venerdì, 22 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

In Africa la malaria ha le ore contate grazie al test rapido brevettato dal Cnr di Trieste
Pubblicato il 29-05-2012


La malaria in Africa ha i giorni, anzi le ore, contati. E tutto grazie ad un importante passo avanti della ricerca italiana, protagonista della messa a punto di un test a basso costo che permette di diagnosticare il virus in soli 30 minuti. Se la malaria interessa maggiormente i Paesi endemici come Africa e Asia è anche perché, non presentando sintomi specifici come la febbre, non viene contrastata secondo le modalità che favorirebbero la guarigione. Di certo non aiuta la totale mancanza di strumenti diagnostici rapidi ed efficienti che portano talvolta i sanitari a scegliere trattamenti antimalarici presuntivi che però aumentano il rischio di mortalità. A perfezionare e lanciare quella che potrebbe essere la chiave utile per contrastare la parassitosi sono stati l’Istituto per l’officina dei materiali (Iom) del Cnr in collaborazione con un team internazionale di ricercatori.

TEST A BASSO COSTO – Ogni anno sono 243milioni i nuovi casi di malaria segnalati dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) che rileva quasi un milione di morti, tra Africa ed Asia, ma perlopiù si parla di bambini africani. Il nuovo test in grado di diagnosticare in modo tempestivo e preciso la patologia, funziona grazie a un microscopio portatile e a basso costo, che «discrimina le cellule infette da quelle sane, usando la tecnica speckle sensing microscopy, che si basa sull’osservazione del diverso comportamento delle membrane dei globuli rossi malati, più rigide, rispetto a quelli sani, al passaggio di un raggio laser inclinato», spiega Dan Cojoc, ricercatore dell’Iom-Cnr. Il sistema funziona in soli 30 minuti e non si limita ad offrire una diagnosi tempestiva della malaria riducendo le eventuali prescrizioni terapeutiche errate, è anche più «sicura per l’operatore, che non entra in contatto con il sangue del paziente, ed è accessibile anche a personale non qualificato».

NUOVO APPROCCIO DIAGNOSTICO – Ed è proprio la prescrizione di cure inadeguate che garantisce la sopravvivenza del virus, è stato il motivo che ha portato l’Istituto del consiglio nazionale delle ricerche di Trieste a cercare una soluzione veloce, portatile e a basso costo. Il nuovo approccio diagnostico, ideato insieme a un team di ricercatori italiani, spagnoli e israeliani, è stato proposto nell’ambito del VII Programma quadro (FP7-Health Program) della Comunità europea ed è attualmente sotto valutazione. Dan Cojoc, «nei centri medici africani ci vogliono 8-10 ore prima di sapere se il parassita si è insediato nell’organismo». C’è da augurarsi che il sistema, di paternità in parte italiana, sia in grado di combattere la proliferazione della malaria nei Paesi più poveri, sconfiggendo la piaga che da anni inginocchia interi villaggi e che non risparmia neppure i bambini rappresentando la prima causa di decessi infantili.

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