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Opinioni e commenti
 

Il terremoto continua a far tremare l’Italia: 17 morti in Emilia. Scosse fino a Milano
Pubblicato il 30-05-2012


Il sottosegretario alla presidenza Antonio Catricalà ha dichiarato una giornata di lutto nazionale per il 4 giugno. Diciassette le vittime accertate, dieci dispersi e centinaia di feriti. È questo il bilancio della scossa di terremoto che, ieri mattina intorno alle 9, ha colpito di nuovo l’Emilia. E alle vittime si somma anche il dramma degli sfollati: «Sono 8.000 che, sommati ai precedenti 6.000, portano il computo totale a 14.000 unità» ha precisato il sottosegretario Cartricalà.

UN SISMA IN EMILIA DI MAGNITUDO 5,8 – Non si è trattato di scosse di assestamento. Troppo forte la magnitudo, 5.8 della scala Richter, per lasciare dubbi sin dai primi minuti: «Quello di oggi è un altro sisma. Bisogna ricominciare da capo», ha precisato Franco Gabrielli, direttore della Protezione civile. Sono crollate chiese, campanili, fabbriche e case portando con sé semplici cittadini, lavoratori e preti, come il caso di don Ivan Martino, della parrocchia di santa Caterina a Rovereto, che ha cercato di mettere in salvo una statua della Madonna ed è rimasto ucciso colpito da un frammento crollato dalla cupola.

Imponente lo spiegamento di uomini e mezzi: 3.698 persone fra Vigili del Fuoco, forze dell’ordine e polizia municipale e 758 mezzi di soccorso, più sette moduli di aiuto danno l’idea della macchina che si è mossa e che riuscirà a creare 1.250 posti letto aggiuntivi, che si sommano ad altri 360 messi a disposizione dalle ferrovie con la riorganizzazione di sei carrozze. E la gara per la solidarietà non si ferma: sono migliaia i cittadini che prendono parte nelle operazioni di soccorso a cui danno un contributo anche numerose strutture alberghiere che hanno dato disponibilità di posti letto e adibite all’accoglienza gratuita degli sfollati. Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio ha diffuso anche la notizia delle offerte d’aiuto e di solidarietà espresse da alcuni Paesi comunitari come la Francia, la Grecia, l’Ungheria e la Svizzera sulla base di «accordi bilaterali in atto».

LE REAZIONI POLITICHE – Ieri, alle 16.30, il Senato dopo aver rispettato un minuto di silenzio per le vittime del terremoto, ha ricevuto l’informativa del governo riguardo al Sisma in Emilia. Di fronte allo scenario di devastazione che il sisma si à lasciato alle spalle, alcuni capogruppo hanno sottolineato l’urgenza di derogare l’Imu nelle zone colpite dal sisma e di sbloccare il patto di stabilità. E non sono mancate osservazioni pungenti e polemiche in riferimento alla gestione del terremoto de L’Aquila: «È una ferita che si riapre, che si nutre delle nostre paure più profonde, che brucia ancora nel ricordo di tutti i cittadini aquilani: la notizia della replica di così forte magnitudo nel modenese ci lascia attoniti e sconvolti». Lo ha detto il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente.

«Penso a quei lavoratori – ha aggiunto – che, con coraggio, erano tornati nelle fabbriche nella speranza di riprendere la strada della normalità e che oggi hanno perso la vita sotto le macerie; sono eroi del tempo e della terra che abitiamo. Penso con enorme tristezza a tutti quei Comuni che stanno vivendo una tragedia che, purtroppo, ben conosciamo». E si pensa anche ai giorni che verranno: «So bene cosa – ha sottolineato Cialente – i cittadini di quel piccolo comune dovranno ricostruire la propria identità, scavare nelle macerie dei ricordi per tenerli ancora vivi. Penso agli amministratori locali, alla forza d’animo e alla lucidità che in queste ore dovranno convivere con la paura, fino a sconfiggerla. Io sono con loro». Alle dichiarazioni di Cialente è seguita la notizia che la Protezione Civile della Regione Abruzzo invierà in Emilia la colonna mobile regionale per allestire una tendopoli.

DIBATTITO IN SENATO SUL SISMA – Ma nel corso dell’incontro di ieri pomeriggio al Senato, insieme alle richieste di deroga  dell’Imu e di revisione del patto di stabilità, proprio rispetto alla gestione del sisma a L’Aquila del 2009 non sono mancate polemiche. Giuseppe Astore del gruppo misto di Partecipazione Democratica, dopo aver ricordato la recente entrata in vigore del Decreto Legge n. 59 del 15 Maggio 2012 riguardante le “Disposizioni urgenti per il riordino della Protezione Civile”, ha voluto sottolineare la differenza del modo con cui questo governo sta affrontando la tragedia del sisma, tragedia che è stata «sfruttata per propaganda politica».

Anche la senatrice Anna Finocchiaro è intervenuta sul tema ammonendo l’aula: «Attenzione a non separare la fase dell’emergenza e la fase della ricostruzione» sottolineando quanto nelle precedenti gestioni questa netta separazione abbia ostacolato una pronta ricostruzione e un arginamento dei danni. La Finocchiaro, inoltre, ha proposto un’eventuale chiusura anticipata delle scuole: «L’anno scolastico è concluso, bisognerebbe anticipare e studiare la situazione per evitare di tenere i bambini nelle strutture. Potrebbe essere utile verificare queste possibilità». Anche dalla senatrice l’appello di deroga dell’Imu: «Non è possibile che quei cittadini pensino a quelle scadenze che possono essere adempiute in un secondo momento».

A conclusione del suo intervento, la Finocchiaro ha sollecitato i colleghi all’attuazione di procedure che per l’Abruzzo non erano realizzate: «Si deve approvare una legge che preveda adeguate procedure e che garantisca trasparenza, certezze, e celerità», sottolineando che è importante rendere «immediatamente disponibili i 90 milioni» derivanti dai tagli alla rata di luglio dei rimborsi elettorali. Tale cifra, ha concluso, dovrà essere «parte dello sforzo economico del Paese per la ricostruzione dell’Emilia».

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

@robbocap

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