giovedì, 21 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

L’Europa condanna la Siria ed espelle gli ambasciatori siriani dai suoi Paesi
Pubblicato il 30-05-2012


L’Europa, con un’azione combinata tra Italia, Francia, Germania e Gran Bretagna ha espulso gli ambasciatori siriani: è il primo gesto concreto di condanna nei confronti dell’orrore compiuto a Hula dalle forze armate fedeli al presidente siriano Bashar al-Assad. Nel massacro di sabato scorso avevano perso la vita 108 civili di cui molti bambini.

UN’AZIONE CONGIUNTA CONTAGIOSA – Nel giro di poche ore l’iniziativa dell’espulsione incontra il favore di numerosi altri stati: dalla Spagna all’Olanda, fino al Canada. Il ministro degli esteri canadese John Baird ha infatti dichiarato che il suo Paese sarebbe tra i primi «nella campagna volta a isolare il presidente siriano Bashar al-Assad e il suo regime sulla scena internazionale». Anche gli Stati Uniti hanno deciso di espellere l’incaricato d’affari siriano a Washington. La decisione è stata da poco resa nota dal Dipartimento di Stato americano. L’azione congiunta portata avanti da molti Paesi della comunità internazionale è stata accolta favorevolmente dal Consiglio nazionale siriano, Cns, il principale movimento di opposizione al regime di Damasco. Secondo quanto riportato dalle agenzie di stampa, il Cns avrebbe richiesto all’Onu di approvare delle risoluzioni che autorizzino l’uso della forza nel Paese.

FERMA CONDANNA DA PARTE DELLA FARNESINA – Il segnale lanciato dall’Italia con l’adozione della misura, caldeggiata dal ministro degli Esteri Giulio Terzi, rappresenta il culmine di una situazione, quella della Siria, che è ormai difficilmente accetabile dalla comunità internazionale. La decisione, presa dalla Farnesina, arriva dopo un’intensa attività diplomatica tra l’Italia e gli altri Paesi europei seguita alla recrudescenza della violenza in Siria. La scorsa settimana a New York il ministro Terzi, allarmato dalla mancata cessazione delle violenze, aveva già affrontato l’argomento con il Segretario Generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon. Le consultazioni del ministro hanno coinvolto anche i Paesi vicini alla Siria e quindi maggiormente coinvolti dalle ripercussioni del conflitto. Terzi avrebbe proposto al ministro degli esteri turco Ahmet Davutoglu di cogliere l’occasione offerta dalla conferenza di Istanbul sulla Somalia, prevista per venerdì, per una consultazione sulla Siria.

KOFI ANNAN INCONTRA AL-ASSAD – Intanto Kofi Annan, inviato della Lega Araba e dell’Onu per la crisi in Siria, è stato ricevuto a Damasco dal presidente siriano Bashar al-Assad. «Passi decisi» sono quelli che la comunità internazionale richiede a Damasco per porre fine a questa catena di violenze che sembra non avere fine. E da Ginevra Ahman Fawzi, portavoce di Kofi Annan, ha fatto sapere che il mediatore avrebbe «illustrato in termini franchi il suo punto di vista al presidente Assad, dicendo che il piano di pace in sei punti non può avere successo senza passi decisi per fermare le violenze e rilasciare i detenuti e ha sottolineando l’importanza della piena attuazione del piano».

I MINISTRI DEGLI ESTERI DI GRAN BRETAGNA, GERMANIA E FRANCIA – I commenti dei ministri degli Esteri di numerosi paesi d’Europa circa la decisione di espellere gli ambasciatori siriani – riportati dall’Ansa – sembrano essere sulla stessa linea d’onda: «La comunità internazionale è disgustata dall’incessante violenza, dal comportamento del regime e dall’assassinio di tante persone innocenti. Vogliamo far capire al regime che ora deve scegliere, che il tempo del piano Annan scadrà e che dovranno prendere una decisione su cosa fare» dichiara il ministro degli esteri inglese William Hague. Il suo omologo tedesco, Guido Westerwelle commenta: «Una cosa è chiara e non solo dal massacro di Hula: con Assad la Siria non ha alcun futuro. Si deve fare strada a un cambiamento pacifico» nel Paese. Duro anche il ministro degli Esteri francese Laurent Fabius che, in un’intervista pubblicata sul quotidiano Le Monde, pur escludendo una fornitura nell’immediato di armi francesi all’opposizione siriana, ha definito il presidente siriano al-Assad «l’assassino del suo popolo».

Benedetta Michelangeli

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Commenti all'articolo
  1. L’Europa é da un po’ che lo fa (ed ha anche stufato) da tempo il mondo sa (sulla pelle dei morti bell’informazione) che non sono zotici imbelli ma feroci guerriglieri addestrati e armati e da chi. Il partito della foglia di fico di chi impedisce d’asserire sostenendo il residuo riparo che “il re é nudo” assomiglia sempre più ai grillini.

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