giovedì, 23 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Lusi, la procura chiede l’arresto: ai domiciliari la moglie
Pubblicato il 03-05-2012


La Procura di Roma ha chiesto oggi l’autorizzazione a procedere per il senatore Luigi Lusi, ex tesoriere della Margherita accusato di appropriazione indebita di almeno 20 milioni di euro sottratti alle casse del partito. Sulla richiesta dovrà ora pronunciarsi la Giunta delle Autorizzazioni a procedere di Palazzo Madama. La richiesta è stata sollecitata dal procuratore aggiunto Alberto Caperna e dal sostituto Stefano Pesci. I reati contestati dal gip Simonetta D’Alessandro sono di concorso in appropriazione indebita pluriaggravata e continuata e associazione per delinquere. Agli arresti domiciliari sono finiti intanto la moglie del senatore Lusi, Giovanna Petricone, e i due commercialisti Mario Montecchia e Giovanni Sebastio. Nella stessa inchiesta sono indagati anche Paolo Piva e Diana Ferri, che sono stati gli avvocati rappresentanti di una parte delle società coinvolte nell’inchiesta sull’ammanco di fondi dal bilancio della Margherita.

GLI ELEMENTI DELLA PROCURA – Nel 2009, parte delle spese del matrimonio del senatore Luigi Lusi sarebbero state pagate con fondi della Margherita. La circostanza emerge dalla ordinanza di custodia emessa dal gip del Tribunale di Roma nei confronti del senatore e di altre persone, tra cui la consorte. La spesa, secondo quanto ricostruito dagli investigatori del Nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza, ammonterebbe ad oltre 30mila euro e avrebbe come beneficiario uno chef che ha curato il servizio catering. Inoltre, il progetto di spoliazione del patrimonio della Margherita sarebbe stato studiato a tavolino da Luigi Lusi e dai fedelissimi del suo organico a cominciare dagli anni 2006-07, cioè da quando il partito ha dichiarato ufficialmente conclusa la sua attività. È quanto sostengono i magistrati della procura di Roma che avrebbero trovato, durante le indagini, motivi concreti per sostenere quanto ipotizzato. Inoltre, da quando il senatore è stato interrogato per la seconda volta a piazzale Clodio, gli investigatori della Guardia di Finanza hanno trovato tracce di un’altra ingente somma,  un milione e 335mila euro, proveniente dalle casse del partito, che l’ex tesoriere ha utilizzato per acquistare l’appartamento a Roma di via Monserrato, pagato alla fine 3 milioni e 600 mila euro.

RUTELLI, DA NOI PIENA COLLABORAZIONE – «Si conferma che la Margherita è stata vittima di reati molto gravi. Per parte nostra, confermiamo piena fiducia e collaborazione con la magistratura e la volonta’ di recuperare tutto il maltolto». È quanto si legge in una nota pubblicata sul sito della Margherita da Francesco Rutelli, Enzo Bianco e Gianpiero Bocci. «Come già annunciato, sia gli avanzi di bilancio che le restituzioni degli ammanchi saranno destinati dall’Assemblea Federale a finalità pubbliche di alto valore sociale», hanno assicurato. La richiesta di arresto nei confronti del senatore sarebbe, secondo il legale della Margherita Titta Madia, la dimostrazione che la Margherita e i suoi esponenti «sono vittime di un reato molto grave».

L’AVVOCATO DIFENSORE, DOMICILIARI DECISIONE SCONCERTANTE – «L’ordinanza cautelare del gip Simonetta D’Alessandro ci ha lasciati sconcertati perché questo provvedimento arriva dopo aver reso una ampia confessione e dopo aver chiesto una perizia contabile attraverso un incidente probatorio che ci è stato rigettato». È questo il commento dell’avvocato Luca Petrucci, difensore di Lusi, che ha poi precisato di avere anche «chiesto il sequestro del sistema informatico contabile della Margherita, e non ci è stata data risposta». Il legale in questo momento si sta recando a Genzano per incontrare Lusi e prendere visione dell’ordinanza. «Dopo aver messo a disposizione della Margherita tutti i beni immobili oggetto di contestazione da parte della magistratura – prosegue Petrucci –  è stata disposta una misura cautelare anche se, allo stato, non si comprende su quali elementi nuovi si basi questa ordinanza».

Raffaele d’Ettorre

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