martedì, 21 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

DAL MOLISE A CATANZARO ELEZIONI ‘TAROCCATE’: E’ IL MAGNA MAGNA DEL CENTRODESTRA
Pubblicato il 18-05-2012


Dopo il bunga bunga il centrodestra, mai stufo di notivà più o meno elettorali, lancia il magna magna. Ovvero quella particolare attitudine a vincere a mani basse le elezioni. E’ il caso dei presunti o certificati brogli che hanno mandato gambe all’aria le amministrative in Molise e a Catanzaro. Nel capoluogo calabrese sono scesi in piazza migliaia di cittadini per chiedere chiarezza dopo il risultato delle comunali del 6 e 7 maggio contestato per le irregolarita’ accertate dalla Commissione centrale elettorale. Mentre per il Tar del Molise le elezioni regionali del 16 e 17 ottobre 2011 sono da rifare. Un’altra brutta pagina politica del Paese che dovrebbe far riflettere su valori e diritti come legalità, trasparenza, sovranità popolare. Peccato che invece ad unire l’Italia, dal Molise alla Calabria, sia il malcostume, l’arroganza della vittoria taroccata, l’esproprio di senso civico.

 

MOLISSE, SPAZZATA VIA LA PRESIDENZA IORIO– In Molise è stato dunque accolto il ricorso presentato da otto elettori di centrosinistra basato sulle 23 firme irregolari della lista Molise civile che sosteneva il presidente eletto dal centrodestra Michele Iorio e che ha portato in consiglio regionale un proprio candidato: Michele Scassera. Se pero’ in teoria la decisione assunta dai magistrati amministrativi molisani dovrebbe portare subito a nuove elezioni, e’ invece molto probabile che un eventuale ricorso al Consiglio di Stato, annunciato dallo stesso presidente Iorio, contro questo primo pronunciamento congeli la situazione.

NENCINI (PSI), SEGNALE DI CAMBIAMENTO – Dopo il verdetto e’ arrivata comunque la piu’ che prevedibile soddisfazione del candidato di centrosinistra che fu sconfitto nelle urne sette mesi fa, Paolo Di Laura Frattura. E il sostegno di Riccardo Nencini, segretario nazionale del Psi, che ha commentato la decisione del Tar come di un chiaro segno di cambiamento: “Andando in Molise ho avuto la netta impressione che il vento stesse cambiando e che il Molise volesse cambiare. La sentenza del Tar ce lo conferma”.

L’AMAREZZA DEL GOVERNATORE – Di tutt’altro avviso è invece il presidente Iorio:“Sono certo di aver vinto le elezioni in maniera onesta e trasparente. Le liste a me collegate – ha aggiunto – sono state ammesse dai Tribunali di Campobasso e Isernia e alla Corte d’Appello. I cittadini si sono quindi espressi liberamente e legittimamente, assegnando, in maggioranza, il compito di governarli a me e al centrodestra’. Leggero’ attentamente il dispositivo del TAR”.

QUELLE POCHE SCHEDE DI DIFFERENZA – La sfida tra Iorio e Frattura l’autunno scorso era stata vinta dal primo sul filo di lana: 46,94% contro 46,15%; ovvero un divario di millecinquecento voti alla chiusura dei seggi, sceso a 948 preferenze dopo le verifiche della commissione elettorale. E proprio lo scarto risicatissimo ha indotto il centrosinistra a chiedere il riconteggio delle schede in alcuni seggi (istanza poi ritirata) e l’annullamento delle elezioni per le irregolarità di alcune liste collegate a Iorio. Nelle 81 pagine del ricorso e’ stata contestata l’ammissione della lista Molise Civile nel collegio di Campobasso, di alcuni candidati di Progetto Molise, Udc, Grande Sud e del listino di Iorio. Motivazioni ritenute legittime dai giudici, che hanno interrotto il terzo mandato consecutivo di Michele Iorio.

IN CHE MODO SI TORNA ALLE URNE? – La discussione davanti ai giudici del Tar Molise Goffredo Zaccardi, Luca Monteferrante  e Massimiliano Balloriani e’ durata poco piu’ di due ore. il Tar ha sancito chiaramente l’illegittimità del voto dell’autunno 2011, ma non ha chiarito lo scenario che si apre ora, ovvero se si dovra’ tornare alle urne con le stesse liste, tranne quelle escluse, oppure con una procedura ex novo.  Il quadro sarà definito con il deposito delle motivazioni, che avverrà tra dieci giorni.

CATANZARO, IN PIAZZA PER CHIEDERE CHIAREZZA – L’esempio molisano fa ben sperare quanti in migliaia hanno risposto a Catanzaro all’appello fatto dal centrosinistra, dall’area di centro e dalla lista Mauro per chiedere chiarezza dopo il risultato delle elezioni comunali del 6 e 7 maggio contestato per le irregolarita’ accertate dalla Commissione centrale elettorale. Lo slogan della manifestazione e’ l’articolo 48 della Costituzione: “Il voto e’ personale ed eguale, libero e segreto”. I promotori  hanno anche allestito un gazebo dove i cittadini possono firmare una petizione rivolta al Presidente della Repubblica e al ministro dell’Interno per sostenere la richiesta di sospensione della proclamazione degli eletti nel Consiglio comunale.

SBROGLIAMO CATANZARO – Molti gli striscioni con scritto ‘Sbrogliamo Catanzaro’ e ‘Per dignita’ non per odio’. Alcuni giovani hanno indossato delle lenzuola bianche per simboleggiare i voti perduti di cui si chiede conto. Dal palco sono intervenuti candidati consiglieri, docenti universitari ed esponenti politici, che hanno tutti ribadito la richiesta di fare luce sui risultati elettorali. Il candidato sindaco del centrosinistra, Salvatore Scalzo, ha parlato di “terremoto silenzioso” annunciando “Presenteremo ricorso al Tar – ha detto ancora Scalzo – e terremo tutte le vie aperte non per il risultato elettorale, che e’ falsato come accertato dalle autorita’ competenti. Faremo tutto questo per la dignità democratica della città di Catanzaro. La partita e’ aperta e non e’ finita il 6 e 7 maggio”.

INCHIESTA PER COMPRAVENDITA VOTI E BUSTA CON PROIETTILI – Sulla regolarita’ delle elezioni si sono concentrate le contestazioni delle forze del centrosinistra che hanno presentato esposti e dossier alla procura. Ieri e’ stata ufficialmente chiesta la sospensione della proclamazione dei nuovi consiglieri comunali, mentre la Procura della Repubblica del capoluogo ha aperto un’inchiesta su una presunta compravendita di voti nel cui ambito sono indagate tre persone, fra cui un candidato consigliere comunale del centrodestra. Il sindaco Sergio Abramo e’ stato proclamato dopo una verifica del voto relativa a tre sezioni del quartiere Lido, in cui si sarebbero verificate irregolarità.  Ad accendere ancora di piu’ il clima sulla vicenda, l’invio di una busta, contenente proiettili e minacce rivolte al prefetto Antonio Reppucci, intercettata nei giorni scorsi nei locali del centro di smistamento delle Poste a Lamezia Terme (Cz).

Lucio Filipponio

Lucio Filipponio

@LucioFilipponio

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