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Opinioni e commenti
 

Dalla direzione nazionale del PSI la proposta di Nencini: al via la “Casa dei riformisti e dei democratici”
Pubblicato il 31-05-2012


Alla politica del rigore, opportuna nella prima fase di vita del governo Monti, non ha ancora corrisposto una scelta decisa verso incisive politiche di crescita. Senza una patrimoniale sulle grandi ricchezze, senza tassare le transazioni finanziarie non sarà possibile diminuire la pressione fiscale sugli stipendi, sostenere la piccola e la media impresa, favorire nuove forme di occupazione giovanile. Sono queste alcune delle priorità alle quali dovrebbe dare risposta l’esecutivo tecnico in carica secondo quanto emerso ieri dal dibattito che ha animato la Direzione nazionale del Psi e che sono state inserite nel documento politico presentato dalla segreteria nazionale e approvato a larga maggioranza.

LE PROPOSTE DEL SEGRETARIO NENCINI – Sul terreno delle proposte socialiste che gli amministratori locali porteranno nei territori, il Segretario del Psi Riccardo Nencini ne ha elencate alcune: «Il voto ai sedicenni (elettorato attivo e passivo) nelle circoscrizioni dei comuni inferiori ai 250mila abitanti; nuove forme di partecipazione sulle questioni di largo interesse, sulla stessa scia del ‘débat public’ francese; prevedere e favorire l’alternanza nelle preferenze uomo-donna come già avviene in Campania; ricorrere a forme di partecipazione pubblica non solo nella definizione dei programmi di partito ma nelle decisioni amministrative più significative; equiparare le indennità e i vitalizi percepiti dai consiglieri ed assessori regionali al livello più basso (come Umbria e Toscana)».

LA CASA DEI RIFORMISTI E DEI DEMOCRATICI – Il segretario socialista ha rilanciato un «progetto politico ampio: una ‘Casa dei Riformisti e dei Democratici’ rivolta a Pd e Sel, liste civiche e società civile ma soprattutto a quanti, direttamente o indirettamente, guardano alla cultura del socialismo europeo come famiglia comune. Questo – ha sottolineato – consente di tenere aperto un dialogo con un mondo cattolico che non ha ancora deciso che posizione assumere». Le vittorie socialiste in Francia e nelle regioni tedesche sono indicative di una Europa che cambia e che intende conciliare rigore e sviluppo investendo nella conoscenza, ma anche segno della volontà di opporsi allo smantellamento dello stato sociale e alla deriva dell’antipolitica e di rilanciare il ruolo dell’Europa. Risultati che ripropongono anche per la sinistra italiana il tema sempre attuale della ‘questione socialista’.

Il mondo moderato è destinato a ripensare rapidamente le sue strutture, i suoi simboli, la sua politica e lo farà mescolando tradizione e innovazione, politica e tecnocrazia. I primi segnali di questa deriva si sono già visti nei giorni scorsi con lo scioglimento del terzo Polo e con la proposta di riforma costituzionale avanzata dal Pdl. Diventa altresì prioritario costruire e con basi solide e durature la ‘Casa Italiana dei Riformisti e dei Democratici’. Un luogo di condivisione delle idee e di produzione di contenuti fattivi, un contenitore capace di tenere insieme tutte le forze di tradizione socialista, le culture laiche e democratiche aprendosi al confronto con le liste civiche locali. La volontà forte è quella di fare del socialismo europeo, aperto a nuove esperienze, il luogo rappresentativo del riformismo continentale, confrontarsi con la cultura cattolica democratica.

