mercoledì, 23 agosto 2017
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Opinioni e commenti
 

Macao: da Torre Galfa a Brera, ma quale sarà il prossimo #Occupy?
Pubblicato il 22-05-2012


Macao torna a far parlare di sé. I “lavoratori dell’arte”, dopo #OccupyTorreGalfa, si misurano con un altro sgombero forzato. Se nel primo round avevano occupato per 11 giorni il grattacielo di trentadue piani di proprietà del costruttore Ligresti, da qualche giorno erano migrati tra le vie di Brera, precisamente a Palazzo Citterio. Il copione è sempre lo stesso: i ragazzi si sono insediati nello stabile, questa volta nel cuore di Milano e a due passi da Brera, con l’intento di proporre, o imporre, un’attività culturale nei luoghi lasciati in disuso dal Comune di Milano.

LO SGOMBERO DI PALAZZO CITTERIO – È stato alle 6.40 di questa mattina l’arrivo puntuale delle forze dell’ordine, in assetto antisommossa, che sono entrate a Palazzo Citterio attraverso l’orto botanico dell’Accademia di Brera. «Macao aspettava a porte aperte con più di sessanta persone», fanno sapere i ragazzi del collettivo radunatisi, dopo lo sfratto, a via Brera. Palazzo Citterio è al numero 12 della celebre via Milanese ed è un bene di proprietà del ministero del Beni culturali, abbandonato da anni. E stavolta proprio Lorenzo Ornaghi a capo del Mibac si è espresso a favore dell’intervento delle forze dell’ordine. Il Palazzo, così, viene restituito al ministero. Oltre ad Ornaghi a sollecitare lo sgombero è stato il sindaco Pisapia che, riguardo alla precedente occupazione di Macao a Torre Galfa, una settimana fa aveva dichiarato quanto gli sgomberi «non sono una soluzione» sentendosi chiamato «a dare una risposta positiva, nel rispetto delle regole, alla domanda che nasce dalla città di spazi per la cultura, la creatività e l’aggregazione giovanile».

PISAPIA RICHIAMA ALL’ORDINE – Questa volta il sindaco di Milano Giuliano Pisapia ha richiamato all’ordine il popolo di Macao, ribadendo la volontà di mettere a disposizione degli spazi dell’ex Ansaldo ma ammonendo gli attivisti con queste parole: «chiedo con forza che, da parte di chi vuole essere protagonista di iniziative culturali, si ponga fine ad ogni comportamento che comporti un grave disagio ai cittadini e alla citta». Anche l’assessore comunale alla cultura Stefano Boeri ha rilanciato il progetto delle “Officine creative Ansaldo” dove, dall’11 al 17 giugno, si svolgeranno i primi laboratori creativi e ai quali sono stati invitati anche i ragazzi del gruppo Macao. «C’è un dialogo con tutte le energie rilevanti della città – ha spiegato Boeri – nella misura in cui Macao è interessato a dialogare dentro un rapporto di correttezza istituzionale noi ci siamo, assolutamente».

POLEMICHE, MACAO “COCCOLATO”, EDUCATO O RASSEGNATO? – La polemica si accende e se c’è chi critica duramente l’atteggiamento del sindaco nei confronti dei “lavoratori dell’arte”, come il vice-presidente del consiglio comunale di Milano del Pdl, Riccardo De Corato che definisce il comportamento di Pisapia e Boeri un «coccolare e corteggiare gli abusivi», c’è chi, come la soprintendente e direttrice della Pinacoteca di Brera, Sandrina Bandera che, recandosi a Palazzo Citterio, ha rilevato che al suo interno «non c’è stato nessun vandalismo, anzi molta correttezza». Intanto i ‘Macaini’ dai “volti stanchi e morale abbattuto”, preferiscono trincerarsi in un silenzio stampa perché: «di domande ne sono state fatte tante, ma di risposte ne sono arrivate poche. Ora serve un pò di silenzio, ma ci risentiremo», come commenta una delle ragazze. Quando sarà la prossima volta che sentiremo parlare di Macao? Ci saranno ai workshop delle nuove “Officine creative” oppure preferiranno passare a un nuovo #Occupy?

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Commenti all'articolo
  1. Credo abbiano ora occupato la vecchia sede della “Sun” lungo viale Fulvio Testi a Milano (coordinate: +45° 31′ 40.01″, +9° 12′ 42.71″). Oggi mi sembra di aver visto il loro camper con altre macchine del parcheggio della ditta… Spero di non aver dato false informazioni. ciao

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