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Opinioni e commenti
 

Scaricato il Terzo Polo ‘Pierfurby’ pensa ad Alfano ma sta con Monti
Pubblicato il 17-05-2012


“Continuiamo così, facciamoci del male” si potrebbe dire dell’attuale stallo nel quale si è impantanato il quadro politico italiano tra chi continua a dirsi solidale al governo Monti ma poi prepara un piano B e chi apertamente grida allo scandalo e vorrebbe l’uscita dell’Italia e della Grecia dall’Eurozona. Intanto il leader dell’Udc Pierferdinando Casini ha trascorso ben due ore dialogando con il premier Mario Monti nel corso di una ‘colazione di lavoro’ a palazzo Chigi. L’appoggio al governo non si discute. Casini lo ha detto nella prima settimana di maggio quando ha sfasciato l’esperienza del Terzo polo, l’alleanza con Fli di Gianfranco Fini e l’Api di Francesco Rutelli, dopo la deludente prova delle amministrative. E lo ha ripetuto anche oggi a Monti in persona.

ALFANO TRA GLI ALLEATI POSSIBILI? – Non si transige sulla «volontà di concorrere ad un sostegno del governo in un momento difficilissimo per l’economia mondiale ed europea. Le code dei cittadini davanti alle banche di Atene sono l’immagine devastante di un continente che rischia la deriva». Insomma è tempo che prevalga il senso di responsabilità e si affronti la crisi greca per non fare la stessa fine. E’ tempo di riflessione sui prossimi passi da fare e sul miglior alleato al momento sulla piazza. Alla domanda se il primo interlocutore, in questa nuova fase di riflessione, possa essere Alfano, Casini risponde: «Io rifletto perché in politica ogni tanto bisogna fermarsi e riflettere». Poi ha scherzato: «Ora lasciatemi in quarantena: andrò a rifugiarmi in un eremo e lì penserò…».

CASINI L’EREMITA – L’augurio di Casini l’eremita è che, finito il ballottaggio, si riprenda con sempre maggiore forza il sostegno al governo Monti, perché se c’e’ un modo per restituire alla politica la credibilità perduta in questi ultimi mesi «non e’ quello di fare furberie, di tornare al passato, di dire una cosa, pensarne una seconda e farne una terza, ma sostenere il governo e’ un modo per essere seri, consapevoli e leali». Comunque, ha poi assicurato il leader centrista, «non vedo rischi di rottura, perche’ vedo che c’e’ una responsabilita’ seria da parte di tutti i protagonisti della politica, credo che nessuno ami farsi del male gratuitamente, per cui sarebbe un atto di autolesionismo, non penso che ci sia questo rischio». Quanto ai contenuti dell’incontro, «abbiamo parlato delle grandi questioni sul tappeto, a partire -ha concluso Casini- dai debiti che le Pubbliche amministrazioni hanno con tante aziende e cittadini italiani, abbiamo parlato del G8, abbiamo parlato di tutto».

IL PARTITO DELLA NAZIONE “SFASCIATA” – E sul punto politico più delicato, quello delle alleanze future che intenderà suggellare dopo la rottura con Fini e Rutelli, Casini almeno in apparenza sembra navigare a vista e senza sbilanciarsi o anticipare scenari ha commentato laconico: «Ogni giorno ha la sua pena, ci sarà modo di pensare alle alleanze. Il modo migliore per curare le alleanze di domani e’ sostenere oggi, con lealtà, il governo. Non vedo rischi di rotture. Questo e’ il momento da parte di tutti i protagonisti della politica della responsabilità e della serietà. Nessuno ama farsi del male». Solo qualche giorno frittata fatta Casini disse perentorio: «Andare oltre il Terzo Polo. C’è da andare molto oltre l’Udc e il terzo polo». La pausa di riflessione riguarda il Partito della Nazione? «Il progetto che avevamo in mente per riunire i moderati del Paese – aggiunse Casini – se prima era urgente ora è fondamentale».

IL PIERFURBY –  conti fatti e a primo turno di amministrative archiviato, con una sonora sconfitta per il triumvirato meteora di Casini-Fine-Rutelli, il leader dell’Udc guarda al Pdl intercettando le avances di Giuseppe Pisanu. La cosa non è passata inosservata ed ha suscitato le ire dell’ex an Maurizio Bianconi che ha invitato il collega Pisanu a lasciare il partito. Sul punto Bossi è stato lungimirante definendo, in tempi non sospetti, Casini a suo modo: «Il Pierfurby? Un carugnet de sacrestia».

Lucio Filipponio

Lucio Filipponio

@LucioFilipponio

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Commenti all'articolo
  1. Stiamo attraversando un periodo politico che direi “comico”, ma erroneamente a ciò che si potrebbe pensare il comico non è riferito a Beppe Grillo ed alla sua banda, ma a coloro che comicamente lasciano spazio al movimento cinque stelle. Per i partiti che appartengono al tessuto storico del Paese, come il PSI, è il momento di non lanciarsi in avventure di accorpamenti e arroccamenti. E’ il momento delle alleanze programmatiche a sinistra, ma non quello di accorpamenti o cartelli elettorali di passaggio. Il periodico trasformismo di Casini, la celere riproposizioni di “novità” elettorali prima anticipate da Alfano e poi temporaneamente messe nel cassetto, la destabilizzazione al suo interno della Lega Nord con i faccendieri di turno e la stabilità politica della “cosa” PD (per metà democristiano e per metà progressista e riformista), l’eterea anima riformista di SEL sono tutti parte di uno scenario politico davvero inquietante, nel quale pur dovendoci avere a che fare per poter spostare il baricentro politico nel Paese, necessita lasciare fermentare la “comicità” politica del periodo nel quale vive il Paese pur nelle sue realtà locali più sane, globalmente profondamente invece incerte a livello nazionale. Il PSI resta storia passata, presente e l’unica possibile in prospettiva futura. Ben lo dimostra la vittoria Socialista in Francia e l’avanzamento consistente del SPD in Germania.

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