LE PRIORITA’ SUL TAVOLO – Tutti concordi nel ritenere necessarie e urgenti misure come l’abolizione dell’Imu sulla prima casa e la rivisitazione dei rigidi parametri del patto di stabilità, lo svincolo di risorse per sostenere le imprese che esportano, ma anche concertare una piena riforma istituzionale che renda gli enti territoriali più autorevoli, più efficienti e di numero minore all’attuale; regolamentare il ruolo e l’organizzazione dei partiti richiamandosi all’art. 49 della Carta; rivedere la legge elettorale per consegnare ai cittadini la piena potestà di scelta degli eletti con il ritorno al voto di preferenza; riscrivere la cornice dello stato sociale perché protegga soprattutto chi si trova nella condizione del bisogno, dal lavoro precario, ai disoccupati, agli anziani senza assistenza. Sono queste le priorità da conseguire per sanare la frattura tra il Palazzo e il Paese reale, tra la politica e i cittadini e allontanare l’Italia da una crisi senza precedenti. E seguendo questa linea il Psi valuterà singolarmente i provvedimenti del governo prima di esprimere il proprio voto.

L’ANALISI DEL VOTO AMMINISTRATIVO – Altro punto cruciale discusso durante la Direzione nazionale del Psi è stata l’analisi del voto amministrativo e l’apertura di nuovi scenari in vista delle prossime elezioni politiche. Con l’esplosione dell’astensionismo, si sono moltiplicate le liste civiche locali e, soprattutto nel centro-nord, ha spopolato la lista Cinquestelle, assurta a simbolo dell’antipolitica e al contempo rifugio del disagio. Ovunque è crollato il fronte del centro-destra, le coalizioni di sinistra vincono largamente nelle città benché non sia esaltante il risultato del Pd e i voti a Idv e Sel largamente inferiori alle aspettative, delude il Terzo Polo, ottiene un risultato soddisfacente il Psi. Salvo rare eccezioni (la Federazione della Sinistra), escono di scena i partiti extraparlamentari.

IL PSI ALLE PROSSIME POLITICHE – Fino dalle prossime elezioni, il panorama dei partiti e dei leader è destinato a cambiare in profondità e combattuto sarà il rapporto tra governo e maggioranza parlamentare che lo sostiene. Il Psi si radica diffusamente nell’Italia centrale e cresce a macchia di leopardo nel Mezzogiorno recuperando importanti posizioni in Calabria e in alcune aree della Campania, della Puglia e della Sicilia. Nei grandi centri dell’Italia settentrionale si conferma una forte sofferenza, mentre nei comuni medio-piccoli il Psi tiene rispetto al voto del 2007 eleggendo alcuni sindaci. Un risultato complessivamente tanto più apprezzabile in quanto ottenuto in condizioni difficili. La nuova fase si aprirà all’insegna di un deficit politico ancora più profondo e vivrà dentro una crisi socioeconomica radicalizzata: decrescita di posti di lavoro, deficienza di spesa pubblica a sostegno del welfare, fratture sociali allargate, difficoltà degli organi elettivi a fronteggiare populismo e demagogia.

Lucio Filipponio

 

Lucio Filipponio

@LucioFilipponio

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Commenti all'articolo
  1. Alle prossime elezioni politiche nazionali il P.S.I. puo’ fare accordi elettorali con altri Partiti quali P.D. , Sel , liste civiche e società civile al fine unico di riportare in Parlamento una nostra qualificata presenza. Questa prospettiva , certamente, non mi spaventa. Ma se la ” Casa dei riformisti e dei DEMOCRATICI ” deve essere l’anticamera della nostra entrata nel Partito Democratico o in qualche cosa dove la parola SOCIALISMO è sconosciuta il sottoscritto non è interessato anche perchè , se volevo, nel P.D. ci ero già ma ho deciso di ritornare nella Casa dei Socialisti. Meno male che la Francia è vicina ed una tessera socialista , credo ,che non mi sia impedito di averla nel caso che in Italia sorgano qualche problema. Fraterni saluti . Gabriele Martinelli Federazione P.S.I. Lucca

  2. Caro segretario Dobbiamo insistere perchè a mio modesto parere il momento attuale volge a nostro favore. La gente non sa come agire ,non trova punti su cui fare perno e quindi vota Grillo o peggio non vota. Il partito socialista è sempre stato faro per le persone che sanno discernere. Continua su questa strada e vedremo il PSI fare grossi passi avanti anche al nord. Viva il partito socialista

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