mercoledì, 23 agosto 2017
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Opinioni e commenti
 

Sconfitta Angela Merkel, il Cdu in caduta libera nel Land più popoloso
Pubblicato il 14-05-2012


Cocente sconfitta per il partito di Angela Merkel nelle elezioni di ieri nel Nord Reno-Vestfalia: un secco “no” dell’elettorato alle politiche di rigore economico volute dalla Cancelliera tedesca per l’Europa. Secondo le prime proiezioni delle tv Ard e Zdf, i Socialdemocratici (Spd), che rappresentano il centro-sinistra, hanno ottenuto un ottimo 38,8% dei voti in questo Land occidentale tedesco più popoloso dell’Olanda e con un’economia paragonabile a quella della Turchia. Ora l’Spd potrà formare una stabile maggioranza di governo insieme con i Verdi, che hanno ottenuto il 12,2%.

Sono precipitati al 25,8%, invece, i Cristiano Democratici (Cdu) della Merkel, che nel 2010 erano a quasi il 35%: per loro è il peggior risultato in questo Land dalla seconda guerra mondiale. Negli ultimi due anni Spd e Verdi avevano governato in Nord Reno-Vestfalia con un fragile governo di minoranza ma d’ora in poi la popolarissima governatrice uscente, Hannelore Kraft, potrà guidare il territorio con mano ferma. Una donna, Hannelore, ha sconfitto un’altra donna, Angela, contribuendo all’annientamento di un uomo fedelissimo della Merkel, il capolista della Cdu locale, Norbert Roettgen, che è anche ministro federale dell’Ambiente.

Per quanto riguarda gli altri partiti, vincono i liberali (Fdp, diventati di recente sostenitori della Cancelliera nel governo federale) salendo all’8,5 per cento. Vince ancora, con il 7,5 per cento, il “Piratenpartei”, partito dei pirati, fondato da un gruppo di “nerd” (entusiasti delle nuove tecnologie) nel 2006 e formato soprattutto da giovani istruiti e delusi dalla Cdu. Crolla invece al 2,5 la Linke, sinistra radicale, ed esce dal Landtag.

Il knockout per Angela Merkel arriva a due giorni dalla prevista visita a Berlino del socialista François Hollande, uscito vincente dalle recenti elezioni presidenziali francesi. È chiaro che il nuovo presidente, intenzionato a chiedere alla leader tedesca una politica economica meno rigida e più improntata alla crescita, si troverà davanti una Merkel politicamente molto più debole di prima. Finora era accusata di voler governare l’Europa da sola e di voler imporre una cura da cavallo ai Paesi più indebitati, adesso dovrà fare i conti con una protesta popolare in crescita un po’ ovunque. La stessa Italia propende per un approccio più equilibrato alla crisi, per non parlare della Grecia, dove il disastroso voto della scorsa settimana ha premiato il voto di protesta, rendendo il Paese a tutt’oggi ingovernabile e a rischio uscita dall’euro.

Luciana Maci

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