lunedì, 18 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Pensioni, arriva il decreto-esodati ma ne salva solo 65mila
Pubblicato il 11-05-2012


«La riforma delle pensioni è stata molto discussa nei suoi meriti e nei suoi problemi. Sono problemi dei quali il governo è certamente consapevole». Un atto di onestà importante da parte del ministro del Lavoro Elsa Fornero, che è intervenuta in collegamento audio-video alla seconda edizione della giornata nazionale della previdenza. Un’onestà che però non basta a sopperire al mancato sposalizio con le parti sociali. Il decreto sugli esodati sarà pronto “entro la fine di maggio”, dice il ministro, e andrà a toccare in tutto 65mila lavoratori (che potranno accedere alla pensione secondo le vecchie regole) ma soltanto per il biennio 2012-2013. Sono numeri che ancora non convincono, particolarmente i sindacati che all’unisono dichiarano che, rispetto alla presentazione tre mesi fa del decreto, “non è stato fatto alcun passo avanti”. «Ci sono problemi aperti ma – e qui la stoccata ai sindacati – il vincolo delle risorse non può essere messo in discussione. Per quelli che sono fuori dai 65mila si vedrà. Mi prendo tutta l’impopolarità di un provvedimento impopolare»

DOPO LE PENSIONI, IL LAVORO – «Nessuna riforma del sistema previdenziale può funzionare se non è accompagnata dal buon funzionamento dell’economia e del mercato del lavoro. Le due riforme quindi si completano», ha precisato il ministro Fornero, dando un’indicazione sulla quale sarà il prossimo obiettivo del governo una volta “sistemato” lo spinoso problema degli esodati. «Speriamo – ha aggiunto – che diano buoni frutti se non nel breve almeno nel medio termine». Una speranza condivisa anche dai milioni di disoccupati o precari dei quali si è occupato oggi anche il ministro per lo Sviluppo economico, Corrado Passera, sottolineando come la mancanza di lavoro rischi di mettere in ginocchio il Paese. Adesso con la riforma del lavoro l’esecutivo vorrebbe, secondo le parole di Fornero, «rendere il mercato più inclusivo e più dinamico. Soprattutto questo governo ha presentato la riforma del lavoro per i giovani, mi auguro sia approvata in tempi brevi in Parlamento. Il nostro tentativo è di mettere ordine a forme di lavoro diverse e di superare le incertezze e le barriere soprattutto per i ragazzi».

MALUMORI SINDACALI – La proposta del ministro Fornero era già stata bocciata ieri da Susanna Camusso della Cgil, con un secco: «L’accordo non va bene, va cambiato perché non dà garanzie a tutti. Il decreto – ha spiegato la Camusso – crea disparità» e promette che il suo sindacato «continuerà la mobilitazione». Forte anche il monito di Raffaele Bonanni, segretario della Cisl. «Spero – sottolinea Bonanni – che il governo si comporti in modo responsabile. L’esecutivo deve prendere atto che le leggi della Repubblica sono state stracciate e vanno ripristinate dando garanzie. Noi proponiamo il rispetto delle regole vigenti fino al 31 dicembre», specificando che il governo deve capire che «chi ha fatto accordi previsti da leggi italiane deve essere tutelato. Spero che Fornero receda dalla sua rigidità sul vincolo delle risorse».

BERSANI, SERVE RICOGNIZIONE CON SINDACATI – «Ho sentito la Fornero che dice: “prendo scelte impopolari”. Qui non si tratta di popolarità o impopolarità, qui è questione di gente che rimane due anni senza pensione, senza salario, senza ammortizzatori. Non esiste, non è possibile». Ne è convinto il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, intervenuto all’assemblea di Rete Imprese Italia. «Adesso che c’è un primo provvedimento sui primi 65mila esodati. Va bene – sostiene il segretario – ma al tavolo con i sindacati si faccia una ulteriore ricognizione rigorosa e non generica e sulla base di quella si reperiscano le risorse necessarie. Noi – conclude Bersani – abbiamo qualche idea su come trovarle quindi, anche qui bisogna trovare le soluzioni».

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