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Opinioni e commenti
 

Volare giù da una finestra!
Pubblicato il 10-05-2012


La grande depressione non è solo quella del ’29. Quella dello skyline granitico di Wall Street che si sciolse come neve al sole, né quella inflazionata anche nell’esser citata da cani e porci che confondono l’economia con l’economia domestica, e neanche quella che spinse la famiglia Joad, contadini con patate, granturco e qualche scheletro nella dispensa, a fare armi e bagagli e partire per il lungo viaggio. Dall’Oklahoma alla California a bordo di un vecchio camion verso una terra promessa chiamata Lavoro. La grande depressione è anche altro o altrove. E’ anche quella che può spingerti a fare un ultimo salto. Nel vuoto. E lo sapeva, anzi lo sentiva bene in cuor suo l’ex candidato sindaco del Pd a Bologna Maurizio Cevenini.

Che la depressione non fa prigionieri politici, neanche se sei in politica da tutta una vita. Dalla parte giusta o sbagliata non importa quando sei alla finestra e pensi che il momento è arrivato. Quando sei solo con i fantasmi della mente e quel dolore nel cuore che ti chiede un passo, un ultimo passo nel vuoto. E allora non conta quanto hai fatto per la tua famiglia da marito affettuoso, quanto hai dato alla tua comunità da amministratore onesto. E neanche ha più senso pensare al dolore che lascerai qualche metro più in giù, tra la pozza di sangue e quelle cicche spente male da curiosi duri a morire. Mentre un morto per terra, sul terrazzo sottostante la finestra della Regione emiliana, quello si che c’è.

In questa primavera italiana non ci sono solo i suicidi della cosiddetta “società civile” che a furia di prendere schiaffi non ha più guance da porgere, nè della pancia della Paese che al 15 del mese è seppellita da bollette e ulcere lancinanti. Questa primavera si muore di depressione, di quel male oscuro che fu il successo e la disfatta di Berto o la fascinazione convulsa di Monicelli. Può accompagnarti tutta la vita come un nemico giurato oppure coglierti alle spalle quando abbassi la guardia. E giù di cazzotti allo stomaco che tanto lo stillicidio è appena cominciato. Benvenuti all’inferno. Mettetevi comodi e godetevi lo spettacolo, anzi infilatevi sotto le coperte perché tanto fuori quella porta non c’è nulla che vi aspetta, nulla per cui valga la pena combattere.

Solo chi ha toccato il fondo è nella prospettiva giusta dalla quale intravedere la risalita. A volte no. Nel 2010 Cevenini fu colto da un attacco ischemico e decise dolorosamente di non correre più alle primarie del centrosinistra per le Comunali di Bologna. In quell’occasione disse: «Ho scelto di ritirarmi perché lo choc che ho avuto dopo questo malore è stato forte. Immenso il dolore che provoca rinunciare al sogno della mia vita». A volte si vive per realizzare dei sogni e quando tra i pugni stretti non ti rimane niente, neanche una cosa intima e preziosa come unicamente i sogni sanno essere, beh allora arrivi a capire che ti rimangono solo i voli (pindarici).

Lucio Filipponio

 

Lucio Filipponio

@LucioFilipponio

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