martedì, 26 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Il Mundial dimenticato torna sul grande schermo
Pubblicato il 30-05-2012


Nelle calde ore che seguono l’esplosione dello scandalo sul calcio-scommesse, esce un film che è una vera e propria dichiarazione d’amore a quello sport che tanto ha fatto sognare, non solo noi ma anche i nostri padri e nonni. Il Mundial dimenticato ricostruisce, grazie ad una telecamera e alla caparbia del giornalista Sergio Levinsky – che nulla ha a che fare con la famosa stagista della Sala Ovale -, la storia del Mondiale di calcio che si svolse nel 1942 in Patagonia e che però non venne mai riconosciuto dagli organismi ufficiali dello sport.

Una ricostruzione un po’ giornalistica, un po’ misteriosa, a cavallo della II Guerra Mondiale. Levinsky è riuscito a trovare materiale inedito e preziosissimo, negli archivi di Cinecittà Luce e in giro per il mondo. Ed è proprio in questo turbinio di sospetti e scoperte che spunta un mecenate illuminato e visionario, accompagnato da un cineasta indomabile. Tra squadre improbabili, leggende, miti e calciatori nazisti in missione segreta. Sì, perché nonostante la devastante Grande Guerra stia invadendo il globo, in Patagonia riappare misteriosamente la coppa Rimet e dodici squadre, arrivate dai quattro angoli della terra, decidono di battersi per conquistarla. E quando dicono che sono pronti a tutto pur di ottenere l’ambito trofeo, c’è da credergli sulla parola. Tra le tante leggende, i registi Garzella e Macelloni riescono a coinvolgere e portare sullo schermo anche il grande Roby Baggio, Osvaldo Bayer, Titì Fernandez, Maurizio Ambrosini e Victor Hugo Morales. Misterioso e adorabile.

Francesca Romana Massaro

 

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