lunedì, 25 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

I dossi rallenta traffico da oggi creano elettricità
Pubblicato il 30-05-2012


Può il traffico produrre energia elettrica? Sembrerebbe di sì, basta posizionare sulla strada degli innovativi dossi rallenta traffico. Se solitamente invitano gli automobilisti a rallentare la velocità, da oggi, grazie ad una particolare tecnologia, i dossi potrebbero produrre energia. Ad arrivare all’innovativa scoperta a impatto zero è stata la società UP, Underground Power. Un’eccezione all’interno del fenomeno di fuga di cervelli che sta interessando sempre di più l’Italia: i creatori di quest’invenzione infatti sono giovani ricercatori di casa nostra, tutti laureati al Politecnico di Milano e al Politecnico di Rovereto.

COME PRODURRE ENERGIA?- L’interrogativo che ci si pone è sulle modalità con cui questi dossi rallentatori producono energia elettrica. La risposta è semplice: l’energia cinetica prodotta in frenata dalle automobili è convertita in riserva elettrica trasferibilie alla rete elettrica o ad impianti mirati, come quelli di illuminazione stradale. L’esperimento si è svolto su “Lybra”, un dosso creato proprio per accumulare gli impulsi provocati dal passaggio delle automobili. L’impulso elettrico è dato dalla pedana mobile alta dieci centimetri di cui è dotato il dosso e che si abbassa al transito del veicolo. Fondamentale sarebbe poi la copertura a strisce gialle e nere, rigorosamente in gomma riciclata da pneumatici, che è in grado di garantire isolamento e impermeabilità al sistema elettrico sottostante, nonché una sicura aderenza ai pneumatici del veicolo.

I NUMERI DELL’INVENZIONE A IMPATTO ZERO-  L’idea dei giovani ricercatori ha tutti i presupposti per affermarsi nel settore delle tecnologie rinnovabili garantendosi il successo. Sembra infatti che posizionando il dispositivo su un tratto stradale percorso in media da 5.000 mezzi ogni ora, si possa fornire energia elettrica a 20 appartamenti per un anno intero. I risultati che si potrebbero ottenere da questa geniale invenzione presentano un panorama da sogno per la produzione di energia elettrica italiana. Si calcola infatti che dal passaggio di circa 2.000 automezzi sull’ “eco” dosso si possano ottenere 20 kWh al giorno, la stessa energia che 50 mq di pannelli fotovoltaici producono in un anno. Una quantità di energia sufficiente a soddisfare il fabbisogno di tre famiglie.

I COSTI DEL PROGETTO- Le spese di istallazione di questi dossi dovrebbero limitarsi a poche migliaia di euro ma ancora non si hanno informazioni precise circa i costi. I giovani ricercatori sembrano comunque aver imboccato la via del successo: il prodotto infatti starebbe già per essere distribuito fuori dell’Italia, in Europa, ma anche negli Stati Uniti e in Estremo Oriente.

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Commenti all'articolo
  1. Ho la sensazione che quelli della UP non abbiano capito fino in fondo il funzionamento di un dosso.
    Non è vero!
    Lo sappiamo benissimo, replicheranno stizziti loro: il dosso è messo per far rallentare il traffico! Fin qui tutti d’accordo.
    Quello che non hanno capito è che a rallentare l’auto non è il dosso, ma il freno.
    Un dosso classico genera forze che sono perpendicolari al moto dell’auto, quindi NON PUO’ rallentare l’auto, se non per quel poco dovuto all’energia dissipata in calore nelle gomme e negli ammortizzatori.
    In compenso genera un notevole disagio (potenzialmente pericoloso, e dannoso meccanicamente oltre certi limiti) che induce il guidatore a frenare.
    A frenare è sempre il conducente, e l’energia cinetica dell’auto è dissipata in calore sul freno o negli attriti interni del motore.
    Come insegnano correttamente nelle autoscuole e come ciascuno può facilmente verificare, prestando attenzione al proprio comportamento, ormai automatico perchè acquisito, nel prossimo superamento di dosso, il dosso va affrontato rallentando la velocità PRIMA, con freno motore o con pressione sul freno, e rilasciando la pressione sul freno nell’imminenza del dosso.
    Alcuni suggeriscono anche una leggerissima accelerazione per favorire l’arrampicamento della ruota.
    Il superamento del dosso in frenata è deleterio, perchè il carico spostato sull’avantreno farebbe impuntare l’auto, con aumento del disagio e delle sollecitazioni meccaniche.
    L’intento degli inventori del Lybra, è di affidare al “dosso” il compito di rallentare l’auto sostituendosi all’azione frenante dell’automobilista.
    Se l’automobilista frena prima di affrontare il dosso, come è istintivo e corretto, l’auto perde gran parte della propria energia cinetica, cioè proprio quell’energia che il dosso si propone di catturare.
    Per il funzionamento del sistema, sarebbe richiesto all’automobilista di NON FRENARE, confidando nel rallentamento operato dal dosso.
    Sarebbe inoltre richiesta all’automobilista la capacità di IDENTIFICARE E DISCRIMINARE il dosso Lybra dal dosso classico, e adeguare di conseguenza il proprio comportamento.
    Un errore di identificazione o di comportamento potrebbe portare a vanificare il recupero energetico del dosso Lybra, oppure, e sarebbe il caso peggiore, ad affrontare un dosso classico a velocità eccessiva, e quindi in condizioni di non sicurezza.
    Si potrebbe pensare allora di NASCONDERE il dosso Lybra all’automobilista: in questo caso il comportamento dell’automobilista sarebbe corretto, ma la decelerazione inattesa potrebbe creare reazioni inconsulte e quindi situazioni di pericolo, inoltre è in palese contraddizione con il Codice della Strada, che prescrive che i dossi siano segnalati almeno 20 metri in anticipo ed identificati con strisce giallo nere.
    Non va inoltre dimenticato che il rallentamento operato dal dosso Lybra, proprio perchè non operato dal freno, avviene senza la segnalazione luminosa degli Stop, quindi potrebbe creare una situazione di non sicurezza per un automobilista che seguisse il primo da vicino.
    E’ mia impressione personale, per le considerazioni precedenti, che ben difficilmente il Ministero dei Lavori Pubblici concederà l’OMOLOGAZIONE per l’installazioe del dispositivo, necessaria per l’installazione su strada pubblica.
    E’ gia stato contattato in proposito?

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