domenica, 24 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Quanto ci costano questi rapimenti? Per Rossella Urru chiesti 30 milioni di euro
Pubblicato il 02-05-2012


Trenta milioni di euro è la cifra richiesta dai rapitori di Rossella Urru, la giovane cooperante italiana alla quale venne privata della libertà nella notte tra il 22 ed il 23 ottobre 2011 in un campo profughi nel sud dell’Algeria, a Saharawi. Si ipotizza che i sequestratori facciano parte della costola maghrebina di Al-Qaeda. Se i dettagli e le certezze in merito a questo rapimento sono poche, è ormai ben definito il numero dei connazionali sequestrati all’estero che tende a crescere, come sono ormai noti i luoghi dove si rischia di cadere nelle mani dei rapitori, soprattutto in Africa e in Pakistan. Se da un lato non è giusto abbandonare gli italiani in difficoltà all’estero, dall’altro chi raggiunge quei luoghi e chi vi opera deve tenere conto del rischio di imbattersi in disavventure di questo tipo, senza sottovalutarlo.

 

RAPITI E RILASCIATI A PESO D’ORO – Le vittime sono turisti, collaboratori di associazioni e semplici lavoratori che si imbattono nelle in aguzzini spesso legati a nuclei armati locali se non terroristici. Il pericolo è un dato certo ma sarebbe una follia pensare di interrompere i rapporti con queste zone e/o ignorarle cancellandole dal mappamondo solo perché vi si possano verificare eventi pericolosi. Insomma, la soluzione di immobilità non è la migliore, e neppure la più semplice dal momento che chi viaggia in quelle zone è spesso costretto da rapporti lavorativi o motivato da una forte componente di curiosità o umanitaria. Tuttavia sarebbe allo stesso modo assurdo dover impegnare strumenti economici, diplomatici e umani per tutti i connazionali rapiti.

PER LA NAVE ‘BUCCANEER’ PAGAMMO 4 MILIONI DI DOLLARI – Mentre il portavoce dei rapitori Adnan Abu Walid Sahraui, richiede come riscatto una somma di 30milioni di euro per la liberazione della Urru e della donna spagnola detenuta con lei, la Farnesina non commenta. Un po’ perché di notizie false sulla Urru son già girate (come quando a marzo venne diffusa la falsa notizia della sua liberazione), un po’ perché il nostro ministero degli Esteri di rado ammette e notifica i pagamenti di riscatti. L’ultimo episodio di sequestro in cui si rese noto l’intervento della Farnesina, risale al 2009, quando per il rilascio del rimorchiatore italiano “Buccaneer” sequestrato dai pirati e liberato il 9 agosto, furono pagati 4 milioni di dollari. L’allora ministro degli Esteri Frattini smentì la notizia sottolineando quanto la propria parola fosse più credibile di quella dei pirati stessi. Dopo soli 5 mesi dal rilascio, la Procura di Roma confermò il pagamento dei 4 milioni di dollari, avvalorando l’ipotesi che si costruiva poco prima, ovvero che su quella nave ci fosse un carico particolarmente “scottante”.

PREZZI PAZZI E UN NO COMMENT COME GIUSTIFICAZIONE – E 4 milioni di dollari sono niente rispetto ai 30 milioni di euro richiesti oggi dai rapitori di Rossella Urru. Che la notizia sia vera o no e ricordandoci del caso della ‘Bucaneer’, della quale non se n’è più parlato ma di fatto lo Stato ha sborsato fino all’ultimo dollaro chiesto, non ci rima ne che sperare che il ministero degli Esteri non apra il portafogli tirando fuori i soldi ogni volta che sentiamo come dichiarazione un “no comment”, perché il numero dei rapimenti sale e il prezzo dei riscatti anche.

Vittoria de Petra

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