mercoledì, 16 agosto 2017
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Opinioni e commenti
 

Passera avverte: «La crisi ha messo a rischio metà della nostra società»
Pubblicato il 10-05-2012


 

«Se mettiamo insieme disoccupati, inoccupati, sottoccupati e sospesi arriviamo a 5-6- forse 7 milioni di persone. Se moltiplichiamo per i loro familiari arriviamo alla metà della nostra società». Lo dice chiaro e tondo il super ministro Corrado Passera, qui si rischia «non solo i consumi e gli investimenti ma anche tenuta economica e sociale del Paese». Il numero uno del dicastero dello Sviluppo economico sembra avere tra le sue molteplici competenze anche la conoscenza del cinese.

PASSERA, L’UE DEVE DISTINGUERE TRA INVESTIMENTI E SPESA – Le sue parole dimostrano di aver ben chiaro il duplice significato della parola “crisi” in cinese: pericolo e opportunità. Parlando all’assemblea di Rete Imprese Italia si è detto convinto che l’Italia può farcela, «e non è ottimismo di maniera». Perché «dalla globalizzazione può arrivare una spinta alla crescita» analizza il ministro, elencando i settori in cui il Paese mantiene un vantaggio competitivo: «L’Italia ha dei vantaggi unici nel settore della moda, della casa, dell’autonomazione, della meccanica, della filiera agroalimentare e del turismo», se a tutto questo si aggiunge «il dinamismo» del sistema delle piccole e medie imprese, «da persone concrete, dobbiamo convincerci che lo spazio per crescere c’è». Sì, ma dov’è questo spazio? Presto detto: in Europa. Anzi «dipenderà da quello che farà l’Europa, che deve smettere solo di parlare di crescita ma fare investimenti”, ribadendo quanto detto dallo stesso premier Mario Monti. Accuse che vanno dritto al bersagli quelle del super ministro.

ACCUSE FORTI A BRUXELLES – «L’Ue non ha fatto la sua parte adeguatamente negli ultimi tanti mesi – amonisce Passera -. L’Ue non ha saputo garantire se stessa, ma adesso deve dimostrare di saper garantire se stessa e anche i più deboli, deve smettere di parlare di crescita e fare investimenti, distinguendo ciò che è spesa e ciò che è investimento». Poco dopo, a Venezia, Passera ha precisato: «Talune tipologie di investimento non possono essere considerate alla stregua della spesa corrente. Monti ha la credibilità e il ruolo per convincere l’Europa a togliere da certi vincoli del fiscal compact tipologie di investimento come quelle per il digitale». Una cosa dunque è chiara: la Ue deve distinguere tra spese e investimenti. «Monti – assicura Passera – si farà sentire».

FORNERO, SU PENSIONI GOVERNO CONSAPEVOLE PROBLEMI – Spinoso anche il fronte pensioni. E il governo non fa lo struzzo e ammette dalla viva voce del ministro Fornero: «Pensioni, governo consapevole dei problemi». La riforma delle pensioni «è stata molto discussa, anche nei problemi che ha creato a persone e famiglie. E sono problemi dei quali il Governo è consapevole». Così il ministro del Lavoro, intervenendo alla ‘Giornata nazionale della previdenza’. «E’ una riforma – spiega Fornero – dura e molto severa, ma ricordo le circostanze di grave crisi finanziaria in cui è stata approvata. C’era la prospettiva di un vero baratro finanziario le cui conseguenze non dobbiamo dimenticare quando si ricordano i problemi creati dalla riforma». Il ministro poi specifica come «nessuna riforma del sistema previdenziale può funzionare senza un buon andamento dell’economia e una riforma del mercato del lavoro, che deve essere più inclusivo e dinamico di quanto sia mai stato».

BALDUZZI, ATTENZIONE ALLE FASCE DEBOLI – A rincarare la dose ci ha pensato il ministro della Salute Balduzzi: «Attenzione alle fasce fragili. Soprattutto in tempo di crisi i criteri devono essere chiari ed è necessario rivolgere maggiore attenzione ai fragili, che non possono fare da soli. Chi è forte può stringere la cinta, chi è debole, invece, ha bisogno una rete”. In visita questa mattina all’Istituto nazionale migrazioni e povertà (Inmp), Renato Balduzzi esprime dalla sua prospettiva l’attenzione dell’esecutivo per i più esposti agli effetti della crisi, ma anche del rigore e delle riforme. «Per il nostro sistema sanitario nazionale – ha detto il ministro – la cartina di tornasole è proprio l’attenzione ai più deboli. I tempi che viviamo non sono favorevoli per grandi progetti, sono tempi di difesa. Importante è, però, non perdere le caratteristiche che determinano il funzionamento del nostro stesso sistema sanitario».

Lucio Filipponio

Lucio Filipponio

@LucioFilipponio

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