martedì, 12 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Il nuovo socialismo che fa tremare l’Europa dei vecchi leader
Pubblicato il 07-05-2012


La Francia ha scelto. La Grecia ha scelto. Parte della Germania ha scelto. La giornata del 6 maggio verrà ricordata per diverso tempo. Non soltanto per la direzione politica che l’intera Europa prenderà in seguito ai risultati delle urne, ma perché una parte consistente di cittadini europei ha preso una decisione: le politiche economiche adottate dai loro leader non sono adeguate per affrontare quanto il continente sta vivendo ormai da circa due anni. L’entusiasmo manifestato ieri da migliaia di persone nei caroselli parigini segna, al di là del credo politico, un’inversione di tendenza: in tempi di austerità la gente, quanto meno la maggioranza evidentemente, necessità di personalità che abbiano una credibilità politica che vada al di là del semplice carisma.

Sono lontani quindi i tempi delle barche di lusso che ospitavano i reggenti dell’Eliseo in seguito alla vittoria elettorale, piuttosto che le ville arcoriane set d’incontri e intercettazioni surreali. Le persone vogliono la normalità, un profilo basso non indotto, ma reale. Si è stanchi ormai di sentir profilare anni di risanamenti dei quali il termine ancora non pare chiaro a nessuno. Stanchi di pensare che il costo di una moneta unica e di trattati di cooperazione tra paesi europei abbia notevolmente contribuito al rafforzamento di nazioni a fronte di altre. Quegli stessi paesi forti che oggi obbligano il sud Europa ad affrontare una crisi, fissando tetti di risanamento del debito e interessi a mo’ di usuraio.

Da qui i voti di ieri assumono un’attenzione ancora maggiore: basti pensare al dato meno macroscopico ai non addetti ai lavori, ma decisamente più preoccupante per chi nel voto politico legge l’andamento dell’umore della popolazione. In Grecia andranno in Parlamento movimenti oltranzisti. In Francia Le Pen ha ottenuto al primo turno quasi il 18% delle preferenze. In alcune lande tedesche il governo della Merkel perde consensi. E unico comun denominatore tra questi elementi è la volontà manifestata dai suddetti partiti di fuoriuscire dall’euro. Qualcosa non ha funzionato, qualcosa non sta funzionando. Ed inutile dire che la reazione dei mercati è il timore; da qui le aperture in ribasso e i tassi che volano lì dove, stando a Cancellieri e nani da circo con modelle al fianco, non sarebbero dovuti arrivare più.

E’ il riflesso italiano che adesso dobbiamo attendere. Ieri sul palco parigino, il nuovo presidente della Repubblica francese, il socialista Francois Hollande ha parlato di giustizia, di equità, di giovani e laicità. Termini che sembrano essere demagogici se a nominarli sono i leader nostrani. Cos’è allora che non gira nella testa degli italiani? Qual è la paura che muove la sinistra, diciamolo chiaramente il Pd, nel non saper gestire quella che dovrebbe profilarsi come una nuova affermazione nella leadership del paese? Appunto, la paura. Anche quella che s’insinua all’interno della testa dei politici italiani di tutti gli schieramenti, che vedono all’orizzonte l’antipolitica grillina e invece di combatterla con il realismo del re, continuano a tramare dal palazzo alle spalle dei cittadini per arginare i danni causati dalla stanchezza.

Quando girando per la strada, parlando con la gente, leggendo i commenti sui social network mi rendo conto di quanto in Italia tutto si attesti sulla convinzione che la nostra classe politica non sia stata e non sia all’altezza di affrontare il vento del cambiamento, francamente m’intristisco. Perché non può esistere un paese senza politica, perché a governare non può lasciarsi un comico barzellettiere il cui movimento ottiene voti senza che sia lui ad essere candidato, ma altre persone di cui la maggior parte degli elettori stessi non sa neanche il nome.

E mentre faccio tutti questi ragionamenti mi torna in mente una delle più belle frasi legate all’argomento che abbia sentito in un film: Baaria di Tornatore, quella che raccontava la vita del regista siciliano. In un passaggio della pellicola si vedeva il nonno di Peppino che, parlando dal letto di morte a suo figlio gli diceva: la politica è bella. Ecco, la politica è bella, e le immagini dei socialisti ieri in Francia mi hanno ricordato che oltre ad essere bella, in alcuni casi, possa essere anche possibile.

 

Giampiero Marrazzo

@giamarrazzo

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