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Opinioni e commenti
 

Michele Placido sarà Trilussa in tv: «Se fosse vivo se la prenderebbe col governo Monti, ma non sarebbe qualunquista come Grillo»
Pubblicato il 03-05-2012


Ad agosto inizieranno le riprese di una fiction sul vate romano per eccellenza, Carlo Alberto Salustri in arte Trilussa. Ad interpretare il popolare poeta che nacque e visse nel cuore di Roma, quasi senza mai allontanarsi, è stato chiamato Michele Placido. Il primo ciack sarà a Belgrado, un luogo piuttosto lontano dal tradizionale quartiere Trastevere, zona simbolo della Roma più verace e popolare vissuta e rappresentata da Trilussa. A firmare le due puntate tv sono Peter Exacoustos, Paolo Logli e Alessandro Pondi che hanno costruito una sceneggiatura nella quale non verrà raccontata l’intera vita del poeta, bensì un unico anno: il 1937 ed una Roma in bilico tra le leggi razziali e la guerra.

Avanti!online ha sentito Michele Placido che farà rivivere questo storico personaggio nella mini-serie Titanus-Rai, chiedendogli di raccontarci come potrebbe essere il rapporto tra Trilussa e la società di oggi romana e non, del nostro secolo. Il poeta, che quando alla fine dei suoi anni venne insignito del titolo di senatore a vita commentò “al massimo senatore a morte”, sarebbe contento di essere rappresentato da un buon attore, seppure pugliese e non romano come lui, quale Michele Placido. Tra poesie satiriche e una genuina passione per le belle donne, Trilussa ci fa riflettere: la ‘società dei magnaccioni’ è tanto diversa da quella dei politici, dei politicanti e disgraziati del 2012?

Come mai hanno chiamato Lei per interpretare un personaggio come Trilussa?

Credo che il produttore Guido Lombardo, col quale ho già lavorato in Assunta Spina (miniserie televisiva del 2006 n.d.r.) mi abbia scelto perché il ruolo che interpretavo, quello del napoletano innamorato, ha avuto molto successo. Il personaggio era diverso da quello di Trilussa ma anche lui con una forte carica di sarcasmo. Il nostro Trilussa non è in romanesco ma in romano. Trilussa ha scritto sia in dialetto che in italiano. Era un regista illustre e rappresentava ciò che vedeva con una nota malinconica. In ogni caso il produttore mi ha spiegato che mi vede molto nel personaggio. In questo momento sto interpretando anche un film di Massimiliano Bruno “Viva l’Italia” e a teatro sono con un “Re Lear”. Per la tv, e anche per me, è una sfida: ma ben venga la sfida.

Quanto e perché è attuale Trilussa oggi?

Trilussa era un sostenitore dei vizi e delle virtù. Non bisogna dimenticare che in quel momento storico c’era il fascismo e Trilussa cantò sia al Papa che a Mussolini. Al giorno d’oggi c’è un autentico scollamento dei cittadini dalla vita politica ed è grande l’autorità e la capacità di Trilussa di comunicare la realtà tenendo conto delle istituzioni, a differenza, ad esempio di quanto fa Grillo. Questo aspetto è raccontato durante tutto il percorso del film. Era un uomo che criticava la politica ma che, allo stesso tempo, compativa l’umanità. Amava le donne, a volte anche più giovani, ma era sedotto soprattutto dalla bellezza.

Chi è il Trilussa dei giorni nostri?

Se fosse vivo, secondo me, sarebbe Nino Manfredi che, pur essendo non proprio romano amò talmente tanto Roma da riportarne molti aspetti, spesso con una luce malinconica, come fece Trilussa.

Se fosse ancora vivo quello vero, secondo lei, con chi se la prenderebbe?

Sarebbe più dalla parte del popolo, se la prenderebbe molto col governo Monti ma non sarebbe così qualunquista come Grillo.

Vittoria de Petra

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