sabato, 21 ottobre 2017
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Roma, aumenta il prezzo dei biglietti della metro. Di Tommaso (Psi): Alemanno colpisce ancora!
Pubblicato il 25-05-2012


«Vado spesso in autobus e metropolitana e mi prendo anche qualche insulto», rivela stamattina il sindaco di Roma Capitale Gianni Alemanno. La notizia che oggi lo riguarda è l’aumento del prezzo del biglietto del trasporto pubblico locale che passa da 1 euro a 1,50. Ma tra le polemiche dal basso circa l’ammontare del biglietto, si aggiungono quelle relative al faccia a faccia che ieri ha coinvolto il presidente della Regione Lazio Renata Polverini circa il rapporto della Corte dei Conti che vorrebbe il bilancio di Roma Capitale in rosso. Alemanno rivendica il credito dalla Regione e, per quanto riguarda il biglietto assicura i cittadini che sembra non abbiano accolto con allegria questa decisione: «Chi fa l’abbonamento non ha alcun aumento perchè sono rimasti invariati».

LETTERE A MONTI E POLVERINI – Se il primo maggio Alemanno aveva mandato tre lettere a Cgil, Cisl e Uil presentando il conto delle spese del concertone del primo maggio alle organizzazioni sindacali promotrici, ieri il sindaco di Roma ne ha inviate altre tre: una al presidente della Regione Lazio Renata Polverini, una al Commissario straordinario del governo Massimo Varazzani e una al premier Mario Monti. Nelle comunicazioni spunta la richiesta di rientrare dei crediti, si parla di circa 2,5 miliardi di euro, dovuti al Campidoglio ai quali andrebbero aggiunti circa 419 milioni dalla mancata riscossione delle multe. Ad oggi, spiega il sindaco «l’importo complessivo dei crediti verso la Regione Lazio, aggiornato a tutto il 2011, ammonta a 1.066 milioni, ai quali occorre aggiungere la quota di competenza del 2012 (circa 271 milioni) mentre, sempre alla data odierna, il credito residuo nei confronti della Gestione Commissariale ammonta a 1.215 milioni. Il totale dei crediti risulta essere quindi di 2.552 milioni».

METRO C: FERMA DA 22 ANNI – Intanto i biglietti dei mezzi pubblici sono aumentati, come le aspettative dei cittadini nel vedere un miglioramento dei servizi proporzionale a quel +50 centesimi. Ma Alemanno, in diretta stamattina da Omnibus, alla domanda “perchè non vengono messi a Roma gli orari di passaggio dei mezzi”, come nelle Capitali del resto d’Europa, il sindaco ha risposto: «Noi siamo l’unica città che sta costruendo 2 metropolitane e abbiamo avuto un taglio di 120milioni, metteremo anche gli orari di passaggio ma innanzitutto dobbiamo farli passare». Ma il rincaro del biglietto va a braccetto con la rovinosa epopea che interessa il completamento della Metro C di Roma, la terza linea della metropolitana dell’Urbe i cui lavori, iniziati nel 1990, sembrano non vedere una fine. Anzi, sembra che l’ultimazione probabilmente non avverrà prima del 2016, costringendo ancora denaro e tempo per questa impresa che, per quell’anno avrà compiuto circa 26 anni: oltre un quarto di secolo.

DI TOMMASO (PSI), ALEMANNO COLPISCE ANCORA – «Alemanno colpisce ancora! La cattiva amministrazione del peggiore sindaco della storia di Roma, continua a fare danni e a pagarli saranno sempre i romani. L’aumento del biglietto  dell’Atac, assume risvolti kafkiani. L’incapacità amministrativa della giunta a guida Alemanno, priva di un vero piano della viabilità, costringe i cittadini e i tanti turisti a muoversi, e a vivere, in una giungla senza regole dove i mezzi pubblici sono peggio dei carri bestiame», ha dichiarato il segretario del PSI di Roma Atlantide Di Tommaso.

DOPO PARENTOPOLI LA BEFFA – «A Roma, dove per recarsi a lavoro, a scuola, o in qualsiasi altra parte della città, è peggio che infilarsi in un girone dell’inferno dantesco, Alemanno – ha aggiunto Di Tommaso – anziché rassicurare la città, proponendo un piano della viabilità efficiente e credibile aumenta solo  il prezzo del biglietto di trasporto. Penalizzando proprio le fascie più deboli della società “in primis” la famiglia. Oltre il danno la beffa. I disastrosi bilanci dell’azienda comunale, aggravati da parentopoli, vengono scaricati sui già tartassati utenti e, il trasporto pubblico e privato, continua a restare nel caos più deprimente. La pazienza dei romani sarà pure tanta ma non infinita. Prima l’AMA, poi l’ACEA e oggi l’ATAC una vergogna dopo l’altra, è arrivato il momento di dire basta, Alemanno prenda definitivamente atto del suo fallimento e liberi la città».

Angela Merkel bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISTAT italia italicum lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato Spagna UE UIL Unione europea USA



Commenti all'articolo
  1. Alemanno copia Pisapia. Con la differenza che a Milano, quando scendo dalla Frecciarossa ed esco dalla stazione centrale, trovo 4 – e dico 4 – linee pronte a portarmi a casa, mentre a Roma i mezzi di superficie si fanno attendere per 35 – 40 minuti in media…

Lascia un commento