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Opinioni e commenti
 

In mostra allo storico Trieste&Victoria 18.000 affiches. La Belle Epoque racconta l’Italia del passato
Pubblicato il 14-05-2012


Al giorno d’oggi si accende la TV e si viene bombardati da un numero di pubblicità sempre più alto e sempre meno fantasioso. Durante la Belle Epoque era diverso, quando fiorì la propaganda attraverso le immagini in Italia ed in Europa si respirava un clima disteso, un po’ davvero un pò all’apparenza, come dimostrò lo scoppio del primo conflitto mondiale. Oggi una cosa che di rado si trova nelle immagini che sponsorizzano i prodotti proposti ai consumatori, sono eleganti creazioni d’autore e a fare storia sono solo le frasi più divertenti, che diventano veri e propri tormentoni. La pubblicità è sempre esistita, in forme embrionali anche nell’antica Roma o tra le botteghe Medioevali. Quel che è certo è che con l’andare del tempo si intuì quanto la sponsorizzazione per sentito dire non era più efficiente e bastevole.

ABANO TERME FESTEGGIA LA BELLE EPOQUE – Stiamo parlando della Belle Epoque e delle sue immagini lontane e affascinanti, raccontate nella mostra in  programma ad Abano Terme dal 12 maggio al 30 luglio, che festeggia i cento anni del luogo che ospita la rassegna, lo splendido Hotel Trieste & Victoria. L’intramontabile albergo racchiude in sé l’essenza di quello straordinario periodo storico, che torna mostrarsi ne Le belle della Belle Epoque, titolo della manifestazione e possibile definizione delle sue immagini. Ed è proprio il Trieste & Victoria ad avere ricevuto in passato alcuni personaggi che hanno segnato la nostra storia: è li che si rifugerà l’esercito rimanente dopo la sconfitta di Caporetto e dove dormirà, nella stanza 110, Armando Diaz. L’albergo, che con i suoi ospiti preziosi ha conquistato un’atmosfera unica nel proprio genere, festeggia le sue presenze, la sua architettura e la sua grande storia, accogliendo le affiches italiane della Belle Epoque, tempo che lo ha visto nascere.

18.000 IMMAGINI PER RACCONTARE L’ITALIA – La mostra raccoglie circa 18.000 immagini riprodotte tra il ‘700 e l’800, tutte italiane e che rappresentano una vera rarità perché, come spiegano Massimo e Sonia Citrulli, proprietari della preziosa collezione esposta: «i manifesti italiani della Belle Epoque sono molto difficili da trovare, perchè il loro collezionismo è una tendenza del mercato piuttosto recente, rispetto a quanto accada in Francia». L’impegno della coppia di collezionisti è degno di nota, perché in circa vent’anni hanno raccolto un grande numero di elementi, tanto da rendere il loro archivio, (che ha una sede a Bologna e una a New York), un vero e proprio museo del genere, contando in tutto 180.000 opere divise tra materiale fotografico, documentario, immagini, manifesti e sculture. E nelle opere esposte ad Abano, sono arrivati i documenti più preziosi e particolari.

DALLA SPENSIERATEZZA ALLA GUERRA – Tra le opere che testimoniano la fantasia del Made in Italy nella mostra Le belle della Belle Epoque campeggiano alcuni pezzi rari ed altri meno rari ma che fa sempre piacere ricordare. Tra gli introvabili senza dubbio c’è il bozzetto per la pubblicità, firmato da Marcello Dudovich per le pellicole Agfa, del 1925. Tra le immagini che hanno fatto la storia si ritrovano le affiches utilizzate per sponsorizzare il Vermouth Martini, il Corriere della Sera, e i liquori del marchio Isolabella, griffe e prodotti che hanno trovato la propria fortuna nella Belle Epoque, che in Francia era descritta dalle affiches del Moulin Rouge di Toulouse-Lautrec, il cabaret e il can-can giunti anche in Italia dove si notò, forse di più, il brusco passaggio dagli svolazzi degli abiti da signora alla tragedia irripetibile e dolorosa della prima guerra mondiale.

Emanuele Ciogli

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