martedì, 21 novembre 2017
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Renatino De Pedis: dopo la dissepoltura, al via le analisi delle ossa
Pubblicato il 14-05-2012


Torna a far parlare di sé Enrico de Pedis, meglio conosciuto come “Renatino”, il boss della banda della Magliana, l’organizzazione criminale che a partire dagli anni ’70 ha terrorizzato la capitale e che aveva moventi e metodi d’esecuzione che negli ultimi anni sono tornati ad essere oggetto di interesse mediatico. Ma aldilà delle leggende metropolitane, alimentate anche da un recente successo televisivo, ci si deve ricordare di quanto la banda di Franco Giuseppucci, nata nel 1976, abbia messo a ferro e fuoco Roma in più occasioni, mettendo in atto furti, rapimenti e traffici di droga e di armi. E Renatino De Pedis fu colui che, come ultimo esponente del gruppo, tenne le redini della banda alla quale la città eterna preferirebbe dedicare una solenne damnatio memoriae, piuttosto che una sepoltura papale.

DE PEDIS E LA CHIESA – De Pedis fu l’ultimo capo dell’organizzazione malavitosa della Magliana e morì nel 1990 a Roma in via del Pellegrino, in seguito ad un agguato. Renatino, oltre a conquistare l’ammirazione di molti criminali che ne piansero la scomparsa si impadronì misteriosamente della lode da parte della Chiesa. Monsignor Vergari in una lettera poco successiva alla morte, definì il boss De Pedis  come «un grande benefattore dei poveri che frequentano la basilica», in particolare grazie ai numerosi «contributi per aiutare i giovani, interessandosi in particolare per la loro formazione cristiana e umana».

E monsignor Vergari parlava della comunità parrocchiale della Chiesa che fino a ieri, lunedì 14 maggio, ha ospitato le spoglie mortali di Renatino. Ancora misterioso il motivo per cui un personaggio così controverso, si sia conquistato una sepoltura nella cripta di una delle Chiese più belle e visitate del centro storico: quella della Santa Apolinnare. La posizione presa all’epoca dalla Chiesa lascia ancora dei dubbi, tanto da vivificare l’interesse da parte dei giornalisti, a partire dalle ricerche della giornalista Antonella Stocco nel 1997 che valsero, per quegli anni, l’inizio delle indagini da parte della Dia, un’interrogazione parlamentare circa il caso e l’interdizione al pubblico dell’ingresso della cripta.

L’ISPEZIONE DELLA TOMBA E IL CASO ORLANDI – Ma ieri la bara di De Pedis è stata aperta, per sciogliere i dubbi intorno al caso Orlandi che negli anni ha preso la forma di una vera e propria valanga di informazioni. Tra la telefonata anonima alla trasmissione televisiva «Chi l’ha visto» nel 2005 e le dichiarazioni tre anni dopo della ex amante di De Pedis Sabrina Minardi, la scelta della Procura è stata quella di riaprire la tomba. Alle 8.30 di ieri mattina un gran numero di persone circondava la tomba di De Pedis, all’interno di una Sant’Apollinare transennata e inaccessibile a giornalisti e curiosi. Ad essere presenti il suo legale, il procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo e il fratello di Emanuela Orlandi. Proprio ieri Avanti!online ha documentato in esclusiva particolari inediti sul rinvenimento: il corpo era in buono stato di conservazione e, accanto alla salma, dopo aver buttato giù la parete adiacente con un martello pneumatico, è stato rinvenuto un ossario dell’800 con i resti di un gran numero di persone.

L’OSSARIO DELL’800 – Gli esami delle ossa dureranno almeno una settimana, mentre il trasferimento della salma avverrà tra 2 o 3 giorni, a quanto si apprende dalle dichiarazioni del legale della vedova De Pedis Carla Di Giovanni: «Forse sarà cremato e forse sarà sepolto nella tomba al Verano della famiglia della vedova. Sarà lei a decidere insieme al Vaticano, tempi e luoghi». Per poter definire la situazione con una precisione maggiore, si aspetteranno i riscontri sulle altre ossa rinvenute all’interno della cripta.

Vittoria de Petra

 

Angela Merkel bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Inps ISTAT italia italicum lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato Silvio Berlusconi Spagna UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento