lunedì, 18 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Merkel-Hollande: ancora disaccordo sugli eurobond. Domani summit UE a Bruxelles
Pubblicato il 22-05-2012


Il braccio di ferro tra Angela Merkel e Francois Hollande sui mezzi per affrontare la crisi economica in Europa continua. Di ritorno dal soggiorno statunitense che ha visto impegnati i leader europei nel summit del G8 e in quello della Nato dello scorso fine settimana, le posizioni di Francia e Germania all’interno della scacchiera dell’Unione europea sembrano aver subito dei cambiamenti. Mai come oggi infatti l’intransigente cancelliera Merkel appare isolata: a Camp David, durante il G8 di sabato, è rimasta sola sulla via del rigore e dell’austerità. Per risollevare le sorti economiche dell’Europa si punta infatti a strategie comuni per la crescita, e la parola austerity sembra essere bandita. Oltre al neo presidente francese Hollande, anche il presidente degli Stati Uniti Barak Obama e il presidente del Consiglio italiano Mario Monti si sono mostrati fortemente uniti nel perseguire un’azione comune che faccia uscire una volta per tutte l’Europa intera dalla crisi. Senza escludere i paesi economicamente più deboli, come la Grecia.

DOMANI A BRUXELLES VERTICE UE-  Domani i ventisette leader dell’Unione europea si incontreranno a Bruxelles per un summit informale. Punteranno a due obiettivi: rilanciare la crescita in Europa e arginare la crisi greca. Durante il vertice Nato a Chicago, terminato ieri, il presidente Hollande si è augurato che ciascun Paese europeo prenda parte al vertice di domani con «le sue proposte, le sue iniziative e le sue esperienze», in un clima dunque di massima condivisione e disponibilità. Domani Hollande rilancerà la proposta degli eurobond e delle obbligazioni europee per finanziare grandi progetti di struttura. Consapevole del fatto che entrambi i programmi sono invisi alla Germania, Hollande sa bene che molti dei partners europei, in primis l’Italia di Mario Monti, ma anhce Barak Obama, appoggiano la sua politica europea. Hollande ha dichiarato ieri da Chicago che anche l’Austria e la Danimarca sosterranno in parte le proposte francesi.

SCHAEUBLE ALLA GUIDA DELL’EUROGRUPPO- Intanto ieri sulle pagine del settimanale tedesco Der Spiegel veniva diffusa la notizia dello scetticismo di Hollande riguardo un’eventuale nomina alla guida dell’Eurogruppo del ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble, che dovrebbe succedere a Jean-Claude Juncker. Secondo quanto riporta il settimanale tedesco infatti, Hollande avrebbe riferito ai responsabili di Bruxelles che molto difficilmente accetterebbe un tedesco alla guida dell’Eurogruppo. Der Spiegel scrive infatti che Schaeuble «A Berlino è considerato troppo europeo, in Europa troppo tedesco». Ma ieri da Berlino Pierre Moscovici, il Neo ministro delle Finanze francese , ha smentito dicendo di «non aver condiviso la rappresentazione dell’articolo, dal quale emerge una sorta di veto francese sull’Eurogruppo». La notizia dell’ostilità di Hollande nei confronti di Schaeuble sarebbe dunque infondata. Durante la conferenza stampa con l’omologo tedesco Wolfgang Schaeuble, il ministro Moscovici ha dichiarato di «ammirare Schaeuble» e di volersi «lasciare ispirare dal suo percorso». Tuttavia, Moscovici ha fatto sapere che le posizioni francese e tedesche sugli eurobond restano «in disaccordo». Sul rafforzamento del capitale della Banca europea degli investimenti, l’impiego di fondi strutturali inutilizzati e sulla tassa sulle transazioni finanziarie, si potrebbero raggiungero invece compromessi. Schaeuble, nella stessa conferenza stampa ha mostrato la volontà per la Francia e la Germania di collaborare, sopratutto nei «tempi critici» in cui vive l’Europa al momento.

POSIZIONI DIVERSE SUGLI EUROBOND- Quello degli eurobond dunque, continua a rimanere un terreno di scontro per Francia e Germania che al momento sembrano lontani da una soluzione condivisibile. Sempre ieri a Berlino il neo ministro francese delle Finanze Pierre Moscovici ha toccato il tema degli eurobond definendoli per la Francia, «un’idea molto importante». La Germania è irremovibile: «la nostra posizione non è cambiata», ha fatto sapere Georg Streiter il portavoce del cancelliere Angela Merkel, sottolineando che la Germania non considera gli eurobond una soluzione per la crisi del debito europeo. Secondo l’agenzia Reuters, anche il ministro delle Finanze austriaco Maria Fekter sio sarebbe pronunciato contro gli eurobond in un’intervista a un giornale austriaco, definendoli una «assurdità». Il ministro avrebbe inoltre aggiunto: «La crescita finanziata dal debito? Sono ricette di ieri l’altro» che «ripropongono ciò che ci ha portato in questo pasticcio». Quella di domani è una giornata importante: si cercherà di abbozzare delle idee in attesa del vertice europeo che si terrà alla fine di giugno. Per quella data sono attesi altri due appuntamenti a livello europeo; le elezioni legislative in Francia, previste per il 10 e il 17 giugno e le nuove elezioni in Grecia. Due eventi politici che potrebbero fortemente modificare le decisioni che i 27 paesi dell’Unione Europea prenderanno al veritcie europeo di giugno.

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