venerdì, 24 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Minacce al presidente Orsi: il braccio armato o società civile?
Pubblicato il 19-05-2012


Si dirada l’alone di mistero che ha interessato nella mattinata di ieri, il ritrovamento di una scritta firmata BR all’interno di Ansaldo Nucleare. La scritta, secondo i Carabinieri del Ros, sarebbe frutto del gesto di un mitomane o di un dipendente, insomma con buona probabilità di qualcuno che frequenta l’azienda. Ma l’attenzione degli inquirenti rimane sempre altissima visti i precedenti: il 7 maggio viene gambizzato Roberto Adinolfi, dirigente dell’Ansaldo Nucleare, in un attentato rivendicato dalla Fai, mentre invece è di ieri mattina il ritrovamento di una scritta all’interno dell’ufficio “Ingegneria ed appalti” del quarto piano dell’azienda che porta la firma delle Brigate Rosse, e che riporta: «Orsi a morte».

Una sigla che il Paese ricorda bene, apparsa ieri nel cuore del colosso industriale, quando solo giovedì, sempre a Genova, si era svolta la manifestazione contro la violenza del terrorismo per condannare, tra gli altri, l’aggressione ad Adinolfi. Il punto allora potrebbe essere un altro e per certi aspetti più preoccupante. Potrebbe non trattarsi di un ritorno anacronistico di frange anarchiche, bensì di cittadini esasperati dalla crisi che piuttosto che manifestare pacificamente danno sfogo alla loro disperazione attraverso atti simbolici che riportano alla memoria una delle pagine più buie del nostro Paese.

LA SCRITTALa scritta è stata trovata ieri mattina intorno alle 6.30 nell’ufficio del quarto piano “Ingegneria ed appalti”. «Orsi a morte» è scritto a matita in uno spazio di 40 centimetri. Colui che ha vergato la scritta ha preferito la grafite alla vernice spray, che avrebbe comportato maggiori rischi. L’oggetto della brutale minaccia è Giuseppe Orsi, amministratore delegato e presidente di Finmeccanica Spa dal 2011, la grande industria italiana che ha tra le tante e prestigiosi partecipazioni azionarie colossi come Ansaldo Energia al 55% e Ansaldo Nucleare al 100%.

LA CESSIONE ANNUNCIATA DA FINMECCANICA – La scritta è solo un piccolo tassello che si inserisce nel quadro pericolante che interessa l’Ansaldo: intorno ai primi di maggio i vertici Finmeccanica avevano annunciato la possibilità di una cessione di asset nei settori dell’energia e dei trasporti. Le risorse economiche da vendere riguarderebbero proprio la società Ansaldo Energia (quindi anche Ansaldo Nucleare) ed era stato comunicato che il procedimento si sarebbe concluso “entro la fine del 2012”. Poi la gambizzazione dell’amministratore delegato Adinolfi da parte, forse, della Fai.

GLI SCIOPERI –  La notizia della possibile cessione non ha lasciato indifferenti i dipendenti che mercoledì scorso hanno scioperato in 3mila tra lavoratori di Finmeccanica e del gruppo Ansaldo, protestando proprio contro la decisione annunciata dall’industria che fa capo ad Orsi e che potrebbe significare la perdita di posti di lavoro. Si è espresso contrario e dubbioso anche Antonio Apa della Uilm: «A noi non convince affatto la linea che segue il gruppo dirigente di Finmeccanica: da un lato mette sul mercato gli asset del civile motivando con esigenze di cassa e dall’ altro, come ha fatto Orsi parlando a circa 2mila dirigenti a Milano, sostiene che le dismissioni non sono motivate da necessità di cassa ma da una precisa visione strategica».

ORSI RICONFERMATO – Nello stesso mercoledì 16 l’assemblea degli azionisti del gruppo Finmeccanica, oltre ad aver definito la perdita netta di 2,345 miliardi sofferta nel bilancio 2011 – che non ha permesso la distribuzione di alcun dividendo ai soci – ha riconfermato tutte le deleghe a Orsi. Non cambiano i manager ma cambia il percorso seguito da Ansaldo, come lascia intendere Antonio Apa dell’unione italiana lavoratori metalmeccanici: «Incredibile il mutamento di rotta, mi chiedo come si concilia il fatto che Finmeccanica non voglia abbandonare il campo civile, ma diventare una società ad alta tecnologia, sia nel civile che nel militare e di conseguenza disfarsi del settore civile».

TERRORISMO O MALCONTENTO DEI LAVORATORI? – Sembra, quindi, che Finmeccanica stia operando in silenzio una riorganizzazione quasi epocale per il gruppo, coinvolgendo anche altre industrie che vi operano all’interno, come Ansaldo. In questo modo la scritta apparsa nell’ufficio “Ingegneria ed appalti” ha posto in essere ulteriori elementi che vanno ad arricchire le principali preoccupazioni politiche e sociologiche del momento. Come nel caso delle lettere firmate Fai e indirizzate al premier Monti, resta da chiedersi quanto il terrorismo o sue brutte copie rischino di essere utilizzate dai cittadini quando per far sentire la loro voce i potenti sembrano voltarsi dall’altra parte? C’è solo da sperare che dall’altra parte non si assembrino le vittime e potenziali carnefici di questo gioco al massacro chiamato crisi, mine vaganti in cerca di un riscatto personale e collettivo, di una qualsiasi forma di sopravvivenza a qualsiasi costo.

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