martedì, 26 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Rajoy salva la quarta banca spagnola e i cittadini svuotano le casse
Pubblicato il 18-05-2012


Il mattone da qualche anno in Spagna non è più una sicurezza per gli investimenti, la burbuja inmobiliara (bolla immobiliare) innescata dal governo di José Maria Aznar, ha mostrato negli anni tutte le fragilità del sistema economico. Meglio per gli spagnoli oggi comportarsi da brave formichine, concedendo una “siesta” agli atteggiamenti da cicala e mantenere i propri risparmi al sicuro in banca, rinviando la movida spendacciona e godereccia a tempi migliori.

MERKOZY E I TAGLI SPAGNOLI – Dal 20 novembre dello scorso anno, sull’onda dell’entusiasmo delle politiche economiche dell’asse pigliatutto Sarkozy-Merkel gli spagnoli in piena crisi economica post bolla immobiliare, decisero di affidarsi polticamente e quindi economicamente ai conservatori del Partido Popular, archiviando le due legislature socialiste targate José Luis Rodriguez Zapatero. I primi mesi della gestione conservatrice, caratterizzati da brutali tagli pari a 50 miliardi di euro alla spesa dello Stato e delle comunità autonome, non hanno risparmiato l’istruzione – il Partito Socialista calcola che potrebbe arrivare il licenziamento per oltre 40mila professori e la sanità pubblica – hanno avuto come risultato, il rischio reale per la Spagna di non avere accesso ai mercati per finanziarsi.

RAJOY, LA CRISI E IL POSSIBILE SALVATAGGIO – A conferma di quanto si andava leggendo da settimane il premier Mariano Rajoy ha dichiarato che “al momento c’è un rischio concreto di essere tagliati fuori dai mercati, oppure dover pagare tassi astronomici e che tutte le misure che stiamo prendendo sono necessarie per uscire dal tunnel”. Con lo spread che ha toccato il record dei 507 punti (archiviando nella scatola dei bei ricordi quelli che sembravano i record negativi della gestione della crisi ai tempi di Zapatero), si diffondono voci autorevoli su un possibile, inevitabile, forse imminente salvataggio della Spagna. Il salvataggio che sembrava un pettegolezzo, con le parole pronunciate da Rajoy al parlamento ora prende un’altra piega, tanto che il debito pubblico erditato da due legislature socialiste rimasto sempre sotto controllo e in buone condizioni da mesi sta pericolosamente aumentando, come ammette imbarazzato il capo del governo.

GLI SPAGNOLI ‘SVUOTANO’ LE CASSE DI BANKIA – E gli spagnoli che fanno? corrono in Bankia (uno dei principali istituti di credito spagnoli) e in pochi giorni dagli sportelli hanno ritirato un miliardo di euro, come rivela “El Mundo”. Panico generato sempre dalle dichiarazioni del Premier Rajoy, e con non troppa malizia ora si comprende il silenzio costante nei primi 100 giorni di governo, sulla nazionalizzazione dell’ististuto di credito Bankia, quarta banca del Paese per capitalizzazione, acquisita dal governo spagnolo per una quota del 45%.

CON RAJOY NON SI VEDE LA LUCE –  Il soccorso del governo a Bankia preoccupa non solo i risparmiatori che tra una dichiarazione e l’altra del premier, stanno assaltando i bancomat ma anche la borsa spagnola che in questa mossa di salvataggio intravede ulteriori strette economiche. Rimane il tunnel, buio e in salita, ma dall’interno strategie di uscita come misure sulla crescita e investimenti non se ne vedono e a ogni apparizione pubblica del capo del governo il panico aumenta.

Sara Pasquot

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