sabato, 19 agosto 2017
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Opinioni e commenti
 

Promessa mantenuta da Hollande: subito la “carta deontologica” dei ministri
Pubblicato il 18-05-2012


E’ stata finalmente annunciata da Pierre-René Lemas, segretario generale della presidenza della Repubblica francese, la formazione del nuovo governo della presidenza Hollande, presieduto dal primo ministro Jean-Marc Ayrault. Si tratta di trentaquattro ministri e viceministri, tra cui diciassette donne. Il neo presidente francese ha dunque mantenuto la promessa che aveva animato la sua campagna elettorale: garantire un numero equo di uomini e donne al governo.

MARTINE AUBRY: LA GRANDE ASSENTE – A mancare a sorpresa nella squadra di governo è Martine Aubry, segretaria del Partito socialista. Aubry ha spiegato la sua assenza al governo come «una scelta che si imponeva» e alla quale era preparata, assicurando che, seppur assente dalla composizione del governo, sarà lo stesso «la prima alleata di Hollande». La segretaria del Partito socialista ha anche commentato l’elezione di Ayrault: «il sindaco di Nantes è vicino a Hollande. E lui ama lavorare nella vicinanza. Penso anche che in questo momento un’intesa perfetta sia essenziale».

I NUOVI MINISTRI – Tra i neo ministri, l’uomo che sembra avere più esperienza è Laurent Fabius, nominato ministro degli Esteri e già primo ministro dal 1984 al 1986, sotto la presidenza di Mitterrand. Fabius non è mai stato in buoni rapporti con Hollande, avendo sostenuto Aubry alle primarie socialiste del 2011. A  Pierre Moscovici, colui che ha diretto la campagne elettorale di Hollande, è stato invece affidato il ministero dell’Economia e delle finanze. Michel Sapin, ministro del Lavoro, proviene dall’Ena, l’Ecole nationale d’administration frequentata anche da Hollande. Christiane Taubira è la grande sorpresa di questo governo: nata a Cayenne in Guyana, ha assunto il dicastero della Giustizia. Tra le donne c’è anche Aurélie Filippetti, la trentanovenne deputata e romanziera ministro delle Culture e della comunicazione e Najat Vallaud- Belkacem, di origine marocchine, che assume il duplice ruolo di ministro dei Diritti delle donne e di portavoce del governo. Anche una cineasta è stata chiamata a far parte della nuova squadra governativa: si tratta della franco-algerina Yamina Benguigui, vice-ministro per la Francofonia.

LA CHARTE DE DÉONTOLOGIE – Durante il primo consiglio dei ministri del governo Ayrault, cominciato alle 15 di oggi e non ancora terminato, è stata distribuita ai membri dell’esecutivo una “charte de déontologie”. Si tratta di un regolamento contenente dei «semplici principi che dovranno guidare il comportamento» dei trentaquattro ministri, ventinove dei quali si trovano per la prima volta ad esercitare funzioni ministeriali. Alla base del testo, pubblicato sul quotidiano francese Le Monde c’è l’esigenza di unità e concertazione poiché «l’espressione, diretta o indiretta, dei disaccordi non può che indebolire il governo e suscitare lo scetticismo dei cittadini davanti alla credibilità dell’azione politica». L’imperativo sarà dunque quello di far vigere il “principe de solidarité”, una volta presa una decisione. Sul richiamo di uno Stato imparziale, concetto mai abbandonato da Hollande in campagna elettorale, i ministri dovranno firmare una “dichiarazione di interessi” che sarà resa pubblica per prevenire anche solo il sospetto che interessi privati siano coinvolti nella loro attività politica.

LE REGOLE DI BUONA CONDOTTA – Le altre regole di buona condotta sono semplici, ma fondamentali: rifiutare inviti per soggiorni privati che arrivino da governi stranieri o da persone la cui attività sia legata al loro ministero, restituire al servizio di loro competenza i regali di un valore superiore a 150 euro, rinunciare a qualsiasi partecipazione ad organizzazioni, anche non a scopo di lucro, connesse ai loro ministeri. Inoltre soltanto le spese direttamente legate all’esercizio delle funzioni ministeriali saranno prese a carico dallo Stato. Disposizioni anche sugli spostamenti in automobile dei neoministri che dovranno realizzarsi sotto il rispetto delle regole del codice della strada.

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