di più di trecento invitati lo accoglie per il suo primo discorso in qualità di presidente. Tra i presenti ci sono anche gli anziani primi ministri socialisti Pierre Mauroy, Lionel Jospin, Laurent Fabius e dieci Premi Nobel francesi.

IL DISCORSO – Hollande, tono solenne, frasi ben scandite comincia il suo discorso evidenziando i problemi che al momento la Francia deve fronteggiare: la crescita debole, il debito alto, la disoccupazione. Le parole del neo presidente trasmettono tuttavia un messaggio di grande  fiducia, perché la Francia è  “un grande Paese che ha sempre affrontato le sfide”. Le forze del Paese sono tante, e grazie alla loro unità si potrà uscire dalla crisi, trasformando le diversità e le divisioni in riconciliazione, in nome dei valori che animano la Repubblica francese. Cita la produttività dei lavoratori, la ricerca, la funzionalità dei servizi pubblici, la vitalità demografica e della gioventù, tutti elementi grazie ai quali si può puntare all’unità della nazione. Annuncia da subito la volontà di “aprire una strada nuova in Europa”. La Francia è contro il razzismo e l’antisemitismo, aggiunge, rivolgendosi a Marine Le Pen e i suoi sostenitori. Hollande vuole essere il Président normal e in quest’ottica annuncia che il “potere sarà esercitato con dignità ma semplicità, scrupolosa sobrietà nei comportamenti. Lo Strato sarà imparziale”. Infine lancia un nuovo richiamo all’Europa bisognosa di progetti, in vista dell’incontro con la Merkel di questa sera; Hollande vuole la crescita, un nuovo patto, la riduzione dei debiti ed una necessaria stimolazione economica. Terminato il discorso, inizia la fase dei saluti che sembra più che altro una lunga processione tra strette di mano e baci sulle guancie ai sei più stretti che lo hanno accompagnato nella campagna elettorale, agli ex rappresentanti politici di spicco, ai rappresentanti di culto e infine agli amici personali. Per più di venti minuti Hollande saluta tutti, seguito dalla compagna Valérie Trierweiler che non fatica a stargli dietro, nonostante i tacchi vertiginosi.

LE PRIME IMPRESSIONI – Alle 11.13 Hollande è nominato capo delle Forze armate. Ad aspettarlo nell’esterno dell’Eliseo ci sono tutte le rappresentanze delle Forze armate che il neo presidente raggiunge con passo quasi marziale, mentre nella spianata de Les Invalides vengono sparati i tradizionali ventuno colpi di cannone. Intanto in una Salle de fête che si svuota, le televisioni raccolgono le prime impressioni dei presenti: Martine Aubry, segretario del PS, ha espresso la sua grande emozione e si è detta estremamente soddisfatta della determinazione, il coraggio e la semplicità che Hollande ha mostrato nel suo discorso. Jean-Marc Ayrault, capogruppo socialista all’Assemblea nazionale, sindaco di Nantes dal 1989 e secondo indiscrezioni futuro primo ministro, cerca di sviare le domande circa la sua futura elezione, volendo aspettare le 16 per la diffusione della notizia ufficiale. In effetti, durante un’intervista all’emittente Rtl Jean-Pierre Jouyet, presidente dell’Autorità per i mercati finanziari (Amf) questa mattina si era  lasciato scappare il nome di Ayrault come prescelto da Hollande. In un’intervista successiva per Bfm tv, Jouyet ha poi smentito la notizia, scusandosi per la gaffe della mattinata ed autoinvitandosi ad occuparsi da questo momento in poi esclusivamente di economia.

ECOLOGICAMENTE VERSO L’ARC DE TRIOMPHE – Lasciato l’Eliseo, il President normal, a bordo di una macchina ecologica risale poi gli Champs Elisées per deporre una corona al Milite Ignoto, ultima tappa ufficiale della mattinata. Ad accogliere il neo presidente c’è una Place de l’Etoile gremita di francesi, nonostante la pioggia e il martedì mattina lavorativo. Hollande saluta i suoi sostenitori sporgendosi dal tetto decapottabile e scortato dalle moto della Guardia Repubblicana. A mezzogiorno il neo presidente è alla sua terza Marsigliese della mattinata; ascolta composto, la giacca completamente bagnata dalla pioggia. Stinge le mani della folla, i parigini gli toccano la spalla, incitandolo a “lavorare bene”. A mezzogiorno lascia la piazza per un pranzo con i colleghi socialisti. Nel primo pomeriggio gli impegni ufficiali riprenderanno con la tradizionale visita a Hotel de Ville e con la nomina del primo ministro, prima di volare a Berlino dove la Merkel attenderà il neo presidente francese, forse a braccia aperte.

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Commenti all'articolo
  1. A QUESTO PUNTO CREDO CHE IL VENTO SOCIALISTA E DEMOCRATICO STIA SOFFIANDO MOLTO FORTE, GLI EQUILIBRI POLITICI ED ECONOMICI EUROPEI DOPO LE GRANDI VITTORIE DI HOLLANDE IN FRANCIA E DELLO SPD NEL PIU’ GRANDE LAND TEDESCO SIANO IN NETTO CAMBIAMENTO. L’AUGURIO E’ QUELLO CHE ANCHE IN ITALIA SI RICOSTITUISCA UN FORTE PARTITO SOCIALDEMOCRATICO CHE RACCOLGA LE ANIME DI TUTTI I RIFORMISTI.

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