giovedì, 23 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Il ministro Giarda: «Con la Spending Review rinvieremo l’aumento dell’IVA»
Pubblicato il 28-05-2012


Ammonta a «circa un centinaio di miliardi di euro, diviso tra Stato, enti previdenziali, regioni ed enti locali» la spesa valutata come «potenzialmente aggredibile nel breve periodo». E’ quanto ha fatto sapere Pietro Giarda, ministro per i Rapporti con il Parlamento. L’obiettivo della spending review, ha continuato il ministro, è quello di portare alla luce sprechi e inefficienze» e, nel lungo periodo, potrebbe addirittura interessare  «importi notevolmente più ampi, pari ad almeno trecento miliardi di euro».

Insomma, dopo i mesi caratterizzati dal ritornello delle lacrime e sangue e dagli interventi sulle tasche degli italiani, il governo del presidente Monti sembra annunciare una mossa nel senso di una razionalizzazione di quell’irresponsabilità nella gestione delle spese che caratterizza il Belpaese. Proprio l’Italia risulta essere uno degli stati al mondo con il maggiore squilibro fra le uscite e le entrate: a pagare le spese di un sistema elefantiaco sono i soliti noti, cioè i cittadini che pagano le tasse. Su circa 650 miliardi di spesa pubblica, infatti, il ministro aveva affermato nei giorni scorsi che ben 300 miliardi di euro sarebbero “aggredibili”, cioè potrebbero essere eliminati: di questi , secondo Giarda, intervistato in esclusiva dall’Avanti!online, «un terzo fanno capo allo Stato e due terzi agli enti decentrati».

Ministro Giarda chi beneficerà della spending review?

Dando il via a questo progetto di rivisitazione della spesa uno degli obiettivi è, almeno, quello di rinviare l’aumento dell’Iva, fissato per il primo ottobre, che abbiamo ereditato dal precedente governo. Cercheremo di fare tutto il possibile per rinviarlo avanti nel tempo.

Quindi si tratterà di una posticipazione degli aumenti più che di una vera e propria riduzione?

Guardi questo è un processo che ci potrà portare a esiti imprevisti. Per il momento l’obiettivo che abbiamo è quello di spostare l’aumento dell’Iva. Cercheremo di farlo slittare per permettere di arrivare poi alla sessione di bilancio in autunno e vedere quello che si riesce a fare.

Quali sono le difficoltà, esistono resistenze verso questo progetto?

Siamo nella fase preliminare di questo lavoro e tutti i ministeri hanno messo in pista le loro strutture per fare delle valutazioni e per applicare la direttiva che il primo ministro ha dato. Questo dovrebbe portare i singoli dicasteri a fare delle proposte autonome di riorganizzazione e di riordino della spesa. Per ora onestamente resistenze a priori non ce ne sono state. Abbiamo la disponibilità di tutti i dicasteri a lavorare: alcuni hanno già iniziato, altri hanno prodotto analisi preliminari, altri ancora hanno avviato riflessioni e quindi, al momento attuale, le prospettive sono ragionevolmente positive. Credo che si possa arrivare a risultati positivi: naturalmente, man mano che si va avanti potranno nascere problemi.

Quali sono i passi?

Ci sono questi due aspetti di razionalizzazione che dovrebbero dare qualche vantaggio per il futuro. L’identificazione delle spese “aggredibili” è uno dei pezzi del processo. L’altro pezzo sarà poi quello di pensare esattamente a dove si può intervenire riducendo, in termini monetari, proprio la spesa. Gli interventi più immediati e diretti cercheranno di ovviare a questo aumento dell’Imposta sul valore aggiunto che grava su tutti i cittadini.

Cosa farete, invece, sul fronte del rilancio della crescita?

Questa è materia specifica del ministero per lo Sviluppo economico, che ha annunciato che sta già lavorando sulla revisione di procedure e criteri in merito agli incentivi che devono essere erogati a favore degli investimenti.

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

@robbocap

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