giovedì, 21 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Il Psi è vivo e radicato sul territorio
Pubblicato il 08-05-2012


Da queste elezioni amministrative il Psi ne esce con un dato nazionale che complessivamente si attesta attorno al 3%, con punte di eccellenza in varie realtà del centro e sud Italia: Carrara, in primis, dove il sindaco socialista Angelo Zubbani viene riconfermato al primo turno con il 54,7% e la lista del Psi vola al 14,4%; e ancora Pistoia, con il 7,23; Frosinone, un’altra nostra realtà ‘forte’, dove il Psi arriva al 9,46%; e ancora Todi al 15%; Narni (Tr) all’8,8%; L’Aquila a 4,2%, Rieti al 3,5%. E poi dodici sindaci eletti al primo turno in comuni del Veneto, della Puglia e della Calabria. Un risultato che supera sia le aspettative sia le previsioni degli ultimi sondaggi. I socialisti si confermano come una forza della sinistra riformista viva e radicata sul territorio. Il vento di Hollande ha soffiato anche da noi e ha spinto il Psi.

Eleggiamo sindaci in tutto il territorio nazionale e contiamo sui ballottaggi e l’elezione di nuovi consiglieri e amministratori, a conferma che gli elettori hanno premiato programmi seri, fondati sulla crescita, la responsabilità e su una maggiore giustizia sociale. Ovunque in Italia i nostri amministratori e i nostri sindaci presenteranno proposte per abolire l’Imu (è l’unico salvadanaio disponibile per moltissime famiglie) e progetti per i giovani, che rilancino l’occupazione a livello locale e prevedano contributi da legare a lavori socialmente utili. Lo dico da tempo: queste elezioni, saranno le ultime della cosiddetta seconda Repubblica e ne determinano la sepoltura. Soprattutto, certificano che il bipolarismo coatto italiano è del tutto fallito. Il Pdl è fortemente indebolito e in alcune città non c’è più, mentre Grillo drena voti soprattutto alla Lega e “a sinistra” si è formato un arcipelago di formazioni politiche contese tra riformisti e radicali.

C’è un nuovo scenario ed è tempo di cambiare. La strada che anche le elezioni francesi ci indicano è la Casa dei riformisti, un progetto politico nuovo che raccolga tutte le anime del riformismo italiano, quello laico, socialista, liberale e cattolico democratico. Ho chiesto a Bersani, a Vendola, a repubblicani e democratici di sedersi attorno a un tavolo per iniziare il lavoro per le prossime elezioni politiche. Quanto al sostegno a Monti, va misurato passo dopo passo, niente dev’essere a scatola chiusa. Il nostro Governo dei tecnici non può ignorare che la politica del rigore ha fallito clamorosamente e la vittoria di Hollande ne è la massima prova.  I socialisti – anche quelli francesi – lo dicono da tempo: il primo intervento urgente è l’introduzione di una patrimoniale che ridistribuisca il peso della crisi anche sui sei milioni di persone che detengono il quasi la metà della ricchezza nazionale e permetta la creazione di un salvadanaio per finanziare nuove misure di sostegno economico per chi non ha un lavoro. Sarebbe un buon primo passo e una straordinaria prova di equità.

Riccardo Nencini

Riccardo Nencini

Segretario Psi - viceministro dei Trasporti

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Commenti all'articolo
  1. Sono d’accordo con Riccardo, è arrivato il momento di dare vita al tavolo per costruire la casa dei riformisti prima che sia troppo tardi. Tutti i soggetti interessati, PD in testa, non possono rinviare ancora l’appuntamento che il nostro paese attende da troppo tempo. Bisogna che anche l’Italia diventi un paese europeo, creando i presupposti dell’alternativa ai conservatori del centrodestra, attraverso la costruzione di un soggetto politico. La Francia non è così lontana, dobbiamo prendere esempio e inserirci nel cambiamento che si sta profilando all’orizzonte del vecchio continente. E’ giusto che la destra venga mandata a casa e si dia corso ad una politica riformista di stampo socialista e di crescita economico-occupazionale. Bisogna pensare ad una patrimoniale senza continuare a calcare la mano sulla parte più debole rappresentata dai poveri salari e dalle basse, incredibili e inchiodate, ora più di prima,pensioni. Si deve praticare davvero l’equità nelle scelte che fino ad oggi è mancata. Il 2013 e le elezioni politiche si stanno avvicinando in fretta. Utiliziamo questo tempo così scarso per prepararci seriamente all’appuntamento e guardare anche oltre. Giancarlo Moschin

  2. Da poco ho deciso di tesserarmi in un partito e ho scelto quello socialista a Lauria, in Provincia di Potenza, non per candidarmi alle elezioni ma per dare la mia partecipazione nel sociale e promuovere valori importanti in cui credo molto come:
    giustizia sociale,solidarietà, lavoro,meritocrazia,famiglia,democrazia,rispetto per i bisognosi, valorizzazione del territorio, rispetto per il mondo giovanile.
    Facciamo crescere attraverso dei programmi seri, coerenti e mirati la giustizia sociale e la meritocrazia cercando di attivare in tutti i territori un riformismo socialista e un impegno per l’aspetto sociale e occupazionale.
    Antonello Chiacchio da LAURIA (PZ)

  3. Perfettamente d’accordo con il Segretario, c’è necessità di aprire un tavolo con le altre forze politiche e verificare una piattaforma di idee da portare alle elezione del demilatredici.
    Sicuramente l’affermazione del PSI al 3% è un risultato positivo, ma questo non basta. Non basta perchè ci sono ancora troppe arie del paese dove i Socialisti sono praticamente assenti, anche se si è lavorato e si continua a lavorare. Il nostro traguardo è duplice, il primo cercare di uniformare una percentuale su tutto il territorio nazionale e di conseguenza porci l’obbiettivo almeno del 6% alle elezione del 2013. Dobbiamo esse AMBIZIOSI e pensare che siamo stati ormai troppo assenti dalle aule del Parlamento, dobbiamo rientrarci, per noi, per il paese.

  4. D’accordo con il Segretario Nencini sul Tavolo per aprire ad una stagione di riunificazione dei riformisti. Attenzione però alla forma molto pseudo-riformista del PD e del peso che questo possa avere nel decidere il Tavolo ! Attenzione anche ai post-comunisti di SEL ! Se si vuole la casa dei riformisti non c’è molto da inventarsi… Il PSI può esserlo ampiamente !

    • Il PSI è un partito e da soli non si può fare un governo, come del resto accade in qualunque stato d’Europa. Se ho capito quello che vuole dire il segretario si sta cercando di organizzare un progetto di coalizione per governare bene l’Italia che possa coinvolgere le altre forme del riformismo italiano. Ovvio che, se il tentaivo è quello di fare un altro partito, si sta commettendo un grossissimo errore. Il PSI in questa seconda repubblica può e deve ancora fare molto ma per farlo deve continuare ad esistere ed a mantenere la propria autonomia di partito.

  5. D’accordo, mettiamo che sia così. Ma spesso, non si vede!! Dire che siamo vivi, solo perché racimoliamo qualche posto nelle liste di altri partiti è davvero umiliante.
    Io proverei con le liste P.S.I.: non si va da nessuna parte? Ok, ma almeno abbiamo il piacere di votare un simbolo e un candidato che non si confonde nella mischia…

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