venerdì, 18 agosto 2017
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Maxxi, super museo a scatafascio: si dimettono presidente, vice e consigliere del cda
Pubblicato il 10-05-2012


Il Maxxi, il museo delle arti del XXI secolo realizzato dall’archistar Zaha Hadid, è nella bufera. Fa parlare di se non per le iniziative artistico-culturali che mette in bella mostra ma per le polemiche sollevate dalla simultanea dimissione di Pio Baldi, presidente della Fondazione alla quale fa capo il museo e del suo vice Roberto Grossi, nonché del consigliere di amministrazione Stefano Zecchi. La dichiarazione formale del presidente Baldi è stata decisa quanto diplomatica: a far crollare i presupposti della cooperazione, sarebbe stata l’interruzione del necessario rapporto di fiducia – spiega una nota – tra ministero per i Beni e le Attività Culturali (Mibac), socio fondatore promotore, e la Fondazione Maxxi.

POCHI FONDI O POCA LIBERTA’? – Il Mibac, attraverso l’organo sindacale Uilbac, dichiara: «La scelta compiuta da Baldi anticipa la decisione e permette al Ministero di comunicare il nominativo del Commissario che dovrà essere una persona capace». Il ministero quindi c’aveva già pensato. Ma la domanda sorge spontanea: il motivo della drastica decisione, quanto è legato alla questione economica dello spending review e quanto piuttosto ad un problema di divergenze su un piano prettamente artistico?

‘MORTO’ UN PRESIDENTE SE NE FA UN ALTRO – Sebbene la fondazione lamentasse una carenza di fondi da parte del Mibac, sono le parole dello stesso Zecchi a far supporre una vera e propria conflittualità all’interno della dinamica che lega la fondazione Maxxi al ministero per i Beni e le Attività Culturali. Il consigliere ha commentato il commissariamento in questo modo: «Il fatto è che un museo del XXI secolo deve avere una sua dinamicità culturale e invece c’è stata una mancanza di fantasia, di energia propositiva. Non si musealizza la contemporaneità. Non può essersi trattato di un’errata gestione economica». Morto un presidente se ne fa un altro e proprio ieri è stato nominato come commissario straordinario, il segretario generale del Mibac l’architetto Antonia Pasqua Recchia che coprirà la carica per soli 4 mesi. Il tempo necessario per riportare il Maxxi in carreggiata.

GUADAGNO O RISPARMIO? – A commentare il fatto è stata anche la stessa creatrice del super museo, Zaha Hadid, dicendo che se l’evento ha avuto una grande risonanza all’estero (in questi giorni ne hanno infatti parlato numerosi quotidiani internazionali) è perché «tutto il mondo conferma il successo del Maxxi nel costruirsi una reputazione a livello globale in meno di due anni». Le dinamiche sono piuttosto delicate e nessuno dei protagonisti si è sbilanciato più di tanto. Quello che la città di Roma si augura, ma forse in senso più generale l’Italia intera, è un rinnovamento della cultura, soprattutto nell’ordine della sua conduzione e della sua promozione, evitando che questa risorsa dall’interno del nostro Paese, si leghi ai ciechi meccanismi del guadagno o, forse, del risparmio.

 Emanuele Ciogli

 

 

 

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISTAT italia italicum lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato Spagna UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento