martedì, 26 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Minacce al Premier Monti: FAI o non FAI l’eversione monta nel paese
Pubblicato il 17-05-2012


«Diciamo a Monti che lui è uno dei 7 rimasti». Queste sono le parole contenute nella lettere firmate Federazione anarchica informale inviate ai quotidiani Calabria Ora e Gazzetta del Sud. Tra le minacce della Fai (Federazione Anarchica Informale) e la solidarietà delle parti politiche, le dure intimidazioni rivolte al Premier alimentano una certa preoccupazione, soprattutto perché è dubbia la loro autenticità. Gli inquirenti, infatti, stanno ancora definendo la validità dell’attribuzione. Se le lettere fossero state inviate davvero dal nucleo terroristico, si tratterebbe di un’altra minaccia nero su bianco del gruppo che dal 2003 ha messo in atto vari attentati, l’ultimo 10 giorni fa ai danni di Roberto Adinolfi, amministratore delegato di Ansaldo Nucleare. Ma se non si trattasse di una lettera inviata davvero dalla Fai?

MINACCE ANCHE AD EQUITALIA E ALLA CANCELLIERI – Le lettere recapitate ieri mattina ai due quotidiani del meridione non hanno risparmiato neanche i vertici di Equitalia Sud ed il ministro degli Interni Annamaria Cancellieri e nei loro confronti, le parole firmate Fai, risuonano così: «La signora ministro Cancellieri ha detto che se si attacca Equitalia è come attaccare lo Stato. Quindi, attaccheremo lo Stato anche attraverso Equitalia fin quando lo Stato non cambierà marcia a tutelare il Popolo, gli Operai e le Imprese». Gli autori della lettera, che dicono di parlare in nome degli italiani, continuano spiegando che «il popolo non ha nessun interesse a rimanere in Europa, a salvare le banche, a saldare i conti di uno Stato che ha sperperato per conto proprio».

FAI E NUOVE BR: QUANDO GLI ITALIANI VOGLIONO LA MORTE DEI POLITICI – L’atmosfera che si respira è piuttosto tesa, soprattutto perché, Fai o non Fai, si percepisce la distanza con cui i cittadini giudicano e osservano l’iter seguito dallo Stato, la stessa lontananza che molti italiani dichiarano di subire da parte del governo tecnico. E questa relazione, che si fa sempre più labile – e che Avanti!online aveva già documentato (Quando gli italiani vogliono la morte dei politici 1 e 2) – si riverbera inevitabilmente anche negli aspetti più estremi della vita politica del Paese come il fenomeno dei suicidi o nella forma di dissenso grave propugnata dalla Fai o dalle Nuove Brigate Rosse. Quest’ultimo gruppo, che da un lato emula (almeno nel nome) la storica organizzazione terroristica che ha seminato paura e morti nell’Italia degli Anni di Piombo, e dall’altro fa riflettere se, oltre all’ispirazione, non se ne si siano ricreati gli stessi presupposti, è stato protagonista di un secondo processo d’appello.

SOLIDARIETA’ PER IL TERRORISMO – «Viva la rivoluzione, avanti la rivoluzione, questo è il momento buono», urla Davanzo (uno degli imputati) dalla gabbia. Ma ciò che scuote non sono le dichiarazioni dei presunti terroristi delle Nuove Brigate Rosse, tra invocazioni alle armi e alla rivoluzione. Le parole degli imputati sono state acclamate e sostenute da un pubblico composto da una serie di giovani difensori della cellula terroristica, che durante il processo indossavano magliette con lettere dell’alfabeto che messe l’una affianco all’altra formavano la parola “solidarietà”, attraverso lo slogan «Rivoluzione e lotte non si processano» riportato su uno striscione poi rimosso e firmato dall’ “Associazione parenti e amici degli arrestati il 12/02/2007”.

L’ONDA DEL TERRORE – Le minacce arrivate a Monti, ad Equitalia Sud e al ministro Cancellieri, i suicidi di civili che continuano ad aumentare vertiginosamente e lo sconcerto rappresentato dal traino che un’organizzazione estremistica riesce addirittura a portare con sé in tribunale (pur portando il nome dell’aggregazione terroristica che ha insanguinato l’Italia negli anni ’70) sembrano essere elementi preoccupanti. Il dato che lascia intendere il vero pericolo corrente è proprio che quelle lettere, nelle quali gli autori si auto-proclamano portavoce dei cittadini, forse non provengono da terroristi della Fai ma da semplici italiani che, giustificati dall’indifferenza che provano nei confronti delle istituzioni, cavalcando l’onda sempre presente del terrore.

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Commenti all'articolo
  1. Il problema è serio e la contrapposizione offerta dal governo non è di buon auspicio. Condannare il terrorismo è doveroso ed altrettanto doveroso prendere atto della situazione in cui versano milioni di Italiani spesso stretti da Equitalia e dalla tassazione eccessiva. Inoltre l’inconcludenza per leggi necessarie del governo che non offre certo immagini di speranza, vedi il ddl corruzione e falso in bilancio dove è approdato. Quando si ha la sensazione, ed ormai non è più solo sensazione ma situazione tangibile, che il governo attacca i deboli ma non osa con i poteri forti e con i “veri” evasori (non quelli vessati che hanno un nome ed un cognome) allora si offre il fianco all’eversione dovuta al malcontento ed alla fame di milioni di persone. Nulla è giustificabile quando si parla di atti di terrorismo ! Ma attenzione ! La situazione sociale è davvero grave nel paese e il governo, e i governi, devono tener conto della situazione sociale ! E con l’emergere delle tensioni devono anche non contrapporre lo stato della forza ma quello della sapienza e della ragionevolezza ! Abbiamo già mostrato nella storia recente come non si vince il terrorismo con l’arroganza e la prepotenza ! Lo Stato è il Popolo Italiano, ne un singolo Monti o una singola Cancellieri ! Loro sono solo i rappresentanti dello Stato non eletti, ma comunque nella funzione di rappresentanti e le faide terroristiche non rappresentano nessuno se non se stesse ma sono sintomo di una situazione nel paese che non può essere spazzolata in modo semplicistico e di aperta anteposizione ! Di condanna si, ma anche di seria valutazione della situazione sociale ! Certi slogan pertanto non ci servono ne dalle faide terroristiche ne dalla Cancellieri o da Monti.

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