venerdì, 18 agosto 2017
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Opinioni e commenti
 

Piccole Mamme Crescono in tv e nell’Italia degli stranieri in cerca di integrazione
Pubblicato il 09-05-2012


La scoperta di essere incinta è il primo passo, spesso felice, di chi si trova ad affrontare la maternità. Ma quando la sorpresa non è una gioia bensì una notizia terribile e devastante, rimani da sola almeno per qualche minuto e sei solo tu a conoscere la realtà delle cose. Tra le ragazze incinte “per sbaglio” c’è chi preferirebbe tornare indietro, chi vorrebbe non dirlo a nessuno, qualcun’altra magari ha già le idee chiare sul da farsi e di sicuro, ormai, è a conoscenza di ciò che dovrà affrontare. A partire dal 13 maggio Piccole Mamme Crescono, in onda alle 21.00 sul canale 141 di Sky, tratterà il tema delicato delle maternità tra le minorenni, troppo piccole per crescere un figlio e che d’improvviso si ritrovano ad affrontare la paura di comunicarlo ai genitori o al fidanzato o peggio il terrore di non essere all’altezza.

MAMME BAMBINE E ITALIANI DI TERZA GENERAZIONE – Giovani donne o grandi bambine? La realtà di chi decide di portare avanti la gravidanza si complica nel momento in cui la mamma teen si trova straniera in un Paese non suo, con degli usi e delle idee diverse e, spesso, dissacranti o lontanissime rispetto alle proprie. Ed è proprio questa la realtà che Beatrice Coletti vuole raccontare nel suo docu-reality: le difficoltà estreme che le piccole mamme bambine straniere in Italia, devono affrontare. Le protagoniste sono figlie di immigrati giunti da luoghi lontanissimi per cercare in Italia un lavoro e la possibilità di costruirsi una vita più agiata. Le baby-mamme sono italiane a tutti gli effetti: studiano nelle nostre scuole e, di conseguenza, sono ben informate sulla nostra tradizione e i nostri usi, ma non dimenticano il loro Paese di provenienza e la loro cultura natale. Sebbene rappresentino solo il 18% delle maternità premature in Italia, le giovani mamme sono chiamate a svolgere un ruolo importante: quello di mettere al mondo e crescere gli italiani di terza generazione.

LE DIFFERENZE SONO OSTACOLI O VANTAGGI? – Ed è proprio l’attenzione rivolta alla contaminazione tra culture a far sorgere spontanea la domanda: come influisce l’incontro con gli usi e i costumi del nostro Paese sulle baby-mamme straniere? Perché il fenomeno, che da un lato segnala un gap quantomeno sociale, sottolinea come spesso la vera responsabilità sia da ritrovare negli stessi fattori di disuguaglianza. Se le differenze vengono percepite come ostacoli all’integrazione, le piccole mamme coraggiose – come quelle raccontate nel programma – rivelano una forza ed una maturità universali che permettono loro di affrontare anche argomenti inaspettati. «Durante le riprese – ci spiega Beatrice Coletti – sono emerse tematiche importanti, ad esempio quando le ragazze hanno espresso i loro punti di vista sul futuro giuridico dei loro bambini».

L’AUGURIO PIU’ GRANDE – Eyverin, figlia di ecuadoregni, italiana a tutti gli effetti. A 14 anni conosce David, un ragazzo del suo stesso Paese, dal quale avrà un bambino. Per un anno vivrà a casa del fidanzatino insieme ai genitori di lui, poi si separeranno. Ma ci sono anche Joanna, Charly, Giovana, Mandalina, Gladys, Najah e le loro storie di amore e di speranza. Speranza anche di integrazione reale che infondo muove il programma stesso. L’augurio più grande rivolto alle baby mamme è che i loro piccoli ‘nuovi’ italiani rappresentino una terza generazione straordinaria perché forte delle reciproche differenze, piuttosto che emarginata e distante in nome di confini che non esistono più neanche sulle cartine geografiche.

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