giovedì, 23 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

La mia parola? Carbone
Pubblicato il 16-05-2012


Il nuovo programma di Fazio e Saviano su La7 “Quello che (non) ho” sta avendo un grande successo. Ciascun ospite racconta una parola e così anch’io mi sono interrogata su quale termine avrei scelto. Risposta? Carbone. Il lavoro in Italia è da sempre stato sinonimo di emigrazione. Oggi cervelli che fuggono all’estero, nel dopoguerra tantissima forza lavoro che andava nelle miniere di carbone in Francia e in Belgio per guadagnare e rimandare alle famiglie in Italia gran parte di quello stipendio sudato sottoterra. Il lavoro era pericoloso, i rischi altissimi di crolli, le condizioni disumane, mettevano quotidianamente a repentaglio la vita di quegli italiani.

Una volta in pensione poi quello stesso carbone si ripresentava sotto forma di artrosi, enfisema polmonare, silicosi e schegge conficcate sottopelle riconoscibili ad occhio nudo. Scelgo carbone perchè è la parola simbolo della disperazione di un’Italia da ricostruire, di un’Italia costretta ad allontanarsi dalle famiglie e dai campi coltivati, un’Italia che ha cercato fortuna all’estero e che ha portato fortune all’estero. Oggi però anche qui abbiamo carbone. Il carbone delle badanti dei nostri anziani. Il carbone della manovalanza edile e agricola. Il carbone di tanti operai.

Ho scelto carbone perchè mi fa pensare al lavoro, quello di grande dignità, umile ma onesto e decoroso, che permette di mantenere famiglie vicine e lontane. Ho scelto carbone perchè tutti questi uomini semplici in Paesi stranieri non si sono mai arresi. Ho scelto carbone perchè, seppur nero, rappresenta quel lavoro pulito che oggi molti agognano ma pochi raggiungono. Ho scelto carbone perchè vorrei che i ragazzi non lasciassero più questa nostra italia, ma che la loro ricchezza e qualità serva per rafforzare e migliorare quel Paese a cui i nostri nonni hanno donato tanto.

Claudia Bastianelli

Segr. nazionale Fgs - Bastian Contrario

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Commenti all'articolo
  1. Bello ed interessante l’assioma ed il collegamento motivazionale che l’autrice dell’articolo fa con il Carbone, elemento spesso tanto bistrattato se non proprio demonizzato, senza ragione da chi non conosce bene la materia ed il contesto per cui questo prezioso combustibile assicura oltre il 40% dell’elettricità mondiale, soprattutto nei Paesi più avanzati del mondo: USA, Germania, Giappone, U.K., Canada, ecc. ecc..

    Oggi anche il Carbone ha perso le sue caratteristiche negative grazie alle moderne tecnologie che ne consentono l’uso in modo del tutto compatribile con l’ambiente e la salute. Insomma è a tutti gli effetti divenuto davvero sostenibile.

    Purtroppo, a causa del pregiudizio e della mancanza di adeguata informazione ed approfondimento, questo combustibile – che è alla base della produzione elettrica in TUTTI i Paesi più avanzati – continua ad essere demonizzato ed osteggiato dal pregiudizio e da altri interessi, causando un grave danno al nostro Paese, sia in termini di capacità competitive di numerose industrie energivore (con la conseguenza della loro delocalizzazione e la perdita di occupazione in Italia), che in termini di sicurezza strategica per gli approvvigionamenti energetici, di cui l’Italia è il Paese più a rischio.

    Così, l’Italia è il Paease che utilizza meno questo combustibile per la generazione elettrica, mentre la Germania produce il 42% dell’elettricità che consuma grazie al Carbone.
    Difficile comprendere perchè i tedeschi siano primi in tanti contesti?
    Immaginabile che i tedeschi non tengano al loro ambiente ed alla salute dei loro cittadini?

    Ed allora, impariamo “la lingua” tedesca ed prendiamo esempio da chi ci ha preceduti nello sviluppo delle Rinnovabili (ma con i quali condividiamo il primato nel settore con pochissimi altri nel mondo, perchè abbiamo investito un mare di risorse dei cittadini per questo scopo), e creiamo le condizione perchè questo possa essere fatto come in Germania, vale a dire risparmiando un mare di risorse economiche producendo l’elettricità di BASE (quella che serve tutti i giorni – 24 h. al giorno) con i combustibili più disponibili ed economici, da investire poi anche per sostenere la ricerca e lo sviluppo delle Rinnovabili, invece di continuare ad aumentare il prelievo “para-fiscale” dalle Bollette.

    Le moderne tecnologie di utilizzo del Carbone danno tutte le garanzie per difendere il benessere e lo sviluppo, senza produrre effetti negativi significativi.
    Le leggi in vigore nella Ue27 garantiscono circa i requisiti richiesti perchè tali fondamentali attività produttive siano del tutto sostenibili, anche ambientalmente.

  2. Cara Bastianelli, hai fatto bene a scegliere la tua parola. Resta il fatto che non sei stata invitata. Fazio, purtroppo, lo conosciamo bene. Caro Rinaldo, e ti piace tanto il carbone perchè non vieni a godertelo qui a Civitavecchia dove abito io? Ce n’è tanto (centrale enel), per tutti i gusti e per tutte le malattie. Vieni a goderne anche tu. E qui l’informazione è stata fatta, ma i danni proseguono … si vede che l’informazione non ha poi questo magico potere …

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