mercoledì, 22 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Rilasciato l’elettrotecnico brindisino interrogato ieri: ascoltato come testimone e rilasciato
Pubblicato il 22-05-2012


L’uomo fermato ieri pomeriggio e condotto alla questura di Brindisi insieme al fratello per essere interrogato, non è il killer dell’attentato alla scuola Morvillo Falcone. L’elettrotecnico con una disabilità alla mano e ad una gamba, non sarebbe infatti l’uomo ripreso nel filamato degli attimi precedenti l’esposione, e che avrebbe premuto il pulsante del telecomando per provocare lo scoppio delle tre bombe nella mattina di sabato.

L’ELETTRORTECNICO BRINDISINO ASCOLTATO COME TESTIMONE – Ieri sera il capo di gabinetto della questura di Brindisi, Anna Palmisano ha dichiarato: «Non abbiamo nessun indagato né arrestato: se le persone che vengono fermate solo per essere ascoltate come testimoni, o per fare dei riscontri, vengono identificate come mostri diventa difficile per noi lavorare». L’elettrotecnico brindisino è stato dunque fermato ieri soltanto per essere ascoltato «in qualità di testimone» nell’ambito delle indagini sull’attentato all’Istituto Morvillo-Falcone. Il dirigente della polizia ha inoltre fatto riferimento a un episodio verificatosi ieri sera, quando una vettura “civetta” della polizia ha lasciato la questura di brindisi. Alcuni abitanti di Mesagne infatti, convinti che nella vettura viaggiasse il colpevole dell’attentato, hanno attaccato il veicolo a calci, danneggiandolo. «Nell’auto c’erano poliziotti che stavano lavorando», ha sottolineato Anna Palmisano.

IL MINISTRO CANCELLIERI – Intanto il ministro dell’Interno, Annamaria Cancellieri, nel corso di un’informativa alla Camera sull’attentato di Brindisi, augurandosi che l’accertamento dell’effettiva matrice dell’attentato possa emergere nelle prossime ore, ha spiegato che «per il gravissimo e diffuso allarme che ne è seguito», l’episodio «possa prestarsi a una lettura in chiave terroristica», sottolineando che «se ancora non conosciamo il movente e la mano, sicuramente l’effetto scaturito dall’evento è stato terroristico, nel senso pieno e letterale del termine». Il ministro dell’Interno ha inoltre fatto riferimento al filmato ripreso della telecamera posizionata sul chiosco di fronte all’Istituto professionale, specificando che proprio grazie a questo sarebbe possibile individuare «distintamente, in corrispondenza con l’orario dell’attentato, un uomo che sembra intento ad azionare un telecomando».

NEL FILMATO UN UOMO CON UN TELECOMANDO – Riguardo al video il ministro Cancellieri ha aggiunto: «L’ipotesi degli investigatori è che si tratti della stessa persona che ha provocato l’esplosione, in quanto, nella sequenza le immagini consentono di percepire prima un tremolio e subito dopo una nube di fumo. Il soggetto si defilava, infine, dietro il chioschetto per poi dirigersi verso una via adiacente, scomparendo dall’inquadratura delle telecamere». Attualmente, anche grazie al supporto delle banche dati delle forze di polizia, sono in corso «intense attività d’indagine» che stanno scrupolosamente vagliando «tutte le possibili direttrici», dal momento che nessuna pista può essere esclusa. Il ministro dell’Interno ha tenuto a sottolineare quanto la risposta del Paese all’attentato di sabato sia stata «forte, corale e unitaria».

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