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Opinioni e commenti
 

La Lega cambia nome della biblioteca intitolata a Impastato
Pubblicato il 31-05-2012


Ci aveva già provato tre anni fa, la giunta leghista di Ponteranica in provincia di Bergamo: volevano cancellare il nome di Peppino Impastato al quale era stata intitolata la biblioteca comunale. Un eroe, forse, non degno per la giunta del Carroccio perché troppo “sudista”: non importa se Peppino Impastato sia morto per aver combattuto quella mafia che inquina il Sud come il Nord Italia con i suoi tentacoli infetti. Il fratello Giovanni ha commentato: «Oggi ci riprovano: è un atto ignobile che cerca di dividere il Paese che trova nella figura di Peppino un simbolo unitario della lotta alla mafia».

CI AVEVANO PROVATO TRE ANNI FA – Tre anni fa una manifestazione di protesta e l’indignazione aveva portato al ritiro del provvedimento. Ma, si sa, “la Lega non perdona”: con una mossa degna del “meridionalissimo” gioco delle tre carte, il Carroccio ha provato di nuovo a far sparire il nome di Peppino Impastato, “nascondendo” il provvedimento dentro una cerimonia prevista per il prossimo 5 giugno. La cerimonia è organizzata per celebrare l’intitolazione del passaggio pedonale di via Unione a, ironia della sorte, «Percorso Unità d’Italia». All’ultimo momento anche l’aggiunta dell’intitolazione della biblioteca a «Padre Giancarlo Baggi», prete dell’ordine dei Sacramentini: ieri nel comunicato del sindaco Cristiano Aldegani si leggeva, infatti, che la cittadinanza è invitata a prendere parte «all’intitolazione della biblioteca comunale a padre Baggi». Per Giovanni Impastato, fratello di Peppino, intervistato in esclusiva da Avanti!online, si tratta di un vero e proprio «atto di inciviltà».

Come commenta quanto sta avvenendo a Ponteranica?

Nel trentesimo anniversario dell’uccisione di Peppino, nel 2008, il precedente sindaco decide di intitolare la biblioteca a suo nome. Ma dopo alcuni mesi è arrivato il sindaco leghista Aldegani che, come primo atto della sua giunta, toglie l’intitolazione. Per noi si tratta di un atto di inciviltà, un atto criminale che tenta di eliminare la memoria storica: è un vero e proprio crimine che viene da un movimento che, non solo ha dismostrato di avere al suo interno una banda di ladroni, ma è anche antimeridionalista e secessionista. Oggi ci riprovano: è un atto ignobile che cerca di dividere il Paese che trova nella figura di Peppino un simbolo unitario della lotta alla mafia. Un simbolo che spinge i giovani all’impegno civile. In Italia, ora più che mai, bisogna che ci sia un confronto fra la cultura del Nord e Sud. In Sicilia abbiamo vie intitolate a partigiani e morti del Risorgimento, persone del Nord Italia: così si crea la cultura di un Paese. E il sindaco invece liquida il tutto come una questione territoriale: è una vergogna. Inoltre vuole intitolare la biblioteca ad un sacerdote dell’ordine dei Sacramentini quando gli stessi Sacramentini si sono ribellati chiedendo di non togliere il nome di un eroe dell’antimafia.

Al di là delle decisioni del sindaco e della giunta, come ha reagito la cittadinanza?

Le persone non erano d’accordo, erano contro la decisione del sindaco. Io parlavo con la gente nei bar, con le persone della strada che affermavano che si trattasse di un gesto che non andava fatto. Ma non abbiamo avuto un sostegno attivo, purtroppo, a parte il comitato Peppino Impastato che ha lavorato tantissimo, la gente non ha preso posizione attivamente.

Cosa pensate di fare ora?

Abbiamo intenzione di fare un appello a livello nazionale per coinvolgere uomini della cultura, del lavoro, la Chiesa e i cattolici, i sindaci che già hanno intitolato strade a Peppino.

Intanto Vanni Cassis referente dell’associazione Libera e dal Comitato per Peppino Impastato ha fatto sapere che «È stato un fulmine a ciel sereno, non c’era nulla nell’aria che potesse far pensare a questa decisione improvvisa. Non ci gireremo dall’altra parte nemmeno questa volta. Stiamo ancora pensando a cosa organizzare per esprimere il nostro no a questa iniziativa». E Carlo Colombi, del Comitato per Impastato, ha aggiunto: «Voglio ricordare che gli stessi padri Sacramentini avevano chiesto all’amministrazione di non “usare” padre Baggi in contrapposizione con Impastato, ma di dedicargli un altro luogo. Questo è un fatto grave, reagiremo». In un comunicato l’ordine dei sacramentini aveva comunicato: «Fare spazio al Padre Baggi, togliendolo a Peppino Impastato, non ci sembra rispettoso né della memoria del primo, né tantomeno di quella del secondo». Resta da chiedersi se sia questa la migliore strategia che riesce a mettere in atto una forza politica come la Lega che, pochi giorni fa, affermava di voler “riprendersi il territorio”.

Roberto Capocelli

 

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

@robbocap

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