martedì, 26 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Confronto TV tra Hollande e Sarkozy: numeri, polemiche e colpi bassi
Pubblicato il 03-05-2012


«Vola come una farfalla, pungi come un’ape. Battiti uomo, battiti»: questa vecchia frase del pugile Mohammed Ali per descrivere il segreto del suo successo nella boxe ben si addice allo stile adottato da François Hollande contro il rivale Nicolas Sarkozy nel dibattito televisivo di ieri sera in vista del ballottaggio per le elezioni presidenziali di domenica in Francia«Non faccia la vittima», «Non dica che non è mai colpa sua», «Si ricordi che è stato al potere per 10 anni» sono state alcune delle frasi ricorrenti del candidato del Partito Socialista (Ps), che, pur accalorandosi, ha mantenuto il consueto aplomb e il distacco di chi sa di essere il favorito. Da parte sua il presidente uscente ha tenuto il solito atteggiamento vibrante e a tratti aggressivo, sottolineando più volte la presunta «falsità» delle tesi del rivale. Hollande ha replicato con toni a volte durialtre volte ironici, Sarkozy ha soprattutto usato un tagliente sarcasmo.

Di fatto il dibattito trasmesso dall’emittente televisiva TfI 2, cominciato alle 21.00 e durato circa 2 ore e 30, si è concentrato molto su temi economici, evidentemente ritenuti prioritari in questo momento di crisi economica, ma a volte ha rischiato di scadere in una non esaltante querelle su cifre e statistiche. Preparatissimi e “scaldati” nei giorni precedenti dai rispettivi coach, i due candidati in realtà si erano già affrontati 4 volte sugli schermi televisivi: l’ultima era stata nel 2005 in occasione del referendum sul trattato europeo. Gli esperti stimano che il dibattito non avrà un impatto determinante sul voto finale, eppure gran parte della Francia è rimasta incollata davanti ai televisori per tifare per il preferito o scegliere il migliore.

Estratto a sorte come il primo a parlare, Hollande ha accusato Sarkozy di aver «spaccato la Francia». Il rivale ha ribattuto che, nel suo quinquennio di governo, non ci sono mai state gravi manifestazioni popolari di protesta. «È perché esistevano movimenti che hanno operato per la conciliazione» ha rilanciato il socialista. “Attraversiamo una crisi grave che colpisce i più deboli. La giustizia sarà al centro delle mie decisioni: sociale, fiscale e territoriale” ha detto il socialista. La replica: “La Francia non può permettersi di sbagliare, con me avrete riforme senza tensioni”.

Gli animi si sono presto scaldati quando l’attuale capo di Stato ha tacciato il concorrente di averlo paragonato al dittatore spagnolo Franco. «Non faccia la vittima: a me avete affibbiato ogni genere di nomignolo» è stata la rispostaEntrando nel merito delle questioni economiche, i due si sono trovati in disaccordo sulle cifre della disoccupazione: secondo Hollande ci sarebbero 700.000 disoccupati in più dall’inizio della presidenza Sarkozy, mentre lui aveva promesso un aumento del 5% dell’occupazione«È un errore!» ha affermato il rivale, usando un termine che ha poi ripetuto più volte nel proseguimento dell’incontro.

Hollande ha quindi sottolineato che, in questi anni di presidenza Sarkozy, la Francia è rimasta indietro rispetto alla Germania, ma il gollista ha fatto notare che, in termini di politiche economiche, «i tedeschi fanno esattamente il contrario di quello che proponete voi». I numeri l’hanno fatta da padrone in questa prima parte del dibattito. I due non si sono trovati d’accordo neppure sull’entità del debito pubblico: secondo Hollande sarebbe aumentato di 600 miliardi di euro negli ultimi 5 anni, secondo Sarkozy «solo» di 500 miliardi.

Passando a parlare dell’educazione nazionale, il socialista ha ribadito di voler creare 60.000 posti di lavoro nel settore nel prossimo quinquennio, proposta definita dall’altro «una follia finanziaria». Hollande ha poi riaffermato la sua intenzione di voler rinegoziare il Trattato europeo. Altro giro di opinioni, altro tema scottante in cui Sarkozy si è mostrato particolarmente a disagio: l’immigrazione. Se il leader del Ps ha sottolineato come sia aumentata di poco negli ultimi anni, il gollista ha proposto di dimezzare il flusso migratorio e introdurre alcune paletti, come un esame di francese per gli immigrati al momento dell’ingresso nel Paese. Inoltre Hollande ha confermato il suo parere favorevole al diritto di voto per gli immigrati, mentre Sarkozy ha ribadito il suo no: «È un rischio comunitario». Per poi sentenziare: «Dobbiamo avere un Islam di Francia, non un Islam in Francia».

Scintille anche sulla questione del nucleare. Hollande ha tenuto a precisare che «dobbiamo considerarla la fonte principale di elettricità, ma occorre ridurla in proporzione allo sviluppo delle energie sostenibili». Ma che tipo di presidenti intendono essere per la Francia? Se Sarkozy si è proposto come «profondamente impegnato e in prima linea»Hollande si è profuso in un discorso dal tono solenne«Voglio essere un presidente che rispetta i francesi, non il capo di tutto e in definitiva di niente». E ripetendo più volte «io, presidente della Repubblica» ha assicurato che non tratterà il suo primo ministro come un collaboratore, terrà un comportamento esemplare, costituirà un governo in cui i ministri non potranno avere altri incarichi a livello locale e introdurrà la rappresentanza proporzionale.

Sempre più innervosito, Sarkozy si è adirato quando Hollande l’ha accusato di aver nominato suoi fedelissimi in alcuni posti chiave«Lei è solo un piccolo calunniatore!». Sulla politica internazionale, il socialista si è detto pronto a ritirare le truppe dall’Afghanistan entro il 2012, mentre il candidato di centro-destra vorrebbe rafforzare la cooperazione con il Mali. Si è parlato anche dell’Italia. Anche “Mario Monti, che non ha la mia stessa sensibilità politica, è cosciente che non si può vivere in recessione” ha detto Hollande, per poi aggiungere: «L’Italia è stata governata da un suo amico, Silvio Berlusconi». «Non è un amico, mi risulta anzi che propenda per lei» ha risposto Sarkozy.

Sul finale è tornata ad emergere una visione politica di più ampio respiro. Hollande: «Occorre fare una scelta: continuare o cambiare. Io voglio cambiare politica. La scelta è semplice: i francesi intendono davvero proseguire con una politica che non ha funzionato? Non abbiate paura: non ci sarà la speculazione che temete o il confronto con la Spagna. La gestione sarà sana, la finanza pubblica ristabilita e l’economia riprenderà». Sarkozy: «Voglio parlare a tutti i francesi che non hanno votato al primo turno e a quelli che hanno votato Marine Le Pen. Siamo in un mondo pericoloso, bisogna saper prendere le decisioni». Vedremo domenica se i francesi avranno paura.

Luciana Maci

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