domenica, 20 agosto 2017
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Opinioni e commenti
 

La7 in vendita, Cairo e De Benedetti probabili acquirenti
Pubblicato il 10-05-2012


Dopo le voci che si erano rincorse durante gli ultimi giorni e le relative smentite, la notizia è stata finalmente confermata: LA7 è sul mercato. Secondo una nota rilasciata in mattinata dal consiglio d’amministrazione, Ti Media avrebbe infatti deciso «l’avvio del processo di dismissione delle attività nel settore media». Tramite un’operazione di ristrutturazione societaria che prevede la separazione degli asset televisivi, verrà scorporata tutta la sezione “media”, a partire proprio dall’emittente LA7. Un’operazione già effettuata a suo tempo su Mtv Italia e TI Media Broadcasting (multiplex), entrambe società separate.

CORSA ALL’ORO – Oltre a Mediaset quindi si profila l’idea di un altro grande colosso che si affaccerà sulla scena mediatica, un gigante controllato da un imprenditore forte. Tra gli interessati all’acquisizione spuntano subito fuori due nomi importanti. Il primo è Carlo De Benedetti, presidente del gruppo L’Espresso, che si è già dichiarato interessato e pronto alla trattativa. L’altro è Urbano Cairo, presidente della Cairo Communication (già concessionaria di pubblicità per La7) e particolarmente fondatore, nel 1995, della Cairo Pubblicità, che da oltre 15 anni vende spazi pubblicitari al gruppo RCS. Un ultimo, potenziale interessato potrebbe essere, secondo indiscrezioni, il franco tunisino Tarak Ben Ammar, da anni nel cda di Mediobanca e da sempre amico e socio di Silvio Berlusconi.

MENTANA, SONO TRANQUILLO MA NON DIVENTI TELEREPUBBLICA – «In questi casi in genere si esprime preoccupazione, io non sono per nulla preoccupato. Il venditore sicuramente inserirà tra i criteri di scelta dell’acquirente la salvaguardia della qualità e delle prospettive del canale». Tranquillo quindi Enrico Mentana che usa anche un paragone calcistico per descrivere il clima di placida attesa che si respira in rete: «Ci sentiamo come una squadra di calcio che ha fatto un campionato di vertice. L’identità della rete è netta – dice il giornalista – così come il tg, che ha un profilo ben chiaro. Servono investimenti e capacità imprenditoriale. Gente capace e obiettivi sfidanti, oltre a investimenti adeguati. La tv – conclude – non si fa gratis, è fatta di idee ed investimenti, non si improvvisa». Se a vincere la corsa dovesse essere De Benedetti, Mentana commenta dicendo che «è il benvenuto» ma mettendo fin da subito un paletto e promettendo che la rete non si trasformerà «in TeleRepubblica». Per quanto riguarda invece l’ipotesi Cairo, il conduttore ha le idee chiare: «Cairo ha la pubblicità – dice Mentana –  l’ingegnere avrebbe le torri di trasmissione: in entrambi i casi può prodursi un circolo virtuoso. Ma l’affare è appetibile anche per altri imprenditori interessati a lasciare il proprio marchio nel sistema italiano».

L’IMPENNATA DI TI MEDIA – Intanto schizza in alto a Piazza Affari il titolo Telecom Italia Media, proprio all’indomani della decisione di Telecom di avviare il processo di dismissione delle attività media: le azioni del gruppo balzano del 13,38% e si assestano a 0,18 euro. L’operazione del gruppo Ti Media punta quindi a una maggiore flessibilità di scelta, anche se l’ipotesi di vendere i pacchetti La7 e Mtv in blocco rimane una possibilità. Il presidente di Telecom, Franco Bernabè, in un’intervista a La Stampa ha dichiarato infatti di voler lasciare aperta qualsiasi opzione, sia di vendere le due parti assieme sia quella di cercare due acquirenti diversi, con un esborso stimato per il pacchetto che si aggira intorno ai 530 milioni di euro.

Raffaele d’Ettorre

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