mercoledì, 23 agosto 2017
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Opinioni e commenti
 

Occhio bionico: dall’Australia il miracolo della vista è realtà
Pubblicato il 23-05-2012


I non vedenti presto potranno tornare, o riuscire, a vedere. Il miracolo tecnologico sarà reso possibile dall’australiana University of New South Wales di Sidney che da una decina di anni sta lavorando e mettendo a punto la creazione di un occhio bionico che permetterà, una volta impiantato, una capacità visiva, seppure minima, che permetterà ai non vedenti di ottenere parzialmente la percezione delle immagini, anche nella visione periferica.

TECNOLOGIA SOTTORETINICA – La tecnologia sottoretinica messa a punto dall’University of New South Wales, è in grado di impiantare una retina elettronica ma solo nei pazienti in cui il nervo ottico è integro e la vitalità della retina è ben conservata. Al momento il sistema consente ai non vedenti di captare modificazioni nella luminosità che interessa il campo visivo del paziente, la cui visione centrale sarà in bianco e nero. Lo stesso gruppo australiano era riuscito a realizzare un impianto cocleare, una parte importante del sistema uditivo, che riusciva a restituire l’udito sommando il suo effetto a quello ottenuto dalla stimolazione delle cellule nervose preesistenti. Risultato? Un vero e proprio orecchio bionico.

SENSORI ARTIFICIALI AL POSTO DEI FOTORECCETTORI NATURALI – La prima operazione di un impianto sottoretinico è stata effettuata in Germania,  presso l’Università di Tubinga. L’Italia attende il perfezionamento della sperimentazione che al momento è in corso all’Università di Pisa. L’apparato bionico, come si può immaginare, è parecchio complesso: oltre alla presenza di una retina artificiale elettronica, vi sono anche dei veri e propri sensori che andranno a sostituire i fotorecettori naturali. I sensori artificiali permetteranno al paziente di captare la luce e di trasmettere il segnale elettrico direttamente al cervello attraverso il nervo ottico che, dovendo svolgere la propria mansione naturale, dovrà essere ben conservato.

LIBERTA’ E AUTOSUFFICIENZA – Al momento l’occhio bionico permette di recuperare solo una visione centrale dell’immagine che si ha di fronte attraverso l’acquisizione di veri e propri flash successivi che catturano forme e luminosità di ciò che il paziente ha davanti componendo un mosaico di pixel in diverse tonalità di grigio. Gli studiosi stanno lavorando affinché, nel minor tempo possibile, non solo si possa aumentare la definizione ma perché sia possibile in futuro ottenere una visione a colori piuttosto che in bianco e nero. Sebbene ci sia ancora tanto da fare per poter paragonare il risultato ottenuto all’apparato visivo naturale, la ricerca effettuata dall’Università australiana, garantirà quel minimo di vista provvidenziale per molti non vedenti che potranno finalmente conquistare la libertà, non trascurabile, di poter essere autosufficienti.

